Intervistatore:
Cominciamo un piccolo percorso volto a conoscere meglio i due nuovi gestori del Gallo, Bruno ed Emiliano. Ormai è un mese e mezzo che hanno preso in mano il locale, tuttavia il tempo trascorso di fatto è ancora troppo poco per poter dire di conoscerli bene, per cui qualche domandina d'obbligo ci sta, giusto? Facciamoci un po' i fatti loro! Inizi il bombardamento di domande, senza risparmiarsi! Cominciamo con Bruno che al momento è disponibile. Innanzitutto ciao Bruno!
Bruno:
Ciao a te! E' un po' scomodo 'sto sgabello! Devo decidermi a prenderne uno nuovo...
Intervistatore:
Dai, dai! Niente scuse! Sei pronto per esser torturato da una serie di quesiti? Non corrucciare la fronte, che poi ti vengono le rughe profondo come solchi! Non ti preoccupare, sono domande semplici, niente di che, giusto per fornire qualche dato in più ai tuoi clienti, cosicchè ti possano conoscere meglio, non trovi?
Bruno:
Va bene, vediamo che ne esce (e sorride). Iniziamo che dopo ho una marea di cose da fare!
Intervistatore:
Quanta premura! OK, allora iniziamo facile facile: presentati a chi ci sta leggendo, a chi potrebbe ancora non conoscerti perchè non è ancora passato a farsi una bevutina al Gallo dopo il cambio di gestione.
Bruno:
Beh, fin qua è semplice. Allora piacere di conoscervi, io mi chiamo Bruno, sono di Milano, ho 45 anni, 46 a breve. Posso dire a chi mi legge di ricordarsi di farmi gli auguri l'11 settembre? Non potete dimenticarvelo, è una data drammaticamente storica. Niente regali, solo gli auguri! Mi fa piacere riceverli!
Intervistatore:
Son convinto che in molti ti faranno gli auguri l'11 settembre, non temere. Procediamo?
Bruno:
OK, andiamo avanti. Dicevo, ho vissuto a Milano fino ai miei 30 anni, poi mi son trasferito a Verona e lì ho vissuto, anzi vivo, tuttora. Chissà che non appena si assesterà la faccenda del bar non mi trasferisca qui. Mi sposto sempre più verso est, hai notato? Finirò a Venezia tra un'altra decina d'anni se continuo così!
Intervistatore:
Mai porre limiti alla provvidenza, giusto? Quindi vivi a Verona. Una bella traversata ogni giorno, che finchè c'è bel tempo è ancora accettabile, ma col freddo, la notte quando rientrerai dalle serata qua al bar, sarà più faticoso.
Bruno:
Beh, lo sapevo fin dall'inizio che non sarebbe stata una passeggiata, è già stato messo tutto in conto quando ho deciso di lanciarmi in quest'avventura. Ecco perchè ho fretta di mettere un paio di cose a posto prima dell'inverno e di pianificare di venire a vivere qui, proprio per risparmiarmi inutili viaggi faticosi e dispendiosi, dato il caro-benzina e l'autostrada, ma soprattutto la stanchezza che in certi momenti ovviamente si fa sentire non poco!
Intervistatore:
Beh, chiaro, ti capisco, e te lo auguro di cuore. Ma proseguiamo colla nostra chiacchierata. Allora, sappiamo che sei originario di Milano, sei del 1962 se non sbaglio. Annuisci, quindi ho fatto i conti giusti, eheh! Che altro ci racconti di te, della tua vita? Come mai sei andato via da Milano? Milano è una città che offre molto, piena di opportunità, di vita, certamente caotica, ma mi chiedo, perchè Verona? Perchè passare da una metropoli con tutti i servizi che mette a disposizione dei suoi cittadini a una città più piccola, di provincia, come Verona? Amore? Lavoro? Voglia di cambiare?
Bruno:
Certo che tu non scherzi, eh (e sorride)? Comunque, per rispondere alla tua domanda, ti posso dire che è un po' per tutti e tre i motivi: per amore, perchè ho conosciuto una persona con cui poi ho condiviso due anni della mia vita; per lavoro perchè ho trovato un posticino tranquillo e ben pagato in provincia di Verona; e poi per cambiare, sicuramente. Venivo da un periodo non molto fortunato: la morte di papà che mi ha letteralmente rovesciato come un calzino, la fine del matrimonio con Daniela, la stanchezza per il lavoro che facevo e che non mi dava più soddisfazioni come prima, l'ambiente pallavolistico che ormai mi aveva stancato, quantomeno a Milano. Un po' di cose insomma.
Intervistatore:
Caspita, sei stato sposato? E come mai è finita?
Bruno:
Sai, quando si è giovani si fanno molte cazzate, ti sposi, confondi i sentimenti e ti ritrovi a 25 anni a gestire una cosa più grande di te. Probabilmente, anzi, sicuramente, non ero maturo io e non era matura neanche lei per una storia ufficializzata da un pezzo di carta, e i problemi dopo 3-4 anni son venuti inevitabilmente a galla. Fossimo cresciuti ancora un po' chi lo sa dove saremmo adesso.
Intervistatore:
Ne so qualcosa anch'io, condivido il tuo pensiero. Ma senti, sempre per farmi gli affaracci tuoi, ora sei fidanzato o sei single?
Bruno:
Single, e aggiungo per scelta. Non si possono ripetere gli errori del passato, non dopo averli vissuti e metabolizzati. Mi son dato una pausa dalle stronzate, eheh! Ho imparato in questi anni a gestire i miei sentimenti, a dar loro un nome preciso, a non scambiare lucciole per lanterne, e mi sento più onesto nei miei confronti soprattutto, ma anche delle persone con cui condivido un percorso.
Intervistatore:
Bene. Veniamo a qualche discorso un po' più approfondito, più spirituale diciamo. Cosa ti aspetti dalla vita? Ti senti più in credito o in debito di qualcosa?
Bruno:
Diciamocela tutta, non saremmo contenti nemmeno se fossimo pienamente in debito. Ti posso dire, in tutta onestà, che qualcosa sento che mi manca; il fatto di non avere più i genitori lo giudico un debito enorme che la vita ha con me, perchè mi è mancato una sorta di punto di riferimento quando ne avevo bisogno, soprattutto con la scomparsa di mio padre, che come ti dicevo è avvenuta in un momento per me delicato: ero da poco sposato, comunque ero ancora un ragazzo, appena venticinquenne. Ripeto, forse le cose sarebbero andate diversamente, ma non ci metterei la firma perchè non posso tornare indietro e rivivere tutto per verificarlo! Comunque, tornando a bomba, sì, ti confermo che qualcosa sento che la vita mi deve restituire, ma forse lo sta già facendo attraverso questo locale, un desiderio che ho da quando ho dovuto vendere quello precedente a Milano, un desiderio di libertà e di autogestione, chiamiamola così, che ho da allora e che non si mai spento, solo sopito cogli anni. E il Gallo rappresenta questo per me, una sorta di rivincita, una scommessa dove posso portare avanti un sogno, forte dell'esperienza del passato ma soprattutto consapevole che si tratta di un'occasione imperdibile per tornare ad essere me stesso dopo un ultimo periodo piuttosto grigio. E ho voglia di vivere questo sogno, di concretizzarlo, credimi, perchè so di avere capacità e soprattutto buona volontà. E so per certo, non chiedermi come, che è la strada giusta per me!
Intervistatore:
Abbiamo un uomo deciso, eheh! Bene! Ma senti un po': quest'opportunità come l'hai colta? Da dove ti è giunta?
Bruno:
Casualmente su e-bay, il sito delle aste on-line. Cercavo locali in vendita o in affitto d'azienda, e sono incappato in questo. Contatto l'agenzia, solite menate, trattative e il 14 luglio ero qua, bello come il sole, col mio baretto finalmente aperto!
Intervistatore:
Il classico colpo...
Bruno:
Di culo, esatto! Ma mi ci voleva dopo una serie di delusioni.
Intervistatore:
Intendi che avevi valutato altri locali? E non era andato bene?
Bruno:
Guarda, lasciamo perdere che è meglio? Certe cose è meglio dimenticarle...
Intervistatore:
Va bene, su questo ti concedo di sorvolare, eheh! Ma dimmi piuttosto come hai reagito alla notizia che il bar era tuo. Cioè, mi spiego meglio: io avrei avuto una fifa allucinante! Sai, cambiare lavoro, quindi doversi licenziare, lasciare un tot di sicurezze, abitudini stravolte, altra città... Lascia pur stare che avevi voglia di cambiare, ma qua si trattava di fare scelte radicali, anche perchè, permettimi di fartelo notare, nessuno ti dava garanzia di nulla qua.
Bruno:
Infatti, concordo al 1000%! La paura era tantissima, ti assicuro. Finchè eravamo in trattativa, o si discuteva con Emiliano, il mio socio, sul da farsi, sembrava tutto bello, fattibile, maledettamente semplice, ma al momento di compiere il passo ti confesso che Emiliano era terrorizzato, ma te lo confermerà senza problemi lui stesso. I soliti timori: ce la farò, riusciremo, e i soldi, e la gente, gli piaceremo, ma sei sicuro, e bla bla bla bla! Normale amministrazione direi. Io invece ero frizzante, ma ti confesso che quando ho firmato i documenti mi è venuta la tremarella perchè non c'erano più paracaduti a quel punto, non ti potevi più tirare indietro, era fatta! Emiliano, devo dire la verità, col suo atteggiamento scettico e critico mi ha salvato dal fare delle scelte sbagliate. Soppesa a mio avviso troppo le scelte, anche quelle che lo riguardano, ma alla fine quel suo viaggiare col freno a mano tirato ci ha salvato da certe situazioni. Che veda più lontano di me e abbia ragione lui? Boh, chi lo sa! Sta il fatto che ora anche Emiliano è più felice, e ha capito cosa intendevo quando gli facevo una capa tanta sulla bellezza di questo lavoro, sulla spensieratezza che ti dà, a lui soprattutto che è sempre nervoso per il suo di lavoro, in banca, dove gli rompono le palle ogni due per tre!
Intervistatore:
Parli molto di Emiliano. Ma raccontaci un po' come vi siete conosciuti.
Bruno:
Molto semplicemente, ti dirò: frequentavamo la stessa palestra, avevamo un paio di amici in comune, chiacchiera una volta, chiacchiera la seconda, ci siam trovati quasi subito in sintonia, da lì è nata una bella amicizia, rara direi, che dura da sette anni e passa. Ma chiedi più precisamente ad Emiliano: è lui quello bravo colle date! Comunque tant'è, condividiamo da quasi un anno lo stesso appartamento, quindi direi che andiamo molto d'accordo, ognuno coi suoi spazi.
Intervistatore:
Posso chiederti perchè proprio lui hai scelto come tuo socio e non qualcun altro?
Bruno:
E' presto detto. E' un'ottima persona, con grande capacità di stare in mezzo alla gente, malgrado la timidezza che almeno all'inizio lo contraddistingue. E' un tipo molto riservato, ma pian piano prende confidenza, vedrai tu stesso coi tuoi occhi. E poi sente la cucina, gli piace far da mangiare, se sbaglia prova e riprova finchè non ottiene il risultato per il quale si era messo d'impegno. Ha fatto corsi di panificazione e di pizza, a casa alle volte c'è un macello di farina, uova, zucchero, un casino che non ti dico! Ed è capace nella stessa serata di prepararti la pizza, un plumcake, i muffin, i biscotti, la torta di mele, e ovviamente poi a chi tocca dargli una mano a sistemare la cucina?
Intervistatore:
Tu?
Bruno:
Molto perspicace, bravo (e ride)! Comunque, al di là di tutto, è un ragazzo sensibile, disponibile, si dà da fare, è volenteroso, e siccome ha vissuto la mia stessa esperienza lavorativa, cioè anche lui soffriva un po' il posto dov'era, mi è parso giusto prendere con lui la scelta di dare una svolta alla nostra vita. Solo che, a differenza di lui, io ho smesso col mio precedente lavoro, lui non ancora, ma è giusto così, economicamente parlando.
Intervistatore:
Mi hai elencato un paio di pregi di Emiliano. Difetti?
Bruno:
Perchè? Non li ho detti? Ne ha, ne ha... Tantissimi! E' cocciuto, a volte troppo insicuro, caotico, pigro, lamentone quando sta male, irascibile... Ancora?
Intervistatore:
Ahahah! No no, per carità, te n'avevo chiesti due soltanto!
Bruno:
Ah, eccone un altro: è magro! Mangia come un chiodo e non ingrassa! Più che un difetto è una mia invidia, molto grande direi!
Intervistatore:
Direi, eheh! Siamo agli sgoccioli, ultimissimi quesiti. Cos'è la cosa che ti auguri maggiormente da quest'attività? E quella che temi?
Bruno:
Vorrei che i clienti comprendessero la mia buona volontà, che metto in ogni cosa che faccio, dal versare il vino a preparare un caffè. Vorrei che capissero che alla buona volontà seguono i fatti, perchè io ed Emiliano stiamo cercando di dare un'impronta di maggior qualità a tutto quello che facciamo, dal cibo alle bevande, dal servizio alla presentazione del locale, e come dicevamo nell'introduzione di questo spazio, il blog stesso lo consideriamo un valore aggiunto.
Intervistatore:
Cosa diresti a un potenziale cliente per convincerlo a venire da te? E chi è già tuo cliente per convincerlo a restare?
Bruno:
Al primo metterei davanti agli occhi quello che sappiamo fare. Spesso le azioni concrete dicono più di tante parole. Al cliente invece darei sempre un servizio valido e puntuale, per far sì che rimanga soddisfatto di me come fosse il primo giorno.
Intervistatore:
Sono d'accordissimo con te. Ma qual è il segreto per tenersi stretta la clientela?
Bruno:
Non esistono regole precise, penso occorra del semplice buon senso. Dividere ad esempio lavoro e vita privata è già un bel passo in quella direzione. E poi farsi trovare sempre pronti di fronte alle richieste e alle novità, dare tutto sè stesso al cliente perchè sia sempre soddisfatto, anzi, offrirgli anche qualcosa in più dimodochè si renda conto del lavoro che viene fatto per lui e del valore che ha per il locale stesso. Ricordiamoci che il locale lo fa sì il gestore, ma senza i clienti non si va da nessuna parte. Un'ultima cosa, ma la metterei per prima: cordialità e sorriso. L'educazione è vitale in questo lavoro: i problemi si lasciano all'ingresso e ce li si ricarica sulle spalle una volta chiuso il bar.
Intervistatore:
Idee chiare mi pare. Non posso che condividere. Tu pensi che la clientela abbia già capito di che pasta sei fatto?
Bruno:
Mi limito a rispondere con un sì. E lo dico senza vanto.
Intervistatore:
Una domanda finale, visto che l'interrogatorio mi pare sufficientemente lungo ed esauriente: quanto sei stanco da zero a dieci?
Bruno:
In questo momento o in generale?
Intervistatore:
L'uno e l'altro.
Bruno:
Ora 8, in generale 4. Finito?
Intervistatore:
Non ancora, le ultime davvero, poi ti lascio al tuo lavoro, promesso. Te l'aspettavi così dura?
Bruno:
Sì, su per giù me l'aspettavo così, ma è meglio, fidati, perchè se lavori tanto vuol dire che la gente apprezza.
Intervistatore:
Che sensazioni provi ora?
Bruno:
Serenità, fierezza e rinascita.
Intervistatore:
Non male davvero come sensazioni! Un'ultimissima domanda, poi ti lascio per davvero: sogno nel cassetto?
Bruno:
Vivere sempre sereno e coronare l'amore. Roba da Miss Cheerleader, ahahah! Ma non ho menzionato la pace nel mondo!
Intervistatore:
Sono tutti bei sogni. Grazie di tutto e buon lavoro. Noi qui abbiamo finito, siamo a posto.
Bruno:
Grazie a te della chiacchierata. Beviti un goccio con me però adesso: ci si è seccata la lingua a furia di parlare, eheh!
Intervistatore:
Volentieri, grazie.
Cominciamo un piccolo percorso volto a conoscere meglio i due nuovi gestori del Gallo, Bruno ed Emiliano. Ormai è un mese e mezzo che hanno preso in mano il locale, tuttavia il tempo trascorso di fatto è ancora troppo poco per poter dire di conoscerli bene, per cui qualche domandina d'obbligo ci sta, giusto? Facciamoci un po' i fatti loro! Inizi il bombardamento di domande, senza risparmiarsi! Cominciamo con Bruno che al momento è disponibile. Innanzitutto ciao Bruno!
Bruno:
Ciao a te! E' un po' scomodo 'sto sgabello! Devo decidermi a prenderne uno nuovo...
Intervistatore:
Dai, dai! Niente scuse! Sei pronto per esser torturato da una serie di quesiti? Non corrucciare la fronte, che poi ti vengono le rughe profondo come solchi! Non ti preoccupare, sono domande semplici, niente di che, giusto per fornire qualche dato in più ai tuoi clienti, cosicchè ti possano conoscere meglio, non trovi?
Bruno:
Va bene, vediamo che ne esce (e sorride). Iniziamo che dopo ho una marea di cose da fare!
Intervistatore:
Quanta premura! OK, allora iniziamo facile facile: presentati a chi ci sta leggendo, a chi potrebbe ancora non conoscerti perchè non è ancora passato a farsi una bevutina al Gallo dopo il cambio di gestione.
Bruno:
Beh, fin qua è semplice. Allora piacere di conoscervi, io mi chiamo Bruno, sono di Milano, ho 45 anni, 46 a breve. Posso dire a chi mi legge di ricordarsi di farmi gli auguri l'11 settembre? Non potete dimenticarvelo, è una data drammaticamente storica. Niente regali, solo gli auguri! Mi fa piacere riceverli!
Intervistatore:
Son convinto che in molti ti faranno gli auguri l'11 settembre, non temere. Procediamo?
Bruno:
OK, andiamo avanti. Dicevo, ho vissuto a Milano fino ai miei 30 anni, poi mi son trasferito a Verona e lì ho vissuto, anzi vivo, tuttora. Chissà che non appena si assesterà la faccenda del bar non mi trasferisca qui. Mi sposto sempre più verso est, hai notato? Finirò a Venezia tra un'altra decina d'anni se continuo così!
Intervistatore:
Mai porre limiti alla provvidenza, giusto? Quindi vivi a Verona. Una bella traversata ogni giorno, che finchè c'è bel tempo è ancora accettabile, ma col freddo, la notte quando rientrerai dalle serata qua al bar, sarà più faticoso.
Bruno:
Beh, lo sapevo fin dall'inizio che non sarebbe stata una passeggiata, è già stato messo tutto in conto quando ho deciso di lanciarmi in quest'avventura. Ecco perchè ho fretta di mettere un paio di cose a posto prima dell'inverno e di pianificare di venire a vivere qui, proprio per risparmiarmi inutili viaggi faticosi e dispendiosi, dato il caro-benzina e l'autostrada, ma soprattutto la stanchezza che in certi momenti ovviamente si fa sentire non poco!
Intervistatore:
Beh, chiaro, ti capisco, e te lo auguro di cuore. Ma proseguiamo colla nostra chiacchierata. Allora, sappiamo che sei originario di Milano, sei del 1962 se non sbaglio. Annuisci, quindi ho fatto i conti giusti, eheh! Che altro ci racconti di te, della tua vita? Come mai sei andato via da Milano? Milano è una città che offre molto, piena di opportunità, di vita, certamente caotica, ma mi chiedo, perchè Verona? Perchè passare da una metropoli con tutti i servizi che mette a disposizione dei suoi cittadini a una città più piccola, di provincia, come Verona? Amore? Lavoro? Voglia di cambiare?
Bruno:
Certo che tu non scherzi, eh (e sorride)? Comunque, per rispondere alla tua domanda, ti posso dire che è un po' per tutti e tre i motivi: per amore, perchè ho conosciuto una persona con cui poi ho condiviso due anni della mia vita; per lavoro perchè ho trovato un posticino tranquillo e ben pagato in provincia di Verona; e poi per cambiare, sicuramente. Venivo da un periodo non molto fortunato: la morte di papà che mi ha letteralmente rovesciato come un calzino, la fine del matrimonio con Daniela, la stanchezza per il lavoro che facevo e che non mi dava più soddisfazioni come prima, l'ambiente pallavolistico che ormai mi aveva stancato, quantomeno a Milano. Un po' di cose insomma.
Intervistatore:
Caspita, sei stato sposato? E come mai è finita?
Bruno:
Sai, quando si è giovani si fanno molte cazzate, ti sposi, confondi i sentimenti e ti ritrovi a 25 anni a gestire una cosa più grande di te. Probabilmente, anzi, sicuramente, non ero maturo io e non era matura neanche lei per una storia ufficializzata da un pezzo di carta, e i problemi dopo 3-4 anni son venuti inevitabilmente a galla. Fossimo cresciuti ancora un po' chi lo sa dove saremmo adesso.
Intervistatore:
Ne so qualcosa anch'io, condivido il tuo pensiero. Ma senti, sempre per farmi gli affaracci tuoi, ora sei fidanzato o sei single?
Bruno:
Single, e aggiungo per scelta. Non si possono ripetere gli errori del passato, non dopo averli vissuti e metabolizzati. Mi son dato una pausa dalle stronzate, eheh! Ho imparato in questi anni a gestire i miei sentimenti, a dar loro un nome preciso, a non scambiare lucciole per lanterne, e mi sento più onesto nei miei confronti soprattutto, ma anche delle persone con cui condivido un percorso.
Intervistatore:
Bene. Veniamo a qualche discorso un po' più approfondito, più spirituale diciamo. Cosa ti aspetti dalla vita? Ti senti più in credito o in debito di qualcosa?
Bruno:
Diciamocela tutta, non saremmo contenti nemmeno se fossimo pienamente in debito. Ti posso dire, in tutta onestà, che qualcosa sento che mi manca; il fatto di non avere più i genitori lo giudico un debito enorme che la vita ha con me, perchè mi è mancato una sorta di punto di riferimento quando ne avevo bisogno, soprattutto con la scomparsa di mio padre, che come ti dicevo è avvenuta in un momento per me delicato: ero da poco sposato, comunque ero ancora un ragazzo, appena venticinquenne. Ripeto, forse le cose sarebbero andate diversamente, ma non ci metterei la firma perchè non posso tornare indietro e rivivere tutto per verificarlo! Comunque, tornando a bomba, sì, ti confermo che qualcosa sento che la vita mi deve restituire, ma forse lo sta già facendo attraverso questo locale, un desiderio che ho da quando ho dovuto vendere quello precedente a Milano, un desiderio di libertà e di autogestione, chiamiamola così, che ho da allora e che non si mai spento, solo sopito cogli anni. E il Gallo rappresenta questo per me, una sorta di rivincita, una scommessa dove posso portare avanti un sogno, forte dell'esperienza del passato ma soprattutto consapevole che si tratta di un'occasione imperdibile per tornare ad essere me stesso dopo un ultimo periodo piuttosto grigio. E ho voglia di vivere questo sogno, di concretizzarlo, credimi, perchè so di avere capacità e soprattutto buona volontà. E so per certo, non chiedermi come, che è la strada giusta per me!
Intervistatore:
Abbiamo un uomo deciso, eheh! Bene! Ma senti un po': quest'opportunità come l'hai colta? Da dove ti è giunta?
Bruno:
Casualmente su e-bay, il sito delle aste on-line. Cercavo locali in vendita o in affitto d'azienda, e sono incappato in questo. Contatto l'agenzia, solite menate, trattative e il 14 luglio ero qua, bello come il sole, col mio baretto finalmente aperto!
Intervistatore:
Il classico colpo...
Bruno:
Di culo, esatto! Ma mi ci voleva dopo una serie di delusioni.
Intervistatore:
Intendi che avevi valutato altri locali? E non era andato bene?
Bruno:
Guarda, lasciamo perdere che è meglio? Certe cose è meglio dimenticarle...
Intervistatore:
Va bene, su questo ti concedo di sorvolare, eheh! Ma dimmi piuttosto come hai reagito alla notizia che il bar era tuo. Cioè, mi spiego meglio: io avrei avuto una fifa allucinante! Sai, cambiare lavoro, quindi doversi licenziare, lasciare un tot di sicurezze, abitudini stravolte, altra città... Lascia pur stare che avevi voglia di cambiare, ma qua si trattava di fare scelte radicali, anche perchè, permettimi di fartelo notare, nessuno ti dava garanzia di nulla qua.
Bruno:
Infatti, concordo al 1000%! La paura era tantissima, ti assicuro. Finchè eravamo in trattativa, o si discuteva con Emiliano, il mio socio, sul da farsi, sembrava tutto bello, fattibile, maledettamente semplice, ma al momento di compiere il passo ti confesso che Emiliano era terrorizzato, ma te lo confermerà senza problemi lui stesso. I soliti timori: ce la farò, riusciremo, e i soldi, e la gente, gli piaceremo, ma sei sicuro, e bla bla bla bla! Normale amministrazione direi. Io invece ero frizzante, ma ti confesso che quando ho firmato i documenti mi è venuta la tremarella perchè non c'erano più paracaduti a quel punto, non ti potevi più tirare indietro, era fatta! Emiliano, devo dire la verità, col suo atteggiamento scettico e critico mi ha salvato dal fare delle scelte sbagliate. Soppesa a mio avviso troppo le scelte, anche quelle che lo riguardano, ma alla fine quel suo viaggiare col freno a mano tirato ci ha salvato da certe situazioni. Che veda più lontano di me e abbia ragione lui? Boh, chi lo sa! Sta il fatto che ora anche Emiliano è più felice, e ha capito cosa intendevo quando gli facevo una capa tanta sulla bellezza di questo lavoro, sulla spensieratezza che ti dà, a lui soprattutto che è sempre nervoso per il suo di lavoro, in banca, dove gli rompono le palle ogni due per tre!
Intervistatore:
Parli molto di Emiliano. Ma raccontaci un po' come vi siete conosciuti.
Bruno:
Molto semplicemente, ti dirò: frequentavamo la stessa palestra, avevamo un paio di amici in comune, chiacchiera una volta, chiacchiera la seconda, ci siam trovati quasi subito in sintonia, da lì è nata una bella amicizia, rara direi, che dura da sette anni e passa. Ma chiedi più precisamente ad Emiliano: è lui quello bravo colle date! Comunque tant'è, condividiamo da quasi un anno lo stesso appartamento, quindi direi che andiamo molto d'accordo, ognuno coi suoi spazi.
Intervistatore:
Posso chiederti perchè proprio lui hai scelto come tuo socio e non qualcun altro?
Bruno:
E' presto detto. E' un'ottima persona, con grande capacità di stare in mezzo alla gente, malgrado la timidezza che almeno all'inizio lo contraddistingue. E' un tipo molto riservato, ma pian piano prende confidenza, vedrai tu stesso coi tuoi occhi. E poi sente la cucina, gli piace far da mangiare, se sbaglia prova e riprova finchè non ottiene il risultato per il quale si era messo d'impegno. Ha fatto corsi di panificazione e di pizza, a casa alle volte c'è un macello di farina, uova, zucchero, un casino che non ti dico! Ed è capace nella stessa serata di prepararti la pizza, un plumcake, i muffin, i biscotti, la torta di mele, e ovviamente poi a chi tocca dargli una mano a sistemare la cucina?
Intervistatore:
Tu?
Bruno:
Molto perspicace, bravo (e ride)! Comunque, al di là di tutto, è un ragazzo sensibile, disponibile, si dà da fare, è volenteroso, e siccome ha vissuto la mia stessa esperienza lavorativa, cioè anche lui soffriva un po' il posto dov'era, mi è parso giusto prendere con lui la scelta di dare una svolta alla nostra vita. Solo che, a differenza di lui, io ho smesso col mio precedente lavoro, lui non ancora, ma è giusto così, economicamente parlando.
Intervistatore:
Mi hai elencato un paio di pregi di Emiliano. Difetti?
Bruno:
Perchè? Non li ho detti? Ne ha, ne ha... Tantissimi! E' cocciuto, a volte troppo insicuro, caotico, pigro, lamentone quando sta male, irascibile... Ancora?
Intervistatore:
Ahahah! No no, per carità, te n'avevo chiesti due soltanto!
Bruno:
Ah, eccone un altro: è magro! Mangia come un chiodo e non ingrassa! Più che un difetto è una mia invidia, molto grande direi!
Intervistatore:
Direi, eheh! Siamo agli sgoccioli, ultimissimi quesiti. Cos'è la cosa che ti auguri maggiormente da quest'attività? E quella che temi?
Bruno:
Vorrei che i clienti comprendessero la mia buona volontà, che metto in ogni cosa che faccio, dal versare il vino a preparare un caffè. Vorrei che capissero che alla buona volontà seguono i fatti, perchè io ed Emiliano stiamo cercando di dare un'impronta di maggior qualità a tutto quello che facciamo, dal cibo alle bevande, dal servizio alla presentazione del locale, e come dicevamo nell'introduzione di questo spazio, il blog stesso lo consideriamo un valore aggiunto.
Intervistatore:
Cosa diresti a un potenziale cliente per convincerlo a venire da te? E chi è già tuo cliente per convincerlo a restare?
Bruno:
Al primo metterei davanti agli occhi quello che sappiamo fare. Spesso le azioni concrete dicono più di tante parole. Al cliente invece darei sempre un servizio valido e puntuale, per far sì che rimanga soddisfatto di me come fosse il primo giorno.
Intervistatore:
Sono d'accordissimo con te. Ma qual è il segreto per tenersi stretta la clientela?
Bruno:
Non esistono regole precise, penso occorra del semplice buon senso. Dividere ad esempio lavoro e vita privata è già un bel passo in quella direzione. E poi farsi trovare sempre pronti di fronte alle richieste e alle novità, dare tutto sè stesso al cliente perchè sia sempre soddisfatto, anzi, offrirgli anche qualcosa in più dimodochè si renda conto del lavoro che viene fatto per lui e del valore che ha per il locale stesso. Ricordiamoci che il locale lo fa sì il gestore, ma senza i clienti non si va da nessuna parte. Un'ultima cosa, ma la metterei per prima: cordialità e sorriso. L'educazione è vitale in questo lavoro: i problemi si lasciano all'ingresso e ce li si ricarica sulle spalle una volta chiuso il bar.
Intervistatore:
Idee chiare mi pare. Non posso che condividere. Tu pensi che la clientela abbia già capito di che pasta sei fatto?
Bruno:
Mi limito a rispondere con un sì. E lo dico senza vanto.
Intervistatore:
Una domanda finale, visto che l'interrogatorio mi pare sufficientemente lungo ed esauriente: quanto sei stanco da zero a dieci?
Bruno:
In questo momento o in generale?
Intervistatore:
L'uno e l'altro.
Bruno:
Ora 8, in generale 4. Finito?
Intervistatore:
Non ancora, le ultime davvero, poi ti lascio al tuo lavoro, promesso. Te l'aspettavi così dura?
Bruno:
Sì, su per giù me l'aspettavo così, ma è meglio, fidati, perchè se lavori tanto vuol dire che la gente apprezza.
Intervistatore:
Che sensazioni provi ora?
Bruno:
Serenità, fierezza e rinascita.
Intervistatore:
Non male davvero come sensazioni! Un'ultimissima domanda, poi ti lascio per davvero: sogno nel cassetto?
Bruno:
Vivere sempre sereno e coronare l'amore. Roba da Miss Cheerleader, ahahah! Ma non ho menzionato la pace nel mondo!
Intervistatore:
Sono tutti bei sogni. Grazie di tutto e buon lavoro. Noi qui abbiamo finito, siamo a posto.
Bruno:
Grazie a te della chiacchierata. Beviti un goccio con me però adesso: ci si è seccata la lingua a furia di parlare, eheh!
Intervistatore:
Volentieri, grazie.
1 commento:
Ragazzi bellissimo il blog. Complimenti per il vostro locale, quando passerò da quelle parti saprò sicuramente dove fermarmi. Non posso che augurarvi di cuore un grande in bocca al lupo!
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