domenica 17 maggio 2009

Torta salata alle verdure

Per le occasioni speciali abbiamo già visto lo strudel salato. Ma perchè non provare anche a cimentarsi in qualcos'altro di sfizioso come una torta salata? ;-)
Non è difficile, anzi, è semplicissimo, solo bisogna spadellare delle verdure miste, e questa può risultare la parte noiosa.
Partiamo con gli ingredienti. Ci servono quindi:

2 fogli di pasta sfoglia, già pronta va benissimo;
8-10 pomodori cirietto;
2-3 carote grattugiate;
una zucchina grattugiata;
6-7 carciofi sott'olio;
una scatolettina di piselli;
una melanzana a dadini;
mezzo peperone;
4 uova;
200 g di scamorza a dadini;
un pizzico di sale e pepe.

Soffriggete con un po' d'aglio, olio, burro, aromi a piacere ma senza esagerare tutta la verdura, avendo cura per quanto riguarda la melanzana di togliere l'amaro tagliandola precedentemente fette, disponendole su un piatto con del sale in grani, lasciando pressato per un'oretta il piatto con un altro piatto posto sopra e scolando l'acqua che ne deriva.
All'inizio del soffritto la verdura rilascerà dell'acqua che via via andrà evaporando, per cui consiglio di aggiungere, quando rimestando col cucchiaio vedete che non ve n'è più, dell'acqua per non far attaccare alla padella il preparato. Assaggiate le verdure, è l'unico modo per capire se sono abbastanza salate di loro o se è necessario aggiungere una presa di sale o altre spezie per correggere il sapore secondo il nostro gusto personale.
Nel frattempo stendete la pasta sfoglia abbastanza sottile - 3 o 4 mm - e foderate una tortiera. Tenendo sempre d'occhio il soffritto che non attacchi - potete aromatizzare con una sfumata di vino bianco se desiderate - sbattete le uova con un pizzico di sale e di pepe in una ciotola, cui aggiungerete la scamorza tagliata a dadini.
Tirate via le verdure dal fuoco una volta che si sarà ben asciugata la parte acquosa, e attendere che si freddi un poco prima di versarne il contenuto nella teglia foderata. Una volta posta la verdura nella teglia, versare il composto di uova e scamorza che fungerà in cottura da collante fra le verdure. Ricoprire il tutto con una seconda sfoglia e decorare con l'eventuale sfoglia avanzatavi la parte superiore stile crostata di frutta. Spennellate con un uovo la parte superiore e infine ponete in forno preriscaldato a 150° e lasciate cuocere fino a quando la sfoglia non si colori di un bel tono aranciato. Quindi sfornare, lasciar freddare e servire.

Buon appetito!

Qualche buon consiglio

http://digilander.libero.it/naturalmenteit è un sito straordinario, zeppo di consigli riguardanti la vita quotidiana, a partire dal cibo nelle sue forme più sane ai metodi vecchi - della nonna per intenderci - che spaziano dalla disinfezione di casa ai rimedi per la salute, tutto costruito sui principi della natura (che ci offre più di quanto immaginiamo per sopravvivere su questo pianeta), esulando la chimica e i preparati farmaceutici o industriali, che alla lunga nuocciono alla salute di noi e di chi amiamo.
Una guida agevole da leggere, utile per districarsi tra i mille componenti di un dentifricio o di un ammorbidente, per saperne di più di cibi confezionati e di conservanti dai nomi astrusi, per comprendere meglio cosa fare di ciò che la natura ci pone a disposizione e per salvarci dall'avanzata dell'industria, comoda per carità, ma che oltre a impigrirci ci reca sovente danni silenti che s'accumulano negli anni, ma noi non ce ne accorgiamo: e parlo dell'inquinamento a monte della produzione di un dato bene alla commercializzazione del medesimo, per arrivare infine sulle nostre tavole, nei nostri armadi, nel nostro habitat, contaminandolo con sostanze inutili il più delle volte, "sostituibili" tranquillamente con i doni della Terra.
Un prontuario insomma sull'alimentazione, sui mali di stagione, sui bambini, sulle malattie, anche sulla cosmetica, per venire incontro a tutte le domande che magari v'eravate posti ma alle quali non avevate mai potuto - o voluto - dare risposte chiare e precise.

Buona lettura. Un grande cambiamento non può prescindere da uno piccolo, e un piccolo cambiamento non può prescindere da un primo sforzo per cambiare.

domenica 10 maggio 2009

Auguri a tutte le mamme!

Auguri a tutte la mamme del mondo, alla mia, a quelle che hanno speso l'intera loro vita per i figli e la famiglia, a quelle che non ci sono più e lasciano i figli nel rammarico di non poter portar più loro anche una sola rosa, alle nonne, che sono state nostre madri allevandoci da piccoli.
Perchè la mamma è la mamma: si vuol bene a tutti, al papà, ai fratelli, alle sorelle, ma la mamma lascia ancora una piccola traccia di cordone ombelicale anche quando l'ostetrica lo recide. E' un legame unico in natura, anche nel mondo degli animali. Alla madre si fa sempre riferimento, quando va male a scuola, quando al lavoro sei stressato, quando hai bisogno di 10 euro, quando hai bisogno di un piatto caldo, quando è notte e fai un brutto sogno, quando sei giù di corda e lei lo capirebbe comunque al volo, anche sentendoti per telefono.
Una poesia perciò è doveroso dedicarla a tutte le mamme:



Le Mani della Madre


Tu non sei più vicina a Dio
di noi; siamo lontani tutti. Ma tu hai stupende
benedette le mani.
Nascono chiare in te dal manto,
luminoso contorno:
io sono la rugiada, il giorno,
ma tu, tu sei la pianta.


Rainer Maria Rilke



Supplica a Mia Madre

E' difficile dire con parole di figlio
ciò a cui nel cuore ben poco assomiglio.
Tu sei la sola al mondo che sa, del mio cuore,
ciò che è stato sempre, prima d'ogni altro amore.
Per questo devo dirti ciò ch'è orrendo conoscere:
è dentro la tua grazia che nasce la mia angoscia.
Sei insostituibile. Per questo è dannata
alla solitudine la vita che mi hai data.
E non voglio esser solo. Ho un'infinita fame
d'amore, dell'amore di corpi senza anima.
Perché l'anima è in te, sei tu, ma tu
sei mia madre e il tuo amore è la mia schiavitù:
ho passato l'infanzia schiavo di questo senso
alto, irrimediabile, di un impegno immenso.
Era l'unico modo per sentire la vita,
l'unica tinta, l'unica forma: ora è finita.
Sopravviviamo: ed è la confusione
di una vita rinata fuori dalla ragione.
Ti supplico, ah, ti supplico: non voler morire.
Sono qui, solo, con te, in un futuro aprile…

Pier Paolo Pasolini


Le piazze dei sapori

Gustoso evento a Verona, come ogni volta a maggio: le regioni d'Italia e le loro specialità si radunano nella famosa Piazza Bra, nel cuore pulsante della città scaligera, per proporre il meglio delle loro prelibatezze culinarie. Dalle Alpi alla Sicilia, dal Friuli alla Sardegna è un tripudio di colori, sapori e rumori, come avviene in quei mercati rionali del centro-sud, dove si spandono le voci sonanti dei venditori dagli stand che offrono ogni ben di Dio ai curiosi passanti, gli aromi golosi del pane e delle focacce appena usciti dal forno, della porchetta tagliata in punta di coltello al momento, dei formaggi odorosi, dei salumi speziati, del riso che cuoce, dell'olio dei frantoi e dei fritti che gorgogliano... Tanto che l'evento ha preso appunto il nome de Le piazze dei sapori.
Quest'anno ben 87 stand fanno a gara per accaparrarsi le grazie dei passanti, e va detto che svariate bancarelle mettono in mostra prodotti d'alta qualità, e spesso i potenziali clienti si sentono spaesati da tanta ricchezza e varietà di cibi. Il lato positivo è che vengono presentati prodotti per tutti i gusti, nessuno può lamentare d'esser stato trascurato, eheh! Unici punti a sfavore, a mio avviso, sono i prezzi, un po' come negli anni passati troppo gonfiati, il che ovviamente, in tempi di crisi come questo, non inducono la gente a spendere. Comprendo i costi e le spese degli standisti nel sostenere questo genere di manifestazione - spesso se vanno in pari fanno i salti di gioia - ma se si vuole far breccia oltrechè nel cuore anche nel portafogli delle persone bisogna abbassare un filo i prezzi a mio modo di vedere. Il secondo punto è che certi stand secondo me poco c'azzeccavano con la fiera alimentare, tipo la Vodafone. Va inoltre detto che per esempio, in una manifestazione di cibo d'alta qualità come questo, alcuni gazebo tipo quello milanese dei dolci e dei panificati di un dato forno o quello siciliano di cannoli ed arancini mi sembravano - e qui mi voglio riservare il beneficio del dubbio - pieni zeppi di prodotti non artigianali, bensì seriali, quasi industriali oserei dire. Il che stona collo spirito dell'evento.
In ogni caso i gazebo delle regioni, a Verona da giovedì, rimarranno fino ad oggi, per darci l'arrivederci a maggio 2010, speriamo in un anno migliore dal punto di vista economico di questo.
Da segnalare lo stand dei formaggi piemontesi, quelli dei salumi toscani e umbri, quelli delle olive siciliane e pugliesi, quello del pane e delle focacce sempre pugliesi, quello del pesto ligure (eccezionale anche il pesto rosso), quello delle marmellate e della frutta sotto sciroppo dell'Emilia, quello dei tartufi del montefeltrino che già avevo incontrato alla fiera alimentare di Saludecio, quello dei caseifici della Sardegna, e poi ancora quello delle delizie calabre, trentine, altoatesine o friulane... Un tripudio di würst, brezen, canederli, strudel, salsicce piccanti, formaggi aromatizzati...
Da provare, insomma, per cui affrettatevi, mancano poche ore alla chiusura degli stand! Buoni assaggi e... occhio alla spesa!!! ;-)

giovedì 7 maggio 2009

Il miglior ristorante della mia vita...

Noi si gira spesso per locali, alla ricerca di particolarità da importare al Gallo, ma spesso e semplicemente per gustare qualcosa di diverso dal solito, per non dover magari spignattare in casa dopo una settimana di cucina al bar. Ogni tanto ci vuole uno stacco dal solito tran-tran di tutti i giorni e, se si può, che male c'è abbandonarsi al sottile piacere di esser serviti nel ristorante o nella pizzeria preferiti, coccolati da sapori nuovi o tradizionali, rilassandosi un paio d'ore a dispetto della frenesia del quotidiano?
Di locali ne ho personalmente girati diversi, di pietanze ne ho gustate altrettante, di tutte le latitudini, e ho affinato così i miei gusti, concedendomi il lusso di conoscere sfumature della cucina fino a quel momento a me ignote.
Ma come per tutte le cose, sovente il meglio l'abbiamo sotto portata di mano, a poche centinaia di metri da casa, e nulla varrebbero i chilometri che saremmo pronti a percorrere per raggiungere quel tal posto dalla nomèa particolare o quell'altro locale di grido se raffrontati con quell'apparente e insignificante locandina sotto casa. Non so voi - ma non credo mi possiate smentire -, ma in questo genere di locali si mangia da Dio, spesso gratis, e si sta da Dio. Parlo del notissimo ristorante "della nonna"!

Oggi son due anni che la mia nonna non c'è più, e stasera, passeggiando solo soletto per strada, mi son ritrovato a riflettere sul peso di quest'assenza irreparabile: tanti sono i ricordi, certamente, ma quando si ha a che fare con la morte, chi l'ha sperimentato, sa che certe cose non tornano più, e che i ricordi da soli il più delle volte, se non sempre, non bastano... Sembra retorica, ma è così.
Beh, dicevo, passeggiavo e pensavo a episodi della mia infanzia, fino a pochi anni fa: mi sono accorto che da quando ero piccino io ho spesso pranzato o cenato in questo "ristorante", aperto ad ogni ora, per me, per le mie esigenze di nipote, dalle più serie e indispensabili alle più frivole e vezzose.
Da piccino ricordo che tornavo dalle elementari e aspettavo che tornasse il nonno, e mi nascondevo sotto la tavola già apparecchiata per fargli uno scherzo, mentre mamma e nonna cucinanavano, una pasta con uno sugo di pomodoro o un ragù di carne che non ho più assaggiato in giro, ma che riconoscerei fra mille se avessi modo di gustarne un'altra sola forchettata...
E poi mi vengono in mente i giorni delle medie e le superiori, quando rientrando da scuola mi ritrovavo il menu concordato il giorno dopo: salsicce, patatine fritte, i sofficini, la pasta, il riso col tastasàl, l'insalata... Il tutto condito con un dolce sorriso, con le premurosità uniche di una nonna, che sapeva perfettamente che olio usare, quanto sale mettere, quando condimento nella pasta dosare, quante patatine friggere, cosa comperarti al super... Io sono stato viziato, viziato all'amore, e ora che mi manca quest'importante tassello sono arrabbiato e rattristato, perchè vorrei poter godere ancora di certi privilegi, di quelle coccole mai finite, di quel sogno da cui mi son dovuto svegliare... E immaginare che, dopotutto, forse è solo un incubo durato il battito di ciglia di due lunghi anni, che la sveglia sta per suonare, e che arriverà Carmelo dell'Eismann e la nonna mi comprerà i fagottini agli spinaci, o le mini viennette alla panna, o quel gelato particolare che mi mandava in visibilio...
Non ho smesso nemmeno all'uny di andare a mangiare dalla nonna, anche quando non stava bene, anche quando aveva la badante che pur faceva bene da mangiare, alla moldava qualche volta. E nonna e nonno mangiavano di gusto, e io pure, perchè loro li sentivo vicini, facevamo comunella con i nostri battibecchi, le chiacchiere, i silenzi: eravamo una splendida famiglia. Ora mi rimangono un pugno di foto, ricordi bellissimi che se potessi trasformerei in pellicola - adoro i film di famiglia - e quei sapori così precisi da non riuscire nemmeno a riprodurli, ma proverò, qualcosa già si è svelato dei segreti di nonna, e forse, tra qualche anno, potrò sentire le sue mani sulle mie quando cucinerò: solo allora saprò che potrò eguagliarla in tutto, nei gesti come nella pazienza, nella bontà come nella conoscenza propria degli anziani.
Nonna, nonno, vi voglio bene, tantissimo!