Manco a farlo apposta, con l'arrivo del Natale aumentano nelle programmazioni palinsestuali i facili sentimentalismi che ci fanno accrescere nel cuore - a meno che non siate tutti dei gelidi Grinch! - quella voglia di un abbraccio, di una coccola, di un dolce sorriso. E' Natale del resto, la terra della spensieratezza, del calore familiare, di stare coi nostri bambini, di desiderare di averne, di stringersi tutti un po' di più colmando i vuoti di un anno grigio di difficoltà.
Il percorso filmico che introdurrò ora costituirà proprio un piccolo viaggio che si snoderà nei più bei film di Natale, all'insegna dell'amore e della solidarietà, del lieto sorriso e della famiglia. Perchè, dopotutto, la filosofia dell'American dream, dell'happy ending fa parte del nostro Dna, malgrado la barca oscilli nel mare dei problemi e delle disfatte quotidiane, a Natale sembra che tutto torni per un attimo a splendere, che la speranza sepolta sotto tonnellate di polvere e di risentimenti e miserie, risorga alla luce.
Cominciamo perciò con qualcosa di veramente delicato, una fiaba meravigliosa per i bimbi e anche per chi come, sebbene sia cresciuto, ama ancora sognare: La bella e la bestia, di matrice disneyana, una favola d'amore che vede trionfare la solidarietà e l'amicizia sull'emarginazione e la diversità, perchè il bello è quello che coltiviamo dentro di noi, non l'esteriorità: un bel messaggio, per tutti.
Rimanendo in tema cartoon, anche se più evoluto perchè in stop-motion, consiglio il già citato Nightmare before Christmas di Tim Burton, e sempre di Tim Burton, ma con attori veri stavolta, è il surreale e d'impronta un po' dark Edward mani di forbice. Tuffandoci nuovamente tra i cartoni animati ancora segnalerei The Polar Express e l'immancabile Canto di Natale con protagonisti l'avaraccio Scrooge (Zio Paperone) e lo sfruttato sottoposto Kratchit (Topolino), passando per l'incantevole Mary Poppins e l'incantato Gremlins.
Potrebbero mancare secondo voi un classico di questo periodo, come Miracolo sulla 34° strada, a caccia dello spirito del Natale smarrito fra gli adulti, vivo solo presso la memoria dei bambini, o il fantasy come Le cronache di Narnia: il leone, la strega e l'armadio, o il vintage sempreverde La storia infinita? O magari un toccante Nemicheamiche, con una spettacolare Susan Sarandon in fin di vita per un cancro, con l'ultimo Natale da assaporare, in compagnia anche di chi non si è mai apprezzato, per la marcata rivalità che veniva covata nei suoi confronti. Sulla scia de L'albero di Natale di Terence Young. E perchè no, L'ottavo giorno, un film d'Oltralpe sul tema della diversità, vissuta come ricchezza incompresa.
Ricordate poi The goonies, che hanno segnato la generazione del 1975-1980? Favolosi! O l'esilarante saga della teppa Kevin McAllister, dimenticato più volte in giro per il mondo da una famiglia un po' troppo distratta e stravagante nella serie Mamma ho perso l'aereo?
Se poi il Natale è da salvare dalle pericolose (?) forze del male, Il Grinch è il baluardo del buon cuore in mezzo alla perfidia del genere umano, di cui il mostriciattolo verde è la bieca incarnazione.
Politically uncorrect è il sarcastico Babbo bastardo, dove il protagonista rappresenta l'alter ego cinico e ubriacone del Santa Claus internazionale. Natale in affitto è invece la risposta alla solitudine di una donna, costretta da anni a trascorrere la festa più bella dell'anno senza il calore della famiglia: quale miglior rimedio allora se non affittare una famiglia che rimpiazzi i posti vacanti?
Osceni come sempre invece i famigerati cinepanettoni, indigesti e fastidiosi, ridicoli nel loro ripromuovere ogni anno la stessa stantia formula del gioco delle coppie, delle patetiche e ormai sovrasfruttate battute e scenette da cabaret di quart'ordine. Basta, petizione popolare, aridatece er Natale, quello vero, no 'ste stronzate! Finiranno prima o poi le città dove questi "personaggi" ambienteranno i loro poco risibili feuilleton pseudocinematografici...!
Sono abbastanza per passare le feste spaparanzati su un divano, alla facciaccia delle intemperie fuori e dei dietologi che vi vorrebbero sempre in movimento.
Il percorso filmico che introdurrò ora costituirà proprio un piccolo viaggio che si snoderà nei più bei film di Natale, all'insegna dell'amore e della solidarietà, del lieto sorriso e della famiglia. Perchè, dopotutto, la filosofia dell'American dream, dell'happy ending fa parte del nostro Dna, malgrado la barca oscilli nel mare dei problemi e delle disfatte quotidiane, a Natale sembra che tutto torni per un attimo a splendere, che la speranza sepolta sotto tonnellate di polvere e di risentimenti e miserie, risorga alla luce.
Cominciamo perciò con qualcosa di veramente delicato, una fiaba meravigliosa per i bimbi e anche per chi come, sebbene sia cresciuto, ama ancora sognare: La bella e la bestia, di matrice disneyana, una favola d'amore che vede trionfare la solidarietà e l'amicizia sull'emarginazione e la diversità, perchè il bello è quello che coltiviamo dentro di noi, non l'esteriorità: un bel messaggio, per tutti.
Rimanendo in tema cartoon, anche se più evoluto perchè in stop-motion, consiglio il già citato Nightmare before Christmas di Tim Burton, e sempre di Tim Burton, ma con attori veri stavolta, è il surreale e d'impronta un po' dark Edward mani di forbice. Tuffandoci nuovamente tra i cartoni animati ancora segnalerei The Polar Express e l'immancabile Canto di Natale con protagonisti l'avaraccio Scrooge (Zio Paperone) e lo sfruttato sottoposto Kratchit (Topolino), passando per l'incantevole Mary Poppins e l'incantato Gremlins.
Potrebbero mancare secondo voi un classico di questo periodo, come Miracolo sulla 34° strada, a caccia dello spirito del Natale smarrito fra gli adulti, vivo solo presso la memoria dei bambini, o il fantasy come Le cronache di Narnia: il leone, la strega e l'armadio, o il vintage sempreverde La storia infinita? O magari un toccante Nemicheamiche, con una spettacolare Susan Sarandon in fin di vita per un cancro, con l'ultimo Natale da assaporare, in compagnia anche di chi non si è mai apprezzato, per la marcata rivalità che veniva covata nei suoi confronti. Sulla scia de L'albero di Natale di Terence Young. E perchè no, L'ottavo giorno, un film d'Oltralpe sul tema della diversità, vissuta come ricchezza incompresa.
Ricordate poi The goonies, che hanno segnato la generazione del 1975-1980? Favolosi! O l'esilarante saga della teppa Kevin McAllister, dimenticato più volte in giro per il mondo da una famiglia un po' troppo distratta e stravagante nella serie Mamma ho perso l'aereo?
Se poi il Natale è da salvare dalle pericolose (?) forze del male, Il Grinch è il baluardo del buon cuore in mezzo alla perfidia del genere umano, di cui il mostriciattolo verde è la bieca incarnazione.
Politically uncorrect è il sarcastico Babbo bastardo, dove il protagonista rappresenta l'alter ego cinico e ubriacone del Santa Claus internazionale. Natale in affitto è invece la risposta alla solitudine di una donna, costretta da anni a trascorrere la festa più bella dell'anno senza il calore della famiglia: quale miglior rimedio allora se non affittare una famiglia che rimpiazzi i posti vacanti?
Osceni come sempre invece i famigerati cinepanettoni, indigesti e fastidiosi, ridicoli nel loro ripromuovere ogni anno la stessa stantia formula del gioco delle coppie, delle patetiche e ormai sovrasfruttate battute e scenette da cabaret di quart'ordine. Basta, petizione popolare, aridatece er Natale, quello vero, no 'ste stronzate! Finiranno prima o poi le città dove questi "personaggi" ambienteranno i loro poco risibili feuilleton pseudocinematografici...!
Sono abbastanza per passare le feste spaparanzati su un divano, alla facciaccia delle intemperie fuori e dei dietologi che vi vorrebbero sempre in movimento.
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