Ci son giunte voci che i prezzi di vini e vivande a detta di alcuni siano alti rispetto alla gestione precedente: in pratica si vocifera del fatto che siamo cari.
Mi piacerebbe sapere chi ha messo in giro queste voci perchè, senz'alcuna polemica, vorrei sottoporre a queste persone due listini, il nostro e quello del precedente titolare, per raffrontare un bel po' di cose.
Innanzitutto partiamo dagli alcolici: i vini sono rimasti ai prezzi della vecchia gestione, mentre i miscelati, i cocktail e altre mix di alcolici con succhi di frutta sono addirittura diminuiti, da 0,50 centesimi a un euro pieno. Sottolineo inoltre che il Gallo è l'unico posto in Vicenza e dintorni che può vantare il costo di un bicchiere di prosecco vincitore della medaglia d'oro al Vinitaly (Marsuret per i profani) a solo 1,50 euro, quando altrove il costo oscilla dai 2 ai 2,50 euro, in presenza di vini non propriamente pari in qualità.
Capitolo vivande: le bruschette che sono state mutuate dalla precedente gestione - molte sono state aggiunte o variate - sono tutte diminuite nel costo del prodotto finito, numeri alla mano: la Aglio e olio, diventata Classica, è passata da 4,30 euro a 3,50. La Maialina da 5,80 a 5,50. La Diavola da 5,80 a 5,00. La Pugliese, diventata Marinara, da 4,50 a 4. E dove i prezzi sono uguali o aumentati magari di 20 centesimi si tratta di bruschette che possono vantare un bel po' di roba sopra, da lasciare soddisfatto il commensale. E mi sono soffermato solo sul capitolo bruschette.
Vorrei in ogni caso sottolineare un paio di cose: i nostri prodotti non sono prodotti qualunque. Se bibite in vetro o lattina sono lo standard, birre e vini sono ottimi, sia rossi che bianchi, sia fermi che frizzanti. Il cibo è di una qualità che solo chi lo prova può capire a fondo: lo speck proviene direttamente dall'Alto Adige, i prosciutti sono di qualità, i formaggi sono scelti, l'Edamer - dapprima abusato in ogni dove, tra panini, toast e bruschette - è limitato solo a quelle pietanze dove si sposa bene e giustamente con altri determinati prodotti; la bresaola proviene dalla Valtellina, la carne è selezionata. Anche lo scatolame e i prodotti sottovuoto sono scelti tra le migliori aziende fornitrici, provati prima da noi stessi, perchè la regola è che non puoi sperimentarli direttamente con il cliente, ma bisogna prima provarli sulla propria pelle., per comprendere se può incontrare il gusto delle persone. Ecco perchè ci avvaliamo di aziende serie nel settore alimentare da anni che hanno costruito duramente una serie di prodotti validi. Inoltre, grazie a nostri contatti sparsi sul territorio, importiamo le bontà della penisola direttamente dalle loro zone di produzione. Questo forse in alcuni casi può comportare quell'aumento di 20 o 50 centesimi di cui sopra, ma credo giustificato se confrontiamo i valori in campo, ovvero prodotti scadenti o comunque mediocri prima e di prima scelta ora. Se poi si vogliono accampare le solite scuse della crisi o le polemiche sterili del fatto che comunque di aumento si tratta, seppur di un nonnulla, allora non mi resta che rispondere a queste persone che criticano i 50 centesimi di aumento di andare a mangiare dove la qualità è di molto inferiore ma a un prezzo più modico o di spiegarmi come mai sono disposti ad andare a cenare al ristorante a spendere 40 euro a testa, facendo la questua a noi.
Mi piacerebbe sapere chi ha messo in giro queste voci perchè, senz'alcuna polemica, vorrei sottoporre a queste persone due listini, il nostro e quello del precedente titolare, per raffrontare un bel po' di cose.
Innanzitutto partiamo dagli alcolici: i vini sono rimasti ai prezzi della vecchia gestione, mentre i miscelati, i cocktail e altre mix di alcolici con succhi di frutta sono addirittura diminuiti, da 0,50 centesimi a un euro pieno. Sottolineo inoltre che il Gallo è l'unico posto in Vicenza e dintorni che può vantare il costo di un bicchiere di prosecco vincitore della medaglia d'oro al Vinitaly (Marsuret per i profani) a solo 1,50 euro, quando altrove il costo oscilla dai 2 ai 2,50 euro, in presenza di vini non propriamente pari in qualità.
Capitolo vivande: le bruschette che sono state mutuate dalla precedente gestione - molte sono state aggiunte o variate - sono tutte diminuite nel costo del prodotto finito, numeri alla mano: la Aglio e olio, diventata Classica, è passata da 4,30 euro a 3,50. La Maialina da 5,80 a 5,50. La Diavola da 5,80 a 5,00. La Pugliese, diventata Marinara, da 4,50 a 4. E dove i prezzi sono uguali o aumentati magari di 20 centesimi si tratta di bruschette che possono vantare un bel po' di roba sopra, da lasciare soddisfatto il commensale. E mi sono soffermato solo sul capitolo bruschette.
Vorrei in ogni caso sottolineare un paio di cose: i nostri prodotti non sono prodotti qualunque. Se bibite in vetro o lattina sono lo standard, birre e vini sono ottimi, sia rossi che bianchi, sia fermi che frizzanti. Il cibo è di una qualità che solo chi lo prova può capire a fondo: lo speck proviene direttamente dall'Alto Adige, i prosciutti sono di qualità, i formaggi sono scelti, l'Edamer - dapprima abusato in ogni dove, tra panini, toast e bruschette - è limitato solo a quelle pietanze dove si sposa bene e giustamente con altri determinati prodotti; la bresaola proviene dalla Valtellina, la carne è selezionata. Anche lo scatolame e i prodotti sottovuoto sono scelti tra le migliori aziende fornitrici, provati prima da noi stessi, perchè la regola è che non puoi sperimentarli direttamente con il cliente, ma bisogna prima provarli sulla propria pelle., per comprendere se può incontrare il gusto delle persone. Ecco perchè ci avvaliamo di aziende serie nel settore alimentare da anni che hanno costruito duramente una serie di prodotti validi. Inoltre, grazie a nostri contatti sparsi sul territorio, importiamo le bontà della penisola direttamente dalle loro zone di produzione. Questo forse in alcuni casi può comportare quell'aumento di 20 o 50 centesimi di cui sopra, ma credo giustificato se confrontiamo i valori in campo, ovvero prodotti scadenti o comunque mediocri prima e di prima scelta ora. Se poi si vogliono accampare le solite scuse della crisi o le polemiche sterili del fatto che comunque di aumento si tratta, seppur di un nonnulla, allora non mi resta che rispondere a queste persone che criticano i 50 centesimi di aumento di andare a mangiare dove la qualità è di molto inferiore ma a un prezzo più modico o di spiegarmi come mai sono disposti ad andare a cenare al ristorante a spendere 40 euro a testa, facendo la questua a noi.
2 commenti:
Da ristoratore a ristoratore, gentile responsabile al gallo, ho letto per caso il suo articolo pubblicato sul blog, molto interessante!!!
Complimenti per l'attenzione verso i prodotti genuini, cosa ormai rara,mi consenta di disquisire e darle qualche consiglio da operatore in questo settore da circa 30 anni.
Avevo(ho) un ristorante dove l'attenzione verso i prodotti,i vini, era a dir poco maniacale, parliamo di anni fa quando la globalizzazione non aveva fatto il suo corso distruttivo e le aziende monopoliste come fastfood et simili non minavano il rapporto qualita'/prezzo.
Il tempo passa e bisogna stare al passo, la ristorazione in tutti i suoi settori è un mercato difficile, la cucina ha subito cambiamenti rivoluzionari , la tradizione ha lasciato posto al mix fusion sperimentazione gastronomica, molte attivita' hanno chiuso per non essere riuscite a modificarsi nel tempo e a stare al passo con le nuove richieste.
Oggi la crisi economica è determinante, la classe media non esiste piu' quindi o ci si rivolge a un target molto alto sfruttando la competenza sui prodotti e vini o ci si rivolge a target popolare di gente che non arriva a fine mese, trascendendo da quello che sono i nostri gusti e accostandosi alla richiesta odierna.
Oggi la gente chiede punti di riferimento, una birreria con panini e patatatine le renderebbe piu' di una cucina alto stile, di idee me ne verrebbero molte per farle capire che in qualche modo per seguire le vostre passioni avete messo da parte la parte commerciale.
Non sempre nel commercio è possibile operare(anche se con buone intenzioni come voi) seguendo le propie passioni,ora, con la confusione e i tempi che corrono, sarebbero condivise da pochi.
Vi consiglio di riflettere e prendere in considerazione di rivolgervi a quel target di giovani che cercano un punto di riferimento ,birra pizza panino e fritti o di lavorare solo la mattina per gli uffici consegnando dei tramezzini e bevande o aprire la notte vendendo pizza e bomboloni caldi.
Questo è un consiglio da ristoratore legato alle tradizioni , mi ero riempito di debiti poi cambiando sistema ho risolto i miei problemi.
Mi auguro che questa breve analisi vi sia utile, complimenti per il locale e le vostre intenzioni ma bisogna sapersi plasmare e stare al passo con i tempi.
cordiali saluti.
Grazie del consiglio, apprezzatissimo davvero.
Il nostro locale, al momento (siamo lì da 8 mesi appena), è aperto dalle 17 alle 02, e la clientela è prevalentemente serale. Comprendo appieno il senso delle sue parole, e penso che parli per esperienza provata.
Noi non abbiamo una grande cucina, nel senso spaziale del termine grande, per cui ci dilettiamo in cose veloci, pur incedendo in primi piatti e grigliate, ma prevalentemente taglieri, panini, bruschette, piadine, tramezzini, un cibo veloce insomma, ma puntando alla qualità: pare però purtroppo che molti non si rendano conto che si può mangiare "velocemente" sapendo scegliere che qualità mettere in bocca.
Stiamo tuttavia cercando, come lei giustamente ci ha segnalato, di dare un'impronta fresca e giovane, proprio per venire incontro, di questi tempi, a tasche meno ricche di una volta ma pur sempre degne di dedizione. Ma non so, la qualità la vedo come un fattore imprescibile (pura utopia?), forse perchè io stesso, quelle volte che vado a mangiare in un ristorante, preferisco spendere quei due euro in più per un piatto effettivamente buono, che so e immagino essere lavorato con pazienza e amore, perchè chi è in cucina utilizza materie prime di ottima qualità e tanta costanza e passione. Che bei tempi vero?
Torni a trovarci sul blog, ogni consiglio è davvero ben accetto.
Buon proseguimento.
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