giovedì 6 novembre 2008

Lunario di ottobre

Il giorno 30 alle ore 3.00 si torna all'ora solare: gli orologi vanno spostati indietro di un'ora.

Il nome Ottobre deriva dal latino Octobris che indicava l'ottavo mese del calendario arcaico romano.

Altri nomi:

Calendario Arcaico Romano: Octobris era l'ottavo mese del calendario e contava 30 giorni;
Calendario della Repubblica Romana: Octobris era l'ottavo mese del calendario e contava 31 giorni;
Calendario Giuliano: Octobris era il decimo mese del calendario e contava 30 giorni;
Calendario Augusteo: Octobris era il decimo mese del calendario e contava 31 giorni.
Questo mese era consacrato a Marte, il dio della guerra e della lotta e rappresentava lo scontro dell'estate con l'inverno giunto a prendere il possesso del proprio tempo (mentre il mese di Marzo gli era dedicato nella sua veste di dio del risveglio).
A Roma ogni 5 anni, in Campo Marzio, uno spiazzo sulla riva sinistra del Tevere, si celebrava la cerimonia di purificazione dell'esercito. Il 15 ottobre si svolgeva "La festa del cavallo di ottobre", con il sacrificio di un cavallo appunto;

per gli ebrei Tishrì (il nome deriva dall'accadico Tashritu o dall'aramaico Sharè entrambi con il significato di "principio") è il primo mese dell'anno cronologico (è il settimo mese dell'anno religioso o delle ricorrenze festive), ha 30 giorni e va da Settembre a Ottobre (il nome babilonese era Tashritu), mentre Cheshvàn è il secondo mese del calendario (era il nono dell'antico calendario biblico), è formato da 29 o 30 giorni e va da Ottobre a Novembre, il suo nome deriva probabilmente dall'assiro "araa shammu", che significa ottavo mese. Il nome babilonese era Arahamnu.
Il primo giorno del mese di Tishrì non cade mai di domenica, mercoledì o venerdì; in questo mese cadono le ricorrenze di Rosh Ha-Shanà (Capodanno), I dieci giorni penitenziali, Yom Kippur (il giorno dell'Espiazione), Sukkoth (Festa dei Tabernacoli), Oshanà rabbà, Sheminì Azzeret, Simchàth Torà.
Cheshvàn viene anche chiamato Marcheshvàn, nome di cui si dà una doppia interpretazione: "Cheshvan l'amaro", con riferimento al fatto che in questo mese non ci sono momenti di festa, oppure, facendo derivare la parola "mar" dall'aramaico "goccia", con il significato di "Cheshvàn il Piovoso", date le abbondanti piogge che cadono in questo mese;

per i musulmani Sha'ban, ottavo mese, dura 29 giorni e va da Settembre a Ottobre, mentre Ramadan è il nono mese del calendario, conta 30 giorni e va da Ottobre a Novembre.
Per la durata del mese di Ramadan il popolo si astiene dagli eccessi, non commette atti di guerra e pratica il digiuno durante le ore diurne;

per i persiani Mehr, settimo mese del calendario, aveva 30 giorni e andava da Settembre a Ottobre, mentre Aban, ottavo mese, aveva 30 giorni e andava da Ottobre a Novembre;

per i celti Cantlos (tempo delle canzoni), dodicesimo e ultimo mese del calendario celtico, andava da Settembre a Ottobre e contava 29 giorni; con Samonios (tempo della semina) aveva inizio il nuovo anno, contava 30 giorni e andava da Ottobre a Novembre;

anche i pellerossa d'America adattarono il computo dei mesi al sistema importato dai pionieri, ma i loro mesi erano legati alla vita della luna e, naturalmente, ogni popolo aveva nomi propri per i mesi dell'anno:
secondo la testimonianza di Alce Nero, del popolo Lakota, era: Luna del cambio di stagione;
per gli indiani Chippewa e Ojibwa era: Luna della Caduta delle Foglie.

Durante la Rivoluzione Francese il mese che andava dal 22 Settembre al 21 Ottobre fu chiamato Vendémiaire (Vendemmiaio) ed era considerato il primo mese dell'anno, quindi il giorno 22 Settembre si festeggiava il Capodanno Rivoluzionario, mentre il periodo che andava da 22 Ottobre al 20 Novembre prese il nome di Brumaire (Brumaio).

Nel Medioevo il mese di Ottobre era rappresentato come un cacciatore o un seminatore.

In campagna, ora, il colore è quello caldo e malinconico delle foglie gialle e rosse, tipiche dell'autunno, ormai ben pochi sono i frutti che la terra ci regala prima del suo meritato riposo sotto le coltri dell'inverno: si raccolgono mele e pere invernali, le castagne sono finalmente mature facendo esplodere i ricci, i suoni sono quelli del vento che soffia tra gli alberi che si preparano al lungo letargo e delle greggi che si preparano alla transumanza verso la valle.

In città gli odori dominanti sono quelli delle caldaie centralizzate che si svegliano dal letargo estivo, del traffico, tornato in tutto il suo splendore, si spolverano i caloriferi e le stufe, si fa scorta di gasolio per l'inverno e si rimpiange il caldo, maledetto per tutta l'estate.

Fino al 1977 il primo giorno di ottobre costituiva una delle poche vere certezze della vita: era il primo giorno di scuola in tutta Italia.

Dato che l'1 Ottobre era San Remigio, i bambini che iniziavano la scula quell'anno (che frequentavano cioè la prima elementare) erano detti "remigini".

Dal 1979 la data di inizio delle scuole venne spostata e, comunque, cambia da regione a regione.

Proverbi:

Ottobre: vino e cantina da sera alla mattina.

Per Santa Reparata ogni oliva è inoliata.

Chi semina in Ottobre, miete in Giugno.

O molle o asciutto per San Luca semina tutto.

Ottobre il vino è nelle doghe.

Se piove per San Gallo piove per cento giorni.

Per San Simone la nespola si ripone.



Poesia d'ottobre:

Sera d’ottobre.

Lungo la strada vedi su la siepe
ridere a mazzi le vermiglie bacche:
nei campi arati tornano al presepe
tarde le vacche.

Vien per la strada un povero che il lento

passo tra foglie stridule trascina:

nei campi intuona una fanciulla al vento:fiore di spina!

Fiore di spina!

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