Veniamo a una delle colonne portanti del locale: Pina, la cuoca, che con Emiliano collabora alla preparazione dei manicaretti che vi gustate ogni sera. Non avete mai fatto a casa al continuo spentolare in quella piccola cucinina, agli aromi che si sprigionano dalla carne che sfrigola, dalle pignatte in perpetua ebollizione? Ecco, dietro quei suoni di coperchi, dietro quegli odori intriganti, a quei vapori di cottura, si trova proprio lei, che silenziosamente lavora a bruschette, paste, pizze, panini e quant'altro.
Che dire di Pina? Che reca in sè la solarità del Sud, in ogni sua risata argentina puoi scorgere un lampo di giovanile furbizia, una frenesia di ragionamenti e ironia, un calore e un'umanità che pochi potrebbero vantare.
Pina è un mostro della cucina, ama la buona tavola senza eccedere in piatti iperelaborati, ma sa dare un tocco di originalità e di colpo d'occhio anche alla pietanza più semplice. Non le piace preparare i dolci, lacuna a cui supplisce con piacere Emiliano, ma in compenso sfodera sughi e sapori degni della tradizione avellinese. Quante idee abbiamo ogni volta che ci scontriamo/incontriamo in cucina: ognuno porta le sue conoscenze, le sue esperienze culinarie, e il nostro comune sogno segreto è quello di unire le due tradizioni, quella nordica e quella meridionale, per creare un connubio di sapori unico, che renda inarrivabile un piatto, mescolando sapori che si amalgamino e dettino un nuovo percorso del gusto. E ci riusciremo, di tempo ne abbiamo!
Pina è una donna colorata: 46 anni portati splendidamente, col sorriso sulle labbra, con la dolcezza e la leggerezza di un'adolescente, dipinta di mille colori, in primis il rosso, che le dona un tocco di sensuale attesa, di luce canterina. Quando manca se ne avverte l'assenza, e il piacere di lavorare con lei non viene mai meno, tant'è importante e indispensabile per quel suo modo di essere, civettuolo ma sincero, delicato ma deciso.
Pina dice che non ha mai fame. Curioso però, assaggia sempre i miei dolcetti , le mie prelibatezze tirolesi e le mie frittate!! E' la mia assaggiatrice personale!! Non dice mai di no. E io posso dire che ho più che piacere di ciò, ma soprattutto di lavorare con lei.
Le dedico una poesia di Federico Garcia Lorca, una delle più belle del panorama letterario internazionale: Io pronuncio il tuo nome.
Io pronuncio il tuo nome
nelle notti oscure,
quando giungono gli astri
a bere nella luna,
e dormono i rami
delle fronde occulte.
Ed io mi sento vuoto
di passione e di musica.
Folle orologio che canta
antiche ore defunte
Io pronuncio il tuo nome
in questa notte oscura,
e il tuo nome mi suona
più lontano che mai.
Più lontano di tutte le stelle
e più dolente della mite pioggia.
Ti amerò come allora
qualche volta? Che colpa
ha commesso il mio cuore?
Se la nebbia si scioglie
quale nuova passione mi aspetta?
Sarà tranquilla e pura?
Se potessi sfogliare
con le dita la luna!!
Che dire di Pina? Che reca in sè la solarità del Sud, in ogni sua risata argentina puoi scorgere un lampo di giovanile furbizia, una frenesia di ragionamenti e ironia, un calore e un'umanità che pochi potrebbero vantare.
Pina è un mostro della cucina, ama la buona tavola senza eccedere in piatti iperelaborati, ma sa dare un tocco di originalità e di colpo d'occhio anche alla pietanza più semplice. Non le piace preparare i dolci, lacuna a cui supplisce con piacere Emiliano, ma in compenso sfodera sughi e sapori degni della tradizione avellinese. Quante idee abbiamo ogni volta che ci scontriamo/incontriamo in cucina: ognuno porta le sue conoscenze, le sue esperienze culinarie, e il nostro comune sogno segreto è quello di unire le due tradizioni, quella nordica e quella meridionale, per creare un connubio di sapori unico, che renda inarrivabile un piatto, mescolando sapori che si amalgamino e dettino un nuovo percorso del gusto. E ci riusciremo, di tempo ne abbiamo!
Pina è una donna colorata: 46 anni portati splendidamente, col sorriso sulle labbra, con la dolcezza e la leggerezza di un'adolescente, dipinta di mille colori, in primis il rosso, che le dona un tocco di sensuale attesa, di luce canterina. Quando manca se ne avverte l'assenza, e il piacere di lavorare con lei non viene mai meno, tant'è importante e indispensabile per quel suo modo di essere, civettuolo ma sincero, delicato ma deciso.
Pina dice che non ha mai fame. Curioso però, assaggia sempre i miei dolcetti , le mie prelibatezze tirolesi e le mie frittate!! E' la mia assaggiatrice personale!! Non dice mai di no. E io posso dire che ho più che piacere di ciò, ma soprattutto di lavorare con lei.
Le dedico una poesia di Federico Garcia Lorca, una delle più belle del panorama letterario internazionale: Io pronuncio il tuo nome.
Io pronuncio il tuo nome
nelle notti oscure,
quando giungono gli astri
a bere nella luna,
e dormono i rami
delle fronde occulte.
Ed io mi sento vuoto
di passione e di musica.
Folle orologio che canta
antiche ore defunte
Io pronuncio il tuo nome
in questa notte oscura,
e il tuo nome mi suona
più lontano che mai.
Più lontano di tutte le stelle
e più dolente della mite pioggia.
Ti amerò come allora
qualche volta? Che colpa
ha commesso il mio cuore?
Se la nebbia si scioglie
quale nuova passione mi aspetta?
Sarà tranquilla e pura?
Se potessi sfogliare
con le dita la luna!!
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