sabato 27 dicembre 2008

Pasta frolla da urlo!

Il bello delle feste è che in cucina ci si può sbizzarrire sfornando sfiziosi piatti degni dei grandi chef: basta un po' di attenzione, dedizione e cura dei dettagli, e si può trasformare una portata semplice in un gran successo, per gli occhi e per il palato.

Cominciamo con qualcosa di facile, per dilettare magari i vostri bambini o per accompagnare le visite di ospiti e parenti che in questi giorni di festa facilmente avrete modo di incontrare. Cosa fa una miglior figura di un dolce preparato da voi stessi: certo sarà imperfetto, non di pasticceria intendo, ma è proprio questo particolare - che distinguerà ogni piatto dall'altro - a dare quel tocco di originalità alla vostra tavola.

Dicevo, cominciamo con qualcosa di semplice: le paste frolle, ideali per il tè e rinfrancare lo spirito durante il freddo decembrino, oltrechè entrare sempre più nel clima natalizio.

Ingredienti (anche per una crostata di 24-26 cm di diametro):
240 gr di farina;
160 gr di burro;
80 gr di zucchero a velo;
un aroma a scelta (anice, vaniglia, arancio);
due tuorli d'uovo;

scorza di un limone grattugiata.


Le proporzioni tra gli ingredienti possono essere cambiate a seconda se vorrete ottenere una pasta frolla un po' più secca o più friabile. Nel primo caso si possono utilizzare uova intere anzichè solo tuorli. Per aumentarne, invece, la friabilità si può aggiungere più burro o zucchero.

Prima di tutto, preparare il burro. Con l'aiuto di un coltello piuttosto grosso tagliarlo prima a bastoncini, grandi, se possibile, poco più di un fiammifero; in un secondo momento fatene dei dadini

Il burro va poi messo nella farina e sfregato tra i polpastrelli, con un movimento delle dita simile a quello con cui si indicano i soldi, in modo da ottenere uno “sfarinato” grumoso.

Disporre quindi lo sfarinato a fontana e setacciarvi sopra lo zucchero a velo.

Aggiungere ora i tuorli d'uovo, l'aroma prescelto e dare una prima lavorata al composto, aiutandovi con una forchetta o un cucchiaio. Una volta che l'uovo si sia quasi del tutto incorporato al resto degli ingredienti, dare una rapidissima impastata con le mani (ricordando che meno si lavora la pasta frolla, meglio è), fino a quando l'impasto non assuma un aspetto omogeneo. Avvolgerlo quindi con una pellicola trasparente e farlo riposare in un luogo fresco in attesa del successivo utilizzo.

Trascorsa la mezz’ora, preriscaldate a 180° il forno, svolgere la palla dalla pellicola, stenderlo su un piano preventivamente infarinato, e con un mattarello anch’esso infarinato creare una sfoglia di 5-7 mm di spessore. Con stampini tipicamente natalizi create i vostri biscotti, poneteli su una piastra che avrete ricoperto con carta da forno e cuoceteli per 10-15 minuti, facendo attenzione che la base non si biscotti troppo.

Una volta usciti dal forno lasciate che si raffreddino. Le varianti per gustarli sono molteplici: prendete due biscotti e tra di essi spalmate una crema che li tenga uniti, oppure fondete del cioccolato fondente e intingete una metà nel preparato, cospargendo a piacere con codette al cacao o colorate.

Sfiziosi sono quei biscotti aromatizzati allo zenzero o alla cannella, oppure integrando l’impasto con uvette o gocce di cioccolato.

Favola

C’era una volta un piccolo albero di Natale che, quando parlava con mamma albero di Natale e papà albero di Natale, non vedeva l’ora di poter mettersi addosso le palline colorate, i festoni argentati e le lampadine. Sognava ogni notte il suo momento, entrare nel salotto buono, gustarsi i sorrisi gli auguri in famiglia, lasciarsi sfuggire una lacrima di resina dalla contentezza.

E venne finalmente il giorno del piccolo albero di Natale. Venne scelto quasi per caso tra tanti amici alberi di Natale anche loro. Pensava: "Adesso è venuto il mio momento, adesso sono diventato grande". Il viaggio fu lungo, incappucciato di stoffa bagnata per non perdere il verde luminoso dei rami ancora giovani. Tornata la luce, il piccolo albero di Natale si trovò nella casa di una famiglia povera. Niente palline, niente festoni, solo il suo verde scintillante faceva la felicità dei bambini che lo stavano a guardare con gli occhi all’insù, affascinati. Era il loro primo albero di Natale. Subito fu deluso, sperava di poter dominare una sala ricca di regali e di addobbi eleganti.

Ma passarono i giorni e si abituò a quella casa povera ma ricca di amore. Nessuno aveva l’ardire di toccarlo. Venne la sera di natale e furono pochi i regali ai suoi piedi ma tanti i sorrisi di gioia dei bambini che per giorni erano rimasti a guardarli sotto il suo sguardo severo per cercare di indovinare che cosa ci fosse dentro. Venne il pranzo di Natale, niente di speciale. Venne Capodanno, con un brindisi discreto, ma auguri sinceri. E venne anche l’Epifania e il momento di andare via. Questa volta non lo incappucciarono. Lo tolsero dal vaso, gli bagnarono le radici e tutta la famiglia lo accompagnò verso il bosco. Era felice di ritornare con mamma albero di Natale e papà albero di Natale. Passando per la strada vide tanti suoi amici, ancora con le palline colorate e i fili d’oro e d’argento, che lo salutavano. Ma c’era qualcosa di strano, erano tutti nei cassonetti della spazzatura, ricchi e sventurati, piangevano anche loro resina, ma non per la contentezza. Chissà dove sarebbero finiti!

Ora il piccolo albero di Natale è diventato un abete grande e possente, ha visto tanti figli andare in vacanza per le feste. Qualcuno è ritornato, sano o con un ramo spezzato. Lui guarda da lontano la città dove i bambini del suo Natale lo hanno amato e rispettato. Perché è un albero di Natale, albero di Natale tutto l’anno, perché Natale non vuol dire essere buoni e bravi solo il 25 dicembre, perché Natale può essere ogni giorno. Basta volerlo come quel piccolo albero di Natale che ci tiene compagnia sulla montagna, anche se lontano, anche se non lo vediamo.

E c’era una volta e c’è ancora oggi, un albero di Natale. Sempre diverso e sempre uguale, quasi un caro amico di famiglia che si presenta ogni anno per le vacanze, le sue vacanze, da Santa Lucia all’Epifania. Grande, piccolo, verde o dorato, testimone di ogni Natale, un amico con il quale aspettare l’apertura dei regali e l’occasione buona per scambiarsi gli auguri, per fare la pace, per dirsi anche una parola d’amore. E tutti vogliamo bene all’albero di Natale, ogni anno disposti ad arricchire il suo abbigliamento con nuove palline colorate, un puntale illuminato e addobbi d’oro e d’argento. È cresciuto con noi, cambiato ogni anno, sempre più bello agli occhi di chi guarda, occhi di bambino, ma anche occhi di adulto che vuole tornare bambino. Per quei giorni di festa è lui a fare la guardia al focolare, a salutare quando si rientra a casa, a tenere compagnia a chi è solo. Una presenza che conforta, non solo nell’anima. È meglio se l’albero è di quelli con le radici, pronto a dismettere l’albero della festa e a compiere il suo dovere in mezzo ai boschi, a diventare grande, libero e felice.

giovedì 25 dicembre 2008

Ora tocca a me!

Mi pare il minimo che anche il sottoscritto avanzi qualche pretesa a Mr Christmas! Così anch'io pubblico la mia letterina di Natale, una lettera semplice, diretta, scevra di fronzoli.

Caro Babbo Natale,

come molti miei coetanei avevo per anni smesso di scriverti sebbene ti avessi sempre cercato nel profondo del mio cuore.
Lasciando da parte lacrimevoli convenevoli, volevo chiederti un po' di cose, diciamo una lista di arretrati degli anni passati, quando mi son concesso il lusso di lasciarti in pace:

In primis ti chiederei di far nevicare il giorno di Natale;
Come seconda cosa ti chiedo che il lavoro al locale migliori sempre di più e che chi vi lavori sia sempre felice;

mercoledì 24 dicembre 2008

Caro Babbo Natale...

Tutti noi abbiamo un po' perso, crescendo, la voglia di sognare, di spendere un poco di speranza per l'incantesimo che prendeva sempre più vigore avvicinandosi la fatidica data del Natale; abbiamo smarrito il gusto dell'attesa di quella mezzanotte che non ci faceva chiudere occhio la sera del 24, di ritorno dalla messa serale. Sbirciavamo con un occhio, un po' ansiosi, un po' atterriti di venir scoperti, per cercare di carpire una strana figura in rosso, quel vecchio di cui avevamo sentito lungamente parlare in fiabe e sogni, proveniente dal freddo Polo Nord per portarci il più bello dei doni mai desiderati. Tutto in una notte, con una tempistica inimmaginabile, ma ci si credeva, piaceva crederlo.
E svegliarsi la mattina, scendere in fretta e furia dal letto, per fermarsi, un poco timorosi, sulla soglia dell'ingresso, dove stazionava l'albero spento, magicamente ricolmo alle sue radici di regali d'ogni foggia! Che meraviglia per gli occhi!

Tutto questo è andato perso, ma persa è stata soprattutto la fantasia, il desiderio che muoveva le nostre piccole mani dalla grafia ancora incerta, a intercedere presso la bontà del buon Babbo Natale perchè ci accontentasse nelle nostre richieste di bambini.
Io ancora osservo il calendario con una certa apprensione, anche se so che se qualcuno a me vicino non provvede a farmi un regalino, di certo non posso sperare che una slitta con in sella Babbo Natale mi porti quello che desidero. Di lettere non ne ho scritte più neanch'io, ma mi pare di sentire ogni anno che quella fievole vocina dentro di me sussurra di riprovare a impugnare carta e penna, di continuare ad alimentare quel mistico sogno di bambino, perchè tutto sommato siamo tutti ancora bambini, mai cresciuti del tutto.

Un caro amico, che fa il maestro alle elementari, è il mio contatto personale con quella vocina: non è Babbo Natale, almeno non credo, ma tocca con mano ogni giorno la sensibilità incantata di bambini che non hanno ancora raggiunto l'età dei cellulari, dei pc, dei motorini, delle frivolezze sofisticate degli adulti.
E ogni dicembre ci ritroviamo nelle nostre consuete serate di fine anno, tirando le somme, tra una pizza e una Coca, dell'anno passato - le occasioni per trovarsi son sempre purtroppo poche -, e tra scherzi e ricordi ci si racconta un po' di tutto. Giorni fa l'ennesimo incontro decembrino: chiacchierando del più e del meno si capita sul lavoro. Mi racconta dei suoi bambini, manco fossero suoi per davvero, di quanto siano discoli, dei progressi che fanno, di quanto siano svegli rispetto a noi quando eravamo scolaretti. Mi racconta un particolare che m'ha un po' sollevato da certi miei giudizi cupi sui bambini, perchè mi è sembrato che un po' di magia fosse celata ancora nei loro cuori.
Il mio amico mi ha letto per una buona mezz'ora - mai avrei pensato di impiegare il mio tempo in chiacchiere di questo genere - le letterine che aveva fatto scrivere ai suoi alunni indirizzate a Babbo Natale, con tanto di buste timbrate (con marche e francobolli finti da lui forniti, definiti "speciali") e tanto di indirizzo in quel di Rovaniemi, in Finlandia. Non sapevo che aspettarmi, ma ero curioso. Son rimasto molto colpito da alcune letterine, tant'è che ho chiesto al mio amico di riportarne alcuni brevi stralci, ovviamente parafrasati.

Mattia, 9 anni, chiedeva che i propri genitori non litigassero più perchè la cosa lo faceva soffrire, che preferiva essere figlio di separati come il suo migliore amico Giacomo piuttosto che vivere in questa condizione di continua guerra.
Alice, 7 anni, chiedeva che il proprio fratellino che era all'ospedale tornasse a casa presto.
Lucas, 7 anni, chiedeva a Babbo Natale di portare un dono anche al suo "fratello lontano" Ngako perchè potesse sorridere almeno in questo giorno.
Federico, 6 anni, non sa ancora scrivere bene, e la mamma l'ha aiutato: chiede che tutti i bambini del mondo siano felici.
Marika, 8 anni, vorrebbe prendere un bel voto in matematica perchè non vuole che il maestro la giudichi una mamma cattiva.
Maria Silvia, 9 anni, vorrebbe una corona per poter diventare regina e governare affinchè non ci siano più ingiustizie.
Gabriele, 10 anni, è ormai grandicello, ma crede ancora in qualcosa, sebbene lo scetticismo avanzi: "Vorrei che la nonna potesse tornare fra noi, anche solo per un giorno all'anno. Non voglio regali, voglio solo vedere per un momento la mia nonna, e sarei il bambino più felice del mondo..."
Giuro, ogni volta che rileggo quella letterina - me ne son fatto fare una fotocopia - mi sento ribollire dentro, e vedo al di là di capricci, piedi pestati, disobbedienze e votacci a squola - rigorosamente con la q! -, vedo una profondità ingenua, ma pura e sincera.

Questo mio amico ha provato a fare il medesimo esperimento con il gruppo di catechesi che segue: parliamo di ragazzi over 14. Dopo le prime risa, pensando che l'educatore si fosse completamente rimbambito, il gruppetto si è applicato di buona lena al compitino, e son venute fuori frasi e pensieri decisamente più scontati di quelli dei bambini delle elementari. Un ragazzo però mi ha colpito: "Non chiedo nè la pace nel mondo nè che le persone malate guariscano dalle loro malattie, non chiedo giustizia nè libertà, chiedo solo di esser lasciato vivere in serenità, di avere di che mantenermi e non dover soffrire più del dovuto..." E concludeva "Scusa l'egoismo". Ho apprezzato il fermo concetto che poneva lui e i suoi bisogni davanti a tutti, fatto più onesto di tante parole buttate lì senza senso, ma mi ha colpito decisamente il fatto che pur nel proprio egoismo che denunciava senza problemi non chiedeva di venir esentato dalla sofferenza, riconoscendo filosoficamente ch'essa appartiene al genere umano, ad esso è legata indissolubilmente. Triste ma realista.

martedì 23 dicembre 2008

Buon Natale e buone feste a tutti!!!

Lo staff del Gallo coglie l'occasione delle imminenti festività per porgere a tutti Voi un sincero augurio di un sereno Natale, all'insegna della fortuna, della prosperità e dell'amicizia, perchè il vero significato di questo giorno, pur nella frenesia della modernità e nell'era del consumismo, lasci nei vostri cuori una traccia di amore e di speranza che tutto possa sempre migliorare.

Sopportate i parenti scomodi che vedete solo in quest'occasione, ogni anno, quando verranno meno vi mancheranno; accettate anche i doni meno graditi, perchè poi saranno quelli che sentirete più vicini e vi ricorderete dell'affetto con cui sono stati fatti.

Lo spirito del Natale non è morto, è solo stato dimenticato, sepolto chissà dove dall'abitudine e dalla disaffezione. Molte cose possono succedere in questi giorni, di certo meravigliose, le cui conseguenze serberete con voi nel vostro cuore e ispireranno il vostro agire.

Un abbraccio e auguri ancora!

lunedì 22 dicembre 2008

Film di Natale

Manco a farlo apposta, con l'arrivo del Natale aumentano nelle programmazioni palinsestuali i facili sentimentalismi che ci fanno accrescere nel cuore - a meno che non siate tutti dei gelidi Grinch! - quella voglia di un abbraccio, di una coccola, di un dolce sorriso. E' Natale del resto, la terra della spensieratezza, del calore familiare, di stare coi nostri bambini, di desiderare di averne, di stringersi tutti un po' di più colmando i vuoti di un anno grigio di difficoltà.
Il percorso filmico che introdurrò ora costituirà proprio un piccolo viaggio che si snoderà nei più bei film di Natale, all'insegna dell'amore e della solidarietà, del lieto sorriso e della famiglia. Perchè, dopotutto, la filosofia dell'American dream, dell'happy ending fa parte del nostro Dna, malgrado la barca oscilli nel mare dei problemi e delle disfatte quotidiane, a Natale sembra che tutto torni per un attimo a splendere, che la speranza sepolta sotto tonnellate di polvere e di risentimenti e miserie, risorga alla luce.

Cominciamo perciò con qualcosa di veramente delicato, una fiaba meravigliosa per i bimbi e anche per chi come, sebbene sia cresciuto, ama ancora sognare: La bella e la bestia, di matrice disneyana, una favola d'amore che vede trionfare la solidarietà e l'amicizia sull'emarginazione e la diversità, perchè il bello è quello che coltiviamo dentro di noi, non l'esteriorità: un bel messaggio, per tutti.
Rimanendo in tema cartoon, anche se più evoluto perchè in stop-motion, consiglio il già citato Nightmare before Christmas di Tim Burton, e sempre di Tim Burton, ma con attori veri stavolta, è il surreale e d'impronta un po' dark Edward mani di forbice. Tuffandoci nuovamente tra i cartoni animati ancora segnalerei The Polar Express e l'immancabile Canto di Natale con protagonisti l'avaraccio Scrooge (Zio Paperone) e lo sfruttato sottoposto Kratchit (Topolino), passando per l'incantevole Mary Poppins e l'incantato Gremlins.

Potrebbero mancare secondo voi un classico di questo periodo, come Miracolo sulla 34° strada, a caccia dello spirito del Natale smarrito fra gli adulti, vivo solo presso la memoria dei bambini, o il fantasy come Le cronache di Narnia: il leone, la strega e l'armadio, o il vintage sempreverde La storia infinita? O magari un toccante Nemicheamiche, con una spettacolare Susan Sarandon in fin di vita per un cancro, con l'ultimo Natale da assaporare, in compagnia anche di chi non si è mai apprezzato, per la marcata rivalità che veniva covata nei suoi confronti. Sulla scia de L'albero di Natale di Terence Young. E perchè no, L'ottavo giorno, un film d'Oltralpe sul tema della diversità, vissuta come ricchezza incompresa.

Ricordate poi The goonies, che hanno segnato la generazione del 1975-1980? Favolosi! O l'esilarante saga della teppa Kevin McAllister, dimenticato più volte in giro per il mondo da una famiglia un po' troppo distratta e stravagante nella serie Mamma ho perso l'aereo?
Se poi il Natale è da salvare dalle pericolose (?) forze del male, Il Grinch è il baluardo del buon cuore in mezzo alla perfidia del genere umano, di cui il mostriciattolo verde è la bieca incarnazione.

Politically uncorrect è il sarcastico Babbo bastardo, dove il protagonista rappresenta l'alter ego cinico e ubriacone del Santa Claus internazionale. Natale in affitto è invece la risposta alla solitudine di una donna, costretta da anni a trascorrere la festa più bella dell'anno senza il calore della famiglia: quale miglior rimedio allora se non affittare una famiglia che rimpiazzi i posti vacanti?

Osceni come sempre invece i famigerati cinepanettoni, indigesti e fastidiosi, ridicoli nel loro ripromuovere ogni anno la stessa stantia formula del gioco delle coppie, delle patetiche e ormai sovrasfruttate battute e scenette da cabaret di quart'ordine. Basta, petizione popolare, aridatece er Natale, quello vero, no 'ste stronzate! Finiranno prima o poi le città dove questi "personaggi" ambienteranno i loro poco risibili feuilleton pseudocinematografici...!

Sono abbastanza per passare le feste spaparanzati su un divano, alla facciaccia delle intemperie fuori e dei dietologi che vi vorrebbero sempre in movimento.

domenica 14 dicembre 2008

Un malinconico arrivederci...

Diamo a tutti i clienti la notizia che la mitica Micky sabato prossimo appenderà al chiodo il grembiule del Gallo. Ci dispiace di ciò, veramente moltissimo, per tanti motivi, soprattutto umani: si era costituito un bel gruppetto, e il rapporto che s'era instaurato superava i limiti del puro lavoro, si era creata una sorta di confidenza che a nostro avviso è l'arma vincente di un team che lavora fianco a fianco quasi tutti i giorni.

Auguriamo alla fanciulla tanta fortuna di cuore, che tutte le sue aspirazioni trovino soddisfazione e che tutti i desideri si concretizzino, sotto un'altra bandiera non importa, basta farcela sempre!

Ad ogni modo non mancherà di venirci a trovare, e noi per tutta risposta faremo partire la petizione pro-Micky a giorni! Oh, noi ci si prova, si sa mai che cambi idea, eheh!

Un caloroso abbraccio da tutti noi, qualsiasi sia la strada e l'avventura.

Bruno, Emiliano, Pina e Manuela.

venerdì 12 dicembre 2008

Addobbi, luci & Co.

Io ho un sogno nel cassetto, una cosa da nulla a fronte di desideri smisurati che hanno in tanti, poca cosa rispetto a desideri di tutto rispetto, nobili di intenti e di ampio respiro.
Io vorrei semplicemente riuscire a trasformare la mia casa nella casa di Babbo Natale, adornandola di ogni! Prendere il meglio da tutte le culture del nord, dedite per tradizione alla festa più gioiosa dell'anno, e correre avanti e indietro per le stanze della casa alla ricerca del particolare che faccia scena, che dia colore e calore a quella parete, a quel mobile.
Casa mia sotto Natale è un casino, un viavai di scatoloni, palline sfavillanti, rami di abete, finti o veri che siano, nastri, formine in polistirolo, patchwork... E non parliamo del presepe, che occupa per mesi (mi spiace disfarlo e permane per mesi in casa...) tavolate intere, ogni anno sempre più grande.

Cosa fare quindi per dare alla vostra casa un tocco di Natale in più?
Cominciamo con qualche decalcomania a tema sui vetri delle finestre che danno sulle vie più trafficate, attorniate da stelline adesive argentate o dorate. Nelle camere invece suggerirei qualche spruzzata di neve spray utilizzando le forme intagliate nella carta, che danno le suggestioni della neve anche se fuori di nevicare proprio non ne vuol sapere.
Se volete alternare qualcosa di più vivace, che sia più facilmente visibile dalla strada, potete allestire una ghirlanda prendendo un festone verde Natale da agghindare a piacimento, con nastri, fiocchi, palline, ninnoli vari, e un bel giro di luci, consiglio bianche o color oro. Coi vetri un po' appannati, le tende leggermente tirate, è un bel vedere dalle vie. Se poi le finestra danno direttamente sulla strada e abitate in un vicoletto tranquillo, che ne dite di acquistare 3-4 pennarelli in gesso e decorare manualmente la vostra finestra, sbizzarrendovi coi motivi classici, dal pupazzo di neve all'agrifoglio con la candela, dal volto di Babbo Natale e una slitta trainata da renne?

Capitolo interni: sbizzarritevi voi con albero e presepe, ma più ricchi sono più a me piacciono. Io personalmente adorno il mio abete con ogni tipo di filo di luci che la mia famiglia mi ha tramandato: dispongo ancora di lampadine dei miei nonni, che custodisco gelosamente, e di ninnoli di oltre vent'anni. Ne esce un albero patchwork, plurigenerazionale, ma di grande effetto.
Se avete taverne o soppalchi, passate lungo i corrimano un festone verde adornato con strisce rosse, oro o argento, e completate la decorazione con palline e ninnoli vari, anche lucette se volete.

Per la tavola, consiglio di recarvi in un centro commerciale fornito di materiale per decoupage e creazioni casalinghe, dove potrete trovare centrotavola vuoti in vimini da colmare con nastri, bambagia, palline, decorazioni in legno, candele aromatiche, agrifoglio e mazzetti di fiori finti, creando un effetto spettacolare di colori che colpirà i vostri ospiti. Se poi avete possibilità di recarvi ai mercatini di Natale altoatesini, se non a quelli di Innsbruck o della Baviera, potrete trovare degli ottimi spunti e materiale straordinario per creare il vostro particolare che farà brillare di luce natalizia casa vostra. Mi sovvengono alla mente palline in vetro decorate a mano, candele lavorate, prodotti in legno di enorme pregio, composizioni di fiori ed erbe essiccati, tovaglie ricamate a tema natalizio.

Per il resto della casa colorate ogni angolo di qualche particolare piacevole, senza cadere nell'esagerato: una nappa verde o rossa alla maniglia di una porta, una decalcomania delicata sullo specchio in ingresso, una ghirlanda sulla porta della cucina, un festoncino lievemente decorato a mo' di corona di uno stipite, il vassoio portacioccolatini ornato di qualche nastro o pallina, soprammobili a tema nel salotto, palline di vetro con la neve nelle camere, saponi rossi o verdi in bagno, stelle di Natale nelle stanze più vissute, candele profumate alla vaniglia o allo zenzero sempre in bagno o nella sala da pranzo.

Respirerete tutta un'altra aria, e l'atmosfera sembrerà più leggera, più piacevole, e stare a casa diventerà favoloso, invitare gli amici per una cioccolata calda o una fragrante fetta di panettone il motivo per condividere con chi si ama un lieto momento, inimitabile nell'anno.

Fa freddo? Beviti una cioccolata calda!

Il freddo ormai sta per cominciare, l'inverno è alle porte, al meteo è tutto un crogiuolo di notizie sconfortanti: neve ovunque, umidità, nebbia al mattino, termometro sottozero, uscire pare un'impresa, e vestirsi a cipolla spesso non aiuta.
Che ne dite allora di venire qui da noi a sorseggiare una splendida cioccolata calda? Ne abbiamo fatte arrivare per voi ben 24 gusti, da Torino, la patria italiana del cioccolato! Sbizzarritevi a provare quella al cioccolato bianco impreziosita dai semi di papavero, o quella al fondente arricchita da pepite di cioccolato irresistibili. E che dire, per i palati più esigenti, l'inedita alla cannabis o le miscele speziate d'Oriente? Ma non temete, potrete anche gustare le classiche, magari insaporite dalle fragranze di rhum e amaretto.
Un consiglio: accompagnate la degustazione con qualche buon biscotto. Se la cioccolata è un momento di relax e piacere, senza il giusto accompagnamento l'istante di godimento ne perde, eheh!

sabato 6 dicembre 2008

Qualche lettura prima di dormire...

Siete seduti sulla vostra poltrona favorita? State sorseggiando una calda tazza di tè pasteggiando qualche pasticcino al cioccolato mentre il vostro micio si fa fare due coccole, e voi al calduccio di un plaid a scacchettoni mentre fuori nessuno passeggia per le strade innevate e un silenzio ovattato è sceso per i viali? Bene, allora un buon libro non potrà che farvi ottima compagnia nel trascorrere le ultime ore prima di coricarsi, e magari rinfrancarvi l'animo di sano spirito natalizio.
Perchè, come per Halloween, anche per Natale è doveroso creare una piccola biblioteca a cui ognuno di noi può accedere.
Inevitabile da scorrere con gli occhi e con le dita è il famosissimo Canto di Natale di Charles Dickens, da cui poi è stato tratto l'omonimo cartone animato della Disney con Zio Paperone nei panni dell'avaro Ebenezer Scrooge. Un racconto semplice, un messaggio che arriva dritto al cuore nella sua autentica purezza, e che tinge dei colori della solidarietà e dell'amore uno dei giorni più belli dell'anno.
Non meno foriero di buoni sentimenti è il breve racconto di Oscar Wilde noto come Il principe felice, dove un'enorme statua che dall'alto del suo piedistallo osserva una città asfissiata dalla miseria e dalla povertà, dalla sofferenza e dal malanimo, decide di perdere ogni bellezza che le è stata conferita da orafi, consiglieri cittadini e rispettabili burocrati quanto farisaici personaggi di ogni risma, donando tutte le preziosità di cui era stato rivestito per essere celebrato ai derelitti del paese, servendosi in tale azione di una rondine migratrice.
Da aggiungere al carnet natalizio Le libere donne di Magliano di Mario Tobino, un introspettivo viaggio nelle pieghe della memoria di un medico "dei matti", della sua vita spesa nel manicomio della cittadina toscana che dà il nome al romanzo. Un tocco di soave leggerezza, di irreversibile amore verso il diverso, l'emarginato, con grazia dolorosa e realistica poesia.
Autobiografico è invece il racconto di Truman Capote Un Natale, nel quale si narra l'intrecciarsi delle vite di un padre e di suo figlio, proprio il giorno di Natale: un viaggio intimistico per riscoprire quello che ci si era persi per strada, perchè non è mai troppo tardi per recuperare il tempo perduto.
Un classico è il racconto natalizio che vede come protagonista il buon Marcovaldo di calviniana memoria, alle prese con le scorribande dell'uomo medio nei centri commerciali, alla ricerca dell'inutilità. Perchè sottrarsi al pericoloso gioco virtuale del comprare per accumulare, tipico dell'uomo consumistico? Perchè non provare a respirare l'aria di questa vita standard, solo per un paio d'ore, smettendo i panni del solito tran-tran? Fuggire da uno stereotipo per rifugiarsi in un altro. Il paradosso dei personaggi di Calvino.
Concluderei con due chicche, Il mio Natale nel Galles di Dylan Thomas, una semplice attesa di quel momento, come se il mondo trattenesse il fiato aspettando che l'evento si compia, che il Natale arrivi, spezzando la piacevole immobilità che lo precede. E aggiungerei di Ray Bradbury Il dono, una novella fantascientifica ambientata nel neanche tanto lontano 2052: dopotutto, pur in immersi nell'infinito e buio spazio siderale, lo spirito del Natale sembra attraversare gli anni luce che separano i protagonisti dal resto dell'umanità, perchè Natale può essere sempre e ovunque, infrangendo con la propria semplicità barriere e distanze.

Che dire, buona lettura, amici!!

giovedì 4 dicembre 2008

It's Christmas time!!!!

Come per Halloween, mi sembra doveroso iniziare fin da ora un percorso che ci porti nel cuore del Natale, dal punto di vista cinematografico, musicale e letterario. Unirei a tutto questo, se siete d'accordo, qualche consiglio su come addobbare la casa e cosa preparare di buono ai fornelli per le feste. Perchè tutto inizia dai particolari, a volte sono sufficienti soltanto quelli, per creare quell'atmosfera che ti rapisce coi suoi colori, i suoi suoni, i suoi aromi e i suoi sapori.

Iniziamo, tanto per scaldarci e perchè ciò ci accompagnerà come sottofondo lungo questi venti giorni che ci separano dal 25, da un carnet di sonorità del passato più o meno lontano, e perchè no, anche del presente. Iniziamo stilando una lista di canzoni che ci riscalderanno il cuore, mentre fuori nevica (si spera!) e davanti a uno scoppiettante caminetto (per chi ce l'ha!).

Cd numero 1:

1) Melanie Thornton, Wonderful dream;
2) East 17, Stay another day;
3) Celine Dion, Don't save it all for Christmas;
4) Josh Groban, Believe;
5) Cirque du soleil, Alegria;
6) Wham!, Last Christmas;
7) Cyndi Lauper, Early Christmas morning;
8) Bing Crosby, White Christmas;
9) Barbra Streisand, What are you doing new year's eve;
10) 98 degrees, Christmas wish;
11) Whitney Houston & Mariah Carey, When you believe;
12) Diana Krall, Have yourself a Merry Christmas;
13) Queen, Thanks God it's Christmas;
14) Carpenters, Christ is born;
15) Louis Armstrong, Christmas in New Orleans;
16) Vera Lynn, The little boy that Santa Claus forgot;
17) Elvis Presley, Blue Christmas;
18) Donna Fargo, Rockin' around the Christmas tree;
19) Mario Lanza, Joy to the world;
20) Enya, We wish you a Merry Christmas.

Cd numero 2:

1) Frank Sinatra, Santa Claus is coming to town;
2) Band aid 20, Do they know it's Christmas time;
3) Star sisters, Sleigh bells;
4) Celine Dion, Christmas Eve;
5) Madonna, Promise to try;
6) Mariah Carey, All I want for Christmas is you;
7) John Lennon, Happy Xmas (War is over);
8) Gene Autry, Rudolph the red-nosed reindeer;
9) Christina Aguilera, Christmas song;
10) Andrea Bocelli feat. Celine Dion, The prayer;
11) Il divo, O Holy night;
12) Abba, I have a dream;
13) Nair, L'uomo migliore;
14) Noa, Eye in the sky;
15) Elisa, Heaven out of hell,
16) Sarah Connor, Christmas in my heart;
17) Pat Boone, The first Noel;
18) Hayley Westenra, Ave Maria;
19) Good charlotte, Believe;
20) Vanessa Williams, Save the best for last.

Mezze maniche alla cardinale

Ingredienti (per 4 persone):

500 g di mezze maniche;
20-25 pomodori cirietto;
150 g di fiordilatte;
mezza cipolla;
un mazzetto di basilico;
olio;
sale;
pepe.

Portare a bollore l'acqua in una pentola capiente, quanto bolle aggiungere il sale e versare le mezze maniche, versando un cucchiaio abbondante di olio affinchè la pasta non si incolli.
Nel frattempo lasciar soffriggrere in una teglia larga la mezza cipolla tritata finemente con i pomodorini dimezzati, col pepe e un pizzico di sale in una spruzzata di olio. Quando i pomodori hanno fatto il sughetto (calcolate i tempi con la cottura della pasta), sono pronti, per cui potete spegnere il fuoco della teglia: scolare le mezze maniche e versarle nella teglia, riappicciando il fuoco basso, di modo che la pasta rigata rapprenda il sugo. Aggiungere immediatamente la mozzarella precedentemente tagliata a dadini e cuocere fino a quando non si sia fusa un po'.
Spegnere e servire con un ciuffo di basilico.

Cenone di Capodanno!

Ti va di partecipare al cenone che stiamo organizzando per Capodanno? Inizieremo i festeggiamenti alle 20 con un ricco buffet di antipasti, per proseguire con due ghiotti primi e due lauti secondi d'eccezione, con contorni prelibati. Il tutto innaffiato dal buon vino dell'Hosteria e addolcito dal panettone e dallo spumante offerti dallo Staff!
Ecco il menu, che troverai esposto sulle lavagnette in ingresso:

Antipasto all'italiana e finger food a buffet

Pasta al forno al ragout di carne e salsa bechamel
Crespelle ripiene ai gamberi, zucchine e prugne secche

Cotechino su letto di lenticchie agli agrumi
Seppioline con piselli e polenta abbrustolita

Contorni misti

Panettone e spumante

Non mancare, e prenditi per tempo: prenota a soli 30 euro a persona la tua tavolata per trascorrere coi tuoi amici e con chi vuoi bene uno dei momenti più emozionanti dell'anno, affinchè il 2009 inizi nel migliore dei modi: con il piacere di una buona cucina nel cuore a un prezzo modico, ma soprattutto con le persone che scegli di avere al tuo fianco.
Per la prenotazione chiedi pure a Bruno o a Emiliano, oppure chiama dalle 18 alle 02 allo 0444-547272, dal martedì alla domenica. Affrettati!