Veniamo alla presentazione di Michela. Micky ha 23 anni, lavorava già qui quando io e Bruno siamo subentrati nella gestione del Gallo.
Devo dire che Micky è stata il nostro primo impatto col locale: venimmo un giovedì di giugno per vedere il posto, per valutarlo e farci un’idea su tante cose, e lei era lì all’ingresso col vassoio in mano. Non so se sapesse da parte dell’agenzia immobiliare che qualcuno sarebbe venuto a vedere il locale per prenderlo, fatto sta che avevamo l’impressione che ci conoscessero e ci additassero tutti, clienti e dipendenti. Tra cui appunto Michela, a cui chiedemmo se il locale disponesse del servizio bancomat. Ci siamo accomodati sul soppalco, e abbiamo ordinato due bruschette. Subito Michela ci ha colpito per la sua bravura, il suo occhio, e in effetti poi ci siamo accorti di queste sue qualità e propensioni nel momento in cui l’abbiamo vista all’opera dopo il carve out del 14 luglio. Mi ricordo che io e Bruno ci siam guardati in faccia e ci siam detti “Questa ragazza è fenomenale, ci sa fare, la terremo sicuramente” Non sapevamo nemmeno il suo nome, né conoscevamo ancora Manuela e Pina, ma il primo impatto era stato più che buono. Se così son pure le altre, ci siam detti, sarà un piacere lavorare con loro. E così è stato infatti.
Micky è una ragazza molto carina, occhi azzurri, lineamenti delicati, gioviale, spiritosa, attenta, conosce tutto e tutti, sa dire una parola a tutti. La classica ragazza della porta accanto, che ti ispira fiducia, che all’improvviso se ne esce con “Ho un estremo bisogno di alcool”! E’ stata la nostra presentatrice ai clienti ignari del cambiamento avvenuto, sempre molto discreta. E’ capace però di uscirsene con battute e considerazioni ironiche che ci fanno sbellicare. Ha un bel sorriso, ci piace vederla sorridere. E poi ha un pregio che non molte persone possiedono: è molto schietta, ti dice sempre quello che pensa, e se per riserbo non vuole dirlo glielo leggi comunque in viso. E’ un pregio perché noi sul lavoro puntiamo molto sul dialogo, sul confronto: meglio sempre mandarsi a quel paese subito piuttosto che logorarsi dietro congetture e parole non dette.
Micky è con noi tutti i giorni, esclusa la domenica, ed è benvoluta da tutta la clientela per il suo savoir faire. Si fa in quattro per darti una mano sempre, se può, e non si tira mai indietro davanti a nulla. E la mia critica personale degli esperimenti culinari in cui mi cimento in cucina, e non esita a dire che una cosa è buona e un’altra no. Per fortuna, altrimenti il reparto di Gastroenterologia sarebbe stipato dei nostri clienti! Ma è assai golosa di dolci, soprattutto di frittelle alla zucca, e sa darmi soddisfazione!
Micky, Pasquale per Bruno, rappresenta un importante punto di riferimento per noi, e speriamo voglia rimanere ancora un bel po’ al Gallo, a far lustrare gli occhi ai suoi avventori – come fa lei lo spritz non lo fa nessuno, nemmeno Bruno…! − e a correggermi quando confondo i nomi dei vini!
Che le possiamo dedicare? Una poesia o una canzone? O la foto di un paesaggio, uno scatto particolare? Propenderei per un bellissimo componimento, di Leonard Cohen: Il vero amore non lascia tracce.
Come la bruma non lascia sfregi
Sul verde cupo della collina
Così il mio corpo non lascia sfregi
Su di te e non lo farà mai.
Oltre le finestre nel buio
I bambini vengono, i bambini vanno
Come frecce senza bersaglio
Come manette fatte di neve.
Il vero amore non lascia tracce
Se tu e io siamo una cosa sola
Si perde nei nostri abbracci
Come stelle contro il sole
Come una foglia cadente può restare
Un momento nell'aria
Così come la tua testa sul mio petto
Così la mia mano sui tuoi capelli.
E molte notti resistono
Senza una luna, senza una stella
Così resisteremo noi
Quando uno dei due sarà via, lontano.
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