domenica 18 gennaio 2009

Lunario di dicembre

Altri nomi:


Calendario Arcaico Romano e Calendario della Repubblica Romana: Decembris era il decimo mese del calendario e contava 29 giorni;
Calendario Giuliano: Decembris era il dodicesimo mese del calendario e contava 30 giorni;
Calendario Augusteo: Decembris era l'undicesimo mese del calendario e contava 31 giorni.


Il mondo romano consacrava questo mese a Saturno, dio della semina e, successivamente, dio della terra dei morti.
Il trionfo del Sole sulle tenebre veniva anticamente festeggiato da tutti i popoli: presso i Romani si celebravano i Saturnalia, in onore di Saturno, che andavano dal 17 al 23 ed erano giorni di festa e di allegria perfino per gli schiavi.

Per gli ebrei Kislèv (parola di origine incerta, forse si riferisce a K'sil, il nome biblico per Orione, l'arciere, dato che il segno zodiacale legato a questo mese è il Sagittario), terzo mese, era formato da 29 o 30 giorni e va da Novembre a Dicembre. In questo mese cade la festa di Chanukkà, la festa delle luci, così come molte popolazioni che si rifanno al Calendario Gregoriano, nello stesso periodo festeggiano Santa Lucia, portatrice di luce (il nome babilonese era Kislimu); Tevet (dal babilonese Tebitum), quarto mese dell'anno, ha una durata di 29 giorni e va da Dicembre a Gennaio.

Per i musulmani Shavval, decimo mese, conta 29 giorni e va da Novembre a Dicembre, mentre Thol Qi'deh, undicesimo mese dell'anno, è il periodo che va da Dicembre a Gennaio.

Per i persiani Azar, nono mese, contava 30 giorni e andava da Novembre a Dicembre; Day era il decimo mese, durava 30 giorni e andava da Dicembre a Gennaio.
Come molti altri popoli anche i persiani festeggiavano il dio dell'oscurità che per questo popolo era Mitrah.

Per i celti con Dumannios (tempo dell'oscurità più profonda), secondo mese del calendario, cominciava il periodo invernale, questo mese contava 29 giorni e andava da Novembre a Dicembre, mentre Riuros (tempo freddo) era il terzo mese del calendario, durava 30 giorni e andava da Dicembre a Gennaio.
Durante il periodo di Dumannios i celti celebravano il loro Natale.

Anche i pellerossa d'America adattarono il computo dei mesi al sistema importato dai pionieri, ma i loro mesi erano legati alla vita della luna e, naturalmente, ogni popolo aveva nomi propri per i mesi dell'anno:
secondo la testimonianza di Alce Nero, del popolo Lakota, era: Luna morta che si attarda;
per gli indiani Chippewa e Ojibwa era: Luna del Piccolo Spirito.

Durante la Rivoluzione Francese il mese che andava dal 21 Novembre al 20 Dicembre prese il nome di Frimaire (Frimaio), mentre il periodo che andava dal 21 Dicembre al 19 Gennaio prendeva il nome Nivôse (Nevoso).

Nel Medioevo il mese di Dicembre era raffigurato come un contadino che uccide un maiale.

Con il solstizio d'inverno Dicembre dà il "bentornato" alla luce: infatti in questo mese le giornate cominciano ad allungarsi, a discapito delle nottate che diventano più corte.

Molti sono i popoli che in questo periodo festeggiano, o festeggiavano, una divinità: li Aztechi celebravano il dio Tlaloques, il sole, con veglie e offerte agli dei della casa. gli Egizi il dio Osiride, dio del mondo dei morti, ma anche della rinascita, i greci festeggiavano il dio Kronos, il tempo.

Poesia del mese: La Notte Santa, di Guido Gozzano.

Consolati, Maria, del tuo pellegrinare!

Siam giunti. Ecco Betlemme ornata di trofei.
Presso quell'osteria potremo riposare,
ché troppo stanco sono e troppo stanca sei.

Il campanile scocca
lentamente le sei.

Avete un po' di posto, o voi del Caval grigio,
un po' di posto per me e per Giuseppe?
Signori, ce ne duole: è notte di prodigio;
son troppi i forestieri; le stanze ho piene zeppe.

Il campanile scocca
lentamente le sette.

Oste del Moro, avete un rifugio per noi?
Mia moglie più non regge ed io son così rotto!
Tutto l'albergo ho pieno, soppalchi e ballatoi:
Tentate al Cervo Bianco, quell'osteria più sotto.

Il campanile scocca
lentamente le otto.

O voi del Cervo Bianco, un sottoscala almeno
avete per dormire? Non ci mandate altrove!
S'attende la cometa. Tutto l'albergo ho pieno
d'astronomi e di dotti, qui giunti d'ogni dove.

Il campanile scocca
lentamente le nove.

Ostessa dei Tre Merli, pietà d'una sorella!
Pensate in quale stato e quanta strada feci!
Ma fin sui tetti ho gente: attendono la stella.
Son negromanti, magi persiani, egizi, greci...

Il campanile scocca
lentamente le dieci.

Oste di Cesarea... - Un vecchio falegname?
Albergarlo? Sua moglie? Albergarli per niente?
L'albergo è tutto pieno di cavalieri e dame
non amo la miscela dell'alta e bassa gente.

Il campanile scocca
le undici lentamente.

La neve! - ecco una stalla! - Avrà posto per due?
Che freddo! - Siamo a sosta - Ma quanta neve, quanta!
Un po' ci scalderanno quell'asino e quel bue...
Maria già trascolora, divinamente affranta...

Il campanile scocca
La Mezzanotte Santa.

E' nato il Sovrano Bambino.La notte, che già fu sì buia,
risplende d'un astro divino.Orsù, cornamuse, più gaie
sonate, squillate, campane!Venite, pastori e massaie,
o genti vicine e lontane!
Non sete, non molli tappeti, ma come nei libri hanno detto
da quattro mill'anni i Profeti, un poco di paglia ha per letto.
Per quattro mill'anni s’attese
quest’ora su tutte le ore.

E’ nato, E' nato il Signore!
E’ nato nel nostro paese!
Risplende d’un astro divino
la notte che già fu sì buia.
E’ nato il Sovrano Bambino,
E' nato!
Alleluia! Alleluia!

Proverbi del mese:

Dicembre gelato non va disprezzato

Dicembre imbacuccato grano assicurato

Dicembre mese di bruma: davanti mi scalda e dietro mi consuma

Se piove per Santa Bibiana, piove per quaranta dì e una settimana;

Se avanti Natale fa la brina riempi la madia di farina

La neve prima di Natale è madre, dopo è matrigna;

Da Natale in là il freddo se ne va;

Seminare decembrino vale meno d'un quattrino;

Chi fa Natale al sole fa Pasqua al fuoco;

Per i Santi Innocentini son finite le feste ed in quattrini

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