martedì 28 aprile 2009

Il 25 aprile

Spesso giorni come il 25 aprile, o il primo maggio, hanno un sapore di festa profana, di semplice possibilità di attaccare a un weekend un giorno di riposo per permettersi una gita fuori porta o al più una sospirata pausa a mezzo vacanza. Niente di male ovviamente, ci si passa tutti prima o poi in questo genere di visuale, ma non bisogna scordare il significato più profondo di tale giorno, assunto in tutta Italia come il giorno in cui la Nazione s'è risollevata dalla piaga del nazifascismo che la lasciato un Paese distrutto, dilaniato, da ricostruire dalle fondamenta, prima di tutto ideologiche e culturali. Migliaia di individui sono morti per gli ideali di libertà e per i diritti inviolabili dell'uomo, ed è giusto che noi e i nostri figli cresciamo/crescano con la certezza che, grazie al sangue di quei martiri, oggi possiamo/possono esprimersi liberamente, manifestare il dissenso, agire secondo coscienza, votare, godere in sostanza di una piena democrazia. Senza troppe rivisitazioni e travisamenti storici, la verità, e con essa la giustizia - per quanto scomoda e per quanto in uno stato di guerra esista giustizia... - sta da una parte sola, la tragedia umana purtroppo da ambedue, sia da chi ha sposato in quei dolorosi anni la causa giusta sia presso chi ha aderito alla causa sbagliata, coscientemente o meno.
W la libertà, una e una sola. Costruita con fatica e sangue sulle ossa di chi ha saputo combattere per essa, veri eroi del millennio che fu, eredità imperdibile fino ai giorni nostri.

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