Siete seduti sulla vostra poltrona favorita? State sorseggiando una calda tazza di tè pasteggiando qualche pasticcino al cioccolato mentre il vostro micio si fa fare due coccole, e voi al calduccio di un plaid a scacchettoni mentre fuori nessuno passeggia per le strade innevate e un silenzio ovattato è sceso per i viali? Bene, allora un buon libro non potrà che farvi ottima compagnia nel trascorrere le ultime ore prima di coricarsi, e magari rinfrancarvi l'animo di sano spirito natalizio.
Perchè, come per Halloween, anche per Natale è doveroso creare una piccola biblioteca a cui ognuno di noi può accedere.
Inevitabile da scorrere con gli occhi e con le dita è il famosissimo Canto di Natale di Charles Dickens, da cui poi è stato tratto l'omonimo cartone animato della Disney con Zio Paperone nei panni dell'avaro Ebenezer Scrooge. Un racconto semplice, un messaggio che arriva dritto al cuore nella sua autentica purezza, e che tinge dei colori della solidarietà e dell'amore uno dei giorni più belli dell'anno.
Non meno foriero di buoni sentimenti è il breve racconto di Oscar Wilde noto come Il principe felice, dove un'enorme statua che dall'alto del suo piedistallo osserva una città asfissiata dalla miseria e dalla povertà, dalla sofferenza e dal malanimo, decide di perdere ogni bellezza che le è stata conferita da orafi, consiglieri cittadini e rispettabili burocrati quanto farisaici personaggi di ogni risma, donando tutte le preziosità di cui era stato rivestito per essere celebrato ai derelitti del paese, servendosi in tale azione di una rondine migratrice.
Da aggiungere al carnet natalizio Le libere donne di Magliano di Mario Tobino, un introspettivo viaggio nelle pieghe della memoria di un medico "dei matti", della sua vita spesa nel manicomio della cittadina toscana che dà il nome al romanzo. Un tocco di soave leggerezza, di irreversibile amore verso il diverso, l'emarginato, con grazia dolorosa e realistica poesia.
Autobiografico è invece il racconto di Truman Capote Un Natale, nel quale si narra l'intrecciarsi delle vite di un padre e di suo figlio, proprio il giorno di Natale: un viaggio intimistico per riscoprire quello che ci si era persi per strada, perchè non è mai troppo tardi per recuperare il tempo perduto.
Un classico è il racconto natalizio che vede come protagonista il buon Marcovaldo di calviniana memoria, alle prese con le scorribande dell'uomo medio nei centri commerciali, alla ricerca dell'inutilità. Perchè sottrarsi al pericoloso gioco virtuale del comprare per accumulare, tipico dell'uomo consumistico? Perchè non provare a respirare l'aria di questa vita standard, solo per un paio d'ore, smettendo i panni del solito tran-tran? Fuggire da uno stereotipo per rifugiarsi in un altro. Il paradosso dei personaggi di Calvino.
Concluderei con due chicche, Il mio Natale nel Galles di Dylan Thomas, una semplice attesa di quel momento, come se il mondo trattenesse il fiato aspettando che l'evento si compia, che il Natale arrivi, spezzando la piacevole immobilità che lo precede. E aggiungerei di Ray Bradbury Il dono, una novella fantascientifica ambientata nel neanche tanto lontano 2052: dopotutto, pur in immersi nell'infinito e buio spazio siderale, lo spirito del Natale sembra attraversare gli anni luce che separano i protagonisti dal resto dell'umanità, perchè Natale può essere sempre e ovunque, infrangendo con la propria semplicità barriere e distanze.
Che dire, buona lettura, amici!!
Perchè, come per Halloween, anche per Natale è doveroso creare una piccola biblioteca a cui ognuno di noi può accedere.
Inevitabile da scorrere con gli occhi e con le dita è il famosissimo Canto di Natale di Charles Dickens, da cui poi è stato tratto l'omonimo cartone animato della Disney con Zio Paperone nei panni dell'avaro Ebenezer Scrooge. Un racconto semplice, un messaggio che arriva dritto al cuore nella sua autentica purezza, e che tinge dei colori della solidarietà e dell'amore uno dei giorni più belli dell'anno.
Non meno foriero di buoni sentimenti è il breve racconto di Oscar Wilde noto come Il principe felice, dove un'enorme statua che dall'alto del suo piedistallo osserva una città asfissiata dalla miseria e dalla povertà, dalla sofferenza e dal malanimo, decide di perdere ogni bellezza che le è stata conferita da orafi, consiglieri cittadini e rispettabili burocrati quanto farisaici personaggi di ogni risma, donando tutte le preziosità di cui era stato rivestito per essere celebrato ai derelitti del paese, servendosi in tale azione di una rondine migratrice.
Da aggiungere al carnet natalizio Le libere donne di Magliano di Mario Tobino, un introspettivo viaggio nelle pieghe della memoria di un medico "dei matti", della sua vita spesa nel manicomio della cittadina toscana che dà il nome al romanzo. Un tocco di soave leggerezza, di irreversibile amore verso il diverso, l'emarginato, con grazia dolorosa e realistica poesia.
Autobiografico è invece il racconto di Truman Capote Un Natale, nel quale si narra l'intrecciarsi delle vite di un padre e di suo figlio, proprio il giorno di Natale: un viaggio intimistico per riscoprire quello che ci si era persi per strada, perchè non è mai troppo tardi per recuperare il tempo perduto.
Un classico è il racconto natalizio che vede come protagonista il buon Marcovaldo di calviniana memoria, alle prese con le scorribande dell'uomo medio nei centri commerciali, alla ricerca dell'inutilità. Perchè sottrarsi al pericoloso gioco virtuale del comprare per accumulare, tipico dell'uomo consumistico? Perchè non provare a respirare l'aria di questa vita standard, solo per un paio d'ore, smettendo i panni del solito tran-tran? Fuggire da uno stereotipo per rifugiarsi in un altro. Il paradosso dei personaggi di Calvino.
Concluderei con due chicche, Il mio Natale nel Galles di Dylan Thomas, una semplice attesa di quel momento, come se il mondo trattenesse il fiato aspettando che l'evento si compia, che il Natale arrivi, spezzando la piacevole immobilità che lo precede. E aggiungerei di Ray Bradbury Il dono, una novella fantascientifica ambientata nel neanche tanto lontano 2052: dopotutto, pur in immersi nell'infinito e buio spazio siderale, lo spirito del Natale sembra attraversare gli anni luce che separano i protagonisti dal resto dell'umanità, perchè Natale può essere sempre e ovunque, infrangendo con la propria semplicità barriere e distanze.
Che dire, buona lettura, amici!!
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