Prende il via la prima manifestazione canora della Riviera Berica, che vuole fare il verso a Sanremo, ponendosi decisamente agli antipodi della kermesse ligure. Innanzitutto una sola serata, per decretare il vincitore della Coppa della Musica, ambìto premio consegnato al miglior cantante del Gallo. Inoltre nessuna pressione da parte delle case discografie (eheh! Avercele!), giuria popolare selezionata tra le clientela, pochi formalismi. Ma sarà puro divertimento, garantito! Se hai una bella voce - basta anche discreta, unita a una bella faccia tosta -, ti va di divertirti e di metterti in gioco e non temi il palco, ecco la serata che fa per te! Che aspetti? Iscriviti da Bruno o Emiliano alla cassa, indicando il tuo nominativo o del tuo gruppo; porta la canzone che preferisci, o nella quale ti senti più sicuro di giocare le tue chances di vittoria, proponila nella speciale e unica cornice delle Grotte del Gallo sabato 21 febbraio a partire dalle 21:30, sotto la direzione del maestro Luca, che per l'occasione sfoggerà, oltre alle sue doti canore, brillanti qualità di conduttore! Una giuria mista vaglierà i cantanti che approderanno coraggiosamente al palco di San Romolo in base all'interpretazione ovviamente, ma anche alla simpatia e alla presenza. Quindi scatenatevi.
Nessuna quota partecipativa, solo voi, le vostre canzoni e il pubblico! Siete pronti? Bando alla timidezza, tirate fuori la voce e accorrete a popolare di note questa nostra prima edizione del Festival di San Romolo!!!
Vi sarete sicuramente accorti, quantomeno coloro che bazzicano regolarmente il locale, che da qualche settimana al nostro staff s'è aggiunta una certa Alessia, volto noto della clientela, che in maniera solerte e più che disponibile ha raccolto l'eredità lasciata dalla Micky. Lei dice che è stato sempre il suo sogno lavorare al Gallo, e noi abbiam pensato di premiare la sua buona volontà, dato che la ragazza ce ne mette parecchia. Invidiabile il suo stakanovismo, ma al di là del discorso prettamente lavorativo, Alessia è una ragazza sveglissima, capacissima, dotata di un'intelligenza e di un intuito straordinari, sensibile e abile dietro il bancone. Io sto ancora all'abc del computerino per raccogliere gli ordini, lei smanetta che è una bellezza. Ci sbilanciamo a dire che è brava? Che dimostra di saper fare tante cose e che là dietro se la cava divinamente? Tra l'altro, mi scuso per il ritardo, ma il blog e i lettori del blog - visto che lo staff glieli ha già fatti il giorno stesso - rivolgono i migliori auguri di buon compleanno a lei, che ha fatto 28 anni il 25 gennaio, e al fidanzato Francesco che ne ha compiuti 34 il giorno prima! Un abbraccio a tutti e due!!!
Gli anni passano che neanche ce ne accorgiamo, e se ci volgiamo indietro una storia lunga millenni si dipana: il genere umano ha saputo compiere un cammino lunghissimo, accidentato il più delle volte, puntellato di grandiosi eventi che hanno saputo elevare l'uomo a rango di essere intelligente, capace di plasmare la natura in armonia con essa, a disastri e sfaceli inauditi, dove crudeltà ed efferatezza sono andati a braccetto, a discapito di milioni di vite e di equilibri ancestrali.
Una vita ci separa dal lontano 27 gennaio 1945, quando le truppe sovietiche entrarono nel campo di concentramento di Auschwitz e trovarono l'inferno in terra. 64 anni, tanti a dire il vero, che hanno lasciato tuttavia un traccia che lentamente sta sbiadendo, tra revisionismi e mistificazioni, tra infamie e oblio. Certe pagine di storia, secondo i dettami dei detrattori della verità, andrebbero censurate, ridimensionate, ma come si può, mi chiedo, ridimensionare un eccidio senza pari, che ha coinvolto nella migliore delle ipotesi 13 milioni di individui, brutalmente e metodicamente assassinati per le loro convinzioni politiche avverse al nazifascismo (oppositori, comunisti, democratici), per la loro appartenenza etnica (slavi, rom, zingari), per il credo religioso (cristiani, testimoni di Geova), per il loro orientamento sessuale (gay e lesbiche), per il fatto di essere dei prigionieri di guerra o persone diversamente abili. Nel peggiore dei casi la cifra raggiunge i 19 milioni di morti, cui vanno aggiunti una trentina di milioni di uomini, donne, bambini e anziani uccisi durante la guerra nelle loro città, nei loro letti, durante gli assedi o i bombardamenti. Un olocausto senza precedenti, se si pensa che il responsabile è stato l'uomo, o la sua forma più aberrante.
Io provo vergogna, una vergogna indecifrabile, per un decennio che il genere umano non avrebbe dovuto conoscere, ma che purtroppo ha fatto proprio nel peggiore dei modi. La Giornata della memoria, istituita il 27 gennaio, serve proprio per ricordare quanto avvenuto nei famigerati campi di sterminio a coloro che si ostinano a negarne l'esistenza, a coloro che inneggiano a Mussolini o a Hitler come ideologi di una nuova era: bugie, infamie, disgraziate e aberranti affermazioni, indegne di che è nato in una democrazia, imperfetta, ma pur sempre una democrazia. Pochi sono i reduci da quell'assurda esperienza, pochi possono dirsi salvi dal braccio letale di Auschwitz-Birkenau, Treblinka, Mauthausen, Chelmno, Buchenwald, Bergen-Belsen, nomi dal suono cupo e mortifero. Pochi possono dirsi salvi dal tempo che li ha lentamente uccisi, pochi hanno avuto la forza di far riaffiorare gli orrori di quei giorni, le sevizie, i lavori forzati al gelo, il cibo scarso, lo svuotamento psichico, le barbare uccisioni dei compagni di prigionia. Pochi purtroppo sono stati disposti ad ascoltare le flebili voci che la terra e l'aria di quelle zone maledette esalavano. Molti purtroppo coloro che ignorano tutto, che ironizzano quelle sorti disperate, che esaltano le stragi e i genocidi, che non sanno parlare ma solo dar fiato alla bocca, per un semplice sentito dire. Molti devono ancora imparare, a così breve distanza di anni, cosa significano i valori di umanità, libertà e diversità. Soprattutto tra i più giovani, che tendono a sminuire e a far propri atteggiamenti degni di quell'età infausta. Perchè ricordare fa male, ma sostiene il valore del genere umano per gli alti scopi per cui è su questa Terra, tra i quali non figura l'uccidere.
Qualche titolo di film da vedere e qualche libro da leggere, perchè il sapere a riguardo non basta mai a quanto pare: tra le pellicole come non citare Schindler's list di Steven Spielberg, Paragraph 175 di Rob Epstein, La vita è bella di Roberto Benigni, Jona che visse nella balena di Roberto Faenza e La settima stanza di Marta Meszaros. Tra i libri cito L'amico ritrovato di Fred Uhlman, La variante di Lüneburg di Paolo Maurensig, ovviamente il Diario di Anna Frank, La tregua e Se questo è un uomo, entrambi di Primo Levi, Il giardino dei Finzi-Contini di Giorgio Bassani e Homocaust di Massimo Consoli.
Calendario Arcaico Romano e Calendario della Repubblica Romana: Decembris era il decimo mese del calendario e contava 29 giorni;
Calendario Giuliano: Decembris era il dodicesimo mese del calendario e contava 30 giorni;
Calendario Augusteo: Decembris era l'undicesimo mese del calendario e contava 31 giorni.
Il mondo romano consacrava questo mese a Saturno, dio della semina e, successivamente, dio della terra dei morti.
Il trionfo del Sole sulle tenebre veniva anticamente festeggiato da tutti i popoli: presso i Romani si celebravano i Saturnalia, in onore di Saturno, che andavano dal 17 al 23 ed erano giorni di festa e di allegria perfino per gli schiavi.
Per gli ebrei Kislèv (parola di origine incerta, forse si riferisce a K'sil, il nome biblico per Orione, l'arciere, dato che il segno zodiacale legato a questo mese è il Sagittario), terzo mese, era formato da 29 o 30 giorni e va da Novembre a Dicembre. In questo mese cade la festa di Chanukkà, la festa delle luci, così come molte popolazioni che si rifanno al Calendario Gregoriano, nello stesso periodo festeggiano Santa Lucia, portatrice di luce (il nome babilonese era Kislimu); Tevet (dal babilonese Tebitum), quarto mesedell'anno, ha una durata di 29 giorni e va da Dicembre a Gennaio.
Per i musulmani Shavval, decimo mese, conta 29 giorni e va da Novembre a Dicembre, mentre Thol Qi'deh, undicesimo mese dell'anno, è il periodo che va da Dicembre a Gennaio.
Per i persiani Azar, nono mese, contava 30 giorni e andava da Novembre a Dicembre; Day era il decimo mese, durava 30 giorni e andava da Dicembre a Gennaio.
Come molti altri popoli anche i persiani festeggiavano il dio dell'oscurità che per questo popolo era Mitrah.
Per i celti con Dumannios (tempo dell'oscurità più profonda), secondo mese del calendario, cominciava il periodo invernale, questo mese contava 29 giorni e andava da Novembre a Dicembre, mentre Riuros (tempo freddo) era il terzo mese del calendario, durava 30 giorni e andava da Dicembre a Gennaio.
Durante il periodo di Dumannios i celti celebravano il loro Natale.
Anche i pellerossa d'America adattarono il computo dei mesi al sistema importato dai pionieri, ma i loro mesi erano legati alla vita della luna e, naturalmente, ogni popolo aveva nomi propri per i mesi dell'anno:
secondo la testimonianza di Alce Nero, del popolo Lakota, era: Luna morta che si attarda;
per gli indiani Chippewa e Ojibwa era: Luna del Piccolo Spirito.
Durante la Rivoluzione Francese il mese che andava dal 21 Novembre al 20 Dicembre prese il nome di Frimaire (Frimaio), mentre il periodo che andava dal 21 Dicembre al 19 Gennaio prendeva il nome Nivôse (Nevoso).
Nel Medioevo il mese di Dicembre era raffigurato come un contadino che uccide un maiale.
Con il solstizio d'inverno Dicembre dà il "bentornato" alla luce: infatti in questo mese le giornate cominciano ad allungarsi, a discapito delle nottate che diventano più corte.
Molti sono i popoli che in questo periodo festeggiano, o festeggiavano, una divinità: li Aztechi celebravano il dio Tlaloques, il sole, con veglie e offerte agli dei della casa. gli Egizi il dio Osiride, dio del mondo dei morti, ma anche della rinascita, i greci festeggiavano il dio Kronos, il tempo.
Poesia del mese: La Notte Santa, di Guido Gozzano.
Consolati, Maria, del tuo pellegrinare!
Siam giunti. Ecco Betlemme ornata di trofei.
Presso quell'osteria potremo riposare,
ché troppo stanco sono e troppo stanca sei.
Il campanile scocca
lentamente le sei.
Avete un po' di posto, o voi del Caval grigio,
un po' di posto per me e per Giuseppe?
Signori, ce ne duole: è notte di prodigio;
son troppi i forestieri; le stanze ho piene zeppe.
Il campanile scocca
lentamente le sette.
Oste del Moro, avete un rifugio per noi?
Mia moglie più non regge ed io son così rotto!
Tutto l'albergo ho pieno, soppalchi e ballatoi:
Tentate al Cervo Bianco, quell'osteria più sotto.
Il campanile scocca
lentamente le otto.
O voi del Cervo Bianco, un sottoscala almeno
avete per dormire? Non ci mandate altrove!
S'attende la cometa. Tutto l'albergo ho pieno
d'astronomi e di dotti, qui giunti d'ogni dove.
Il campanile scocca
lentamente le nove.
Ostessa dei Tre Merli, pietà d'una sorella!
Pensate in quale stato e quanta strada feci!
Ma fin sui tetti ho gente: attendono la stella.
Son negromanti, magi persiani, egizi, greci...
Il campanile scocca
lentamente le dieci.
Oste di Cesarea... - Un vecchio falegname?
Albergarlo? Sua moglie? Albergarli per niente?
L'albergo è tutto pieno di cavalieri e dame
non amo la miscela dell'alta e bassa gente.
Il campanile scocca
le undici lentamente.
La neve! - ecco una stalla! - Avrà posto per due?
Che freddo! - Siamo a sosta - Ma quanta neve, quanta!
Un po' ci scalderanno quell'asino e quel bue...
Maria già trascolora, divinamente affranta...
Il campanile scocca
La Mezzanotte Santa.
E' nato il Sovrano Bambino.La notte, che già fu sì buia,
risplende d'un astro divino.Orsù, cornamuse, più gaie
sonate, squillate, campane!Venite, pastori e massaie,
o genti vicine e lontane!
Non sete, non molli tappeti, ma come nei libri hanno detto
da quattro mill'anni i Profeti, un poco di paglia ha per letto.
Per quattro mill'anni s’attese
quest’ora su tutte le ore.
E’ nato, E' nato il Signore!
E’ nato nel nostro paese!
Risplende d’un astro divino
la notte che già fu sì buia.
E’ nato il Sovrano Bambino,
E' nato!
Alleluia! Alleluia!
Proverbi del mese:
Dicembre gelato non va disprezzato
Dicembre imbacuccato grano assicurato
Dicembre mese di bruma: davanti mi scalda e dietro mi consuma
Se piove per Santa Bibiana, piove per quaranta dì e una settimana;
Se avanti Natale fa la brina riempi la madia di farina
La neve prima di Natale è madre, dopo è matrigna;
Da Natale in là il freddo se ne va;
Seminare decembrino vale meno d'un quattrino;
Chi fa Natale al sole fa Pasqua al fuoco;
Per i Santi Innocentini son finite le feste ed in quattrini
La creatività è una buona cosa, mantiene vivi, smuove le sensazioni, butta fuori quello che magari quotidianamente non si riesce ad esprimere. Ecco perchè, in concomitanza con la Festa degli innamorati del 14 febbraio, si pensava a far scorrere, parallelamente al sottoaccennato concorso della lettera d'amore più bella, una piccola gara di poesia amorosa: Scrivere l'amore. La partecipazione è gratuita, basta solo che vi spremiate le meningi e componiate dei versi (liberi, non pretendiamo sonetti o endecasillabi!!!) ove riversare i vostri concetti sull'amore, sulla persona amata, sul vostro desiderio di una relazione, etc. etc.. Tema libero insomma, rimanendo però sempre entro i confini dell'amore, che è il cuore della festa di San Valentino. Chi lo desidererà poi potrà vedere il suo componimento in bella mostra in un book che verrà conservato al Gallo.
Date dunque libero sfogo alla fantasia, alle emozioni e alle vostre penne, riesumatele queste penne dai cassetti e dagli astucci, voi ipertecnologisti, pc addicted, maniaci dei cellulari e dei palmari: riscoprite la bellezza di una grafia incerta e tremolante, tornate indietro di appena 15-20 anni, all'infanzia, quando la penna - per i più over piuma e calamaio!!! - era l'unico sistema per mettere inchiostro su un foglio immacolato! E allora gettate su quel foglio la purezza e la bellezza delle vostre emozioni, delle vostre considerazioni sull'amore! Sperimentate l'unicità della ruvidezza della carta, il calore dell'inchiostro che marca come orma il foglio, e le parole e l'ispirazione prenderanno lentamente vita aprendo una porticina sul cuore! E così Dante e tutti gli stilnovisti, Petrarca, Leopardi e tutta la schiera di poeti ipercelebrati della letteratura di colpo sbiadiranno!
San Valentino, la festa degli innamorati, è alle porte! E tu, sei innamorato! Sì??? Sicuro sicuro??? Bene! Allora perchè non partecipare al simpatico concorso Invia la tua lettera d'amore? Un'amena cassettina della posta a tema di attenderà dalla fine di gennaio davanti al bancone del Gallo, alla quale potrai affidare il tuo messaggio d'amore! Potrai scrivere a chiunque lo desideri, per manifestargli il tuo amore o semplicemente il tuo interesse, per dirgli quanto lo pensi e quanto vorresti stargli vicino ogni momento della giornata! E quando diciamo chiunque è davvero chiunque, perchè noi del Gallo siamo open minded, ammettiamo anche le coppie di fatto: uomo-uomo, donna-donna, uomo-cane, figlio-madre/padre, e via dicendo, oltre ovviamente al canonico uomo-donna! La regola basilare è che non è mai troppo tardi per trovare l'amore, bisogna sempre tentare! Che aspetti dunque?
L'importante è che tu specifichi chi sei (solo per i più coraggiosi è richiesto il nome del fortunato destinatario), perchè devi sapere che la miglior lettera d'amore verrà premiata con una bottiglia di ottimo spumante da condividere con chi desideri, ma soprattutto speriamo con chi ami, col destinatario della missiva! Almeno te la auguriamo! Noi ci mettiamo il posto, i mezzi, la scusa e il vino, tu mettici cuore, fantasia, speranza e un pizzico di buoni sentimenti, e chissà che la miscela non risulti esplosiva e possa finalmente confidare il tuo amore e che i tuoi sogni si realizzino!
Non tutte le storie d'amore si realizzano, non tutto può sempre germogliare, ma la buona volontà è un primo passo!
Dopo la Micky, che ci ha lasciato poco prima di Natale (presto vi parleremo della new entry!), e della Pina di cui abbiam discusso lungamente, eccoci al terzo anello del Gallo: la Manu. La Manu presta servizio al bar di norma solo la domenica, dal momento che lavora in un'azienda il resto della settimana, e giustamente un po' di riposo non fa mai male a nessuno. Occasionalmente però si è resa disponibile anche altri giorni, da quando Michela si è dimessa, e alla serata dell'ultimo dell'anno ha presenziato lei come cameriera.
Manuela è una ragazza simpatica e gioviale, decisamente alla mano, con cui si chiacchiera di tutto: è dentro l'ambiente commerciale per l'azienda per la quale lavora, e apprezza notevolmente gli sforzi che io e Bruno stiamo compiendo per rinnovare il locale. La Manu è un vulcano di idee, rappresenta per me che sono in cucina e per Bruno al bancone un continuo spunto di mode e novità, proponendo con frizzante allegria i suoi gusti e scoprendone di nuovi. Quattro chiacchiere veloci coi clienti, ed è subito in pista tra i tavoli, a raccogliere ordini e a consigliare come sa fare solo chi se ne intende, i piatti migliori da degustare e i vinelli da abbinarci.
Condividiamo il piacere dei gusti fragranti e stuzzicanti, per cui parlare di cucina con lei è come dilettarsi davanti a un'immaginaria vetrina di dolciumi e chiccherie salate: una bella lotta, che inizia con i discorsi sulle zuppe, planando sui secondi e gli accompagnamenti di spezie, per concludere coi dessert. Inevitabile finire a preparare certe pietanze, perchè solo così tanti discorsi campati per aria trovano giustizia! Le bocche tacciono e gli stomaci non reclamano più!
Scherzi a parte, ho apprezzato un complimento di Manuela che ancora adesso porto con me gelosamente: tempo fa, vedendomi preparare una banalissima frittata (roba di tutti i giorni dunque) mi disse: "E' un piacere vederti far da mangiare. Si vede che ti sai muovere in cucina" Uno delle più belle gratificazioni che abbia mai ricevuto. Grazie davvero. Per sdebitarmi di quella gradita uscita, ti dedico una poesia molto bella, unica nel suo genere.
Occhi scuri, di Hermann Hesse.
Oggi in questa notte calda dolce come il profumo di fiori esotici, svegliati ad una vita che scotta.
La mia nostalgia ed il mio amore e' tutta la mia fortuna e sfortuna e' scritta come una muta canzone nel tuo sguardo oscuro da fiaba.
E' la mia nostalgia ed il mio amore, sfuggito al mondo e ad ogni suo rumore, si è costruito nei tuoi occhi oscuri un segreto trono da re.
Purtroppo le festività natalizie volgono al termine, i ponti che quest'anno hanno costellato le due settimane tra Natale e la Befana sono ormai un ricordo, recente, ma pur sempre un ricordo. Ma il Gallo, che anche con le zampe prima in umido e ora al freddo continua ad animare le serate vicentine, si presenta col suo old style a tenervi compagnia, perchè anche se i regali li avete già scartati e i botti di Capodanno li avete già scoppiati, qui da noi è festa sempre e per tutta la durata dell'anno! Per cui non mancate alle nostre serate!
Un caloroso abbraccio (ci vuole con questo clima!) a tutti voi!
Ed eccoci qui, a iniziare con rinnovata fiducia il 2009! Per cui tantissimi auguri di buon anno a tutti voi, perchè davvero ogni sogno, ogni progetto e ogni desiderio si possa realizzare. Basta crederci, basta volerlo, perchè sappiate che i primi artefici del vostro successo sarete voi, assieme a chi amate e che vi sosterrà nelle vostre imprese.
Ringraziamo i nostri ospiti del Cenone, 14 baldi giovanotti, che hanno animato l'ultima serata dell'anno, dall'antipasto ai botti, per concludere la nottata con una battaglia di neve a ridosso del porticato (ha nevicato come non ricordavo da tanto tempo!)! Grazie di tutto, ci avete regalato una serata magica, che senza di voi non sarebbe stata divertente! Un grazie speciale anche a Pina e Rosy che hanno contribuito con le loro fatiche culinarie alla realizzazione del Cenone, e a Manu che s'è resa disponibile a lavorare in una serata di festa come questa.