Ragazzi, da tempo imperversa per i tavoli, ma ufficialmente voglio comunicarvi che il Gallo dispone di un secondo da favola, veramente molto valido e gustosissimo: la grigliata mista. Un gran bel pezzo di manzo - animale -, uno dei tagli più pregiati di carne argentina, l'entrecote, tenera che la tagli con la forchetta e si scioglie in bocca, la classica salamella, un buon würstel bollito, petto di pollo per i maniaci delle proteine a zero grassi, una saporitissima coppa di maiale e per concludere un buon pezzo di pancetta tagliata spessa e fatta rosolare sulla griglia. Il tutto contornato da verdura fresca di stagione, o patatine fritte o altrimenti verdure grigliate. Prezzo, 18 euro! Niente, se considerate che altrove, per molto meno, si sfiorano i 15-16 euro, e personalmente mi alzo da tavola con lo stomaco che reclama altro cibo... ;-)
Carne selezionata, terrei a sottolineare, per dar piacere e senso al vostro mangiare!
Ora tarda, Saby a Bruno: "Avrei voglia di un caffè shakerato dei tuoi, buono come lo fai tu..." Bruno svogliatamente: "Uhm, adesso no, tra poco forse se mi viene voglia..." Dopo una buona mezz'ora: "Tesoro, ti è venuta voglia di farmi quel caffettino?" Bruno: "Uhm, non ancora... Fattelo tu, sei capace..." Sabina: "Ma non viene buono come lo sai fare tu..." Bruno: "Eh, pazienza..." Sabina, ridendo: "Certo che a volte sai proprio esser una gran troia quando vuoi!"
Ciao, ragazzi e ragazze! Avete notato che il sabato, complice anche il maltempo, dj David l'abbiamo trasferito nel plateatico? Forse più carino e coinvolgente, dal momento che amate stare a stretto contatto con l'ingresso e il bancone, vuoi per la velocità nel chiedere una nuova consumazione, vuoi perchè è un po' come una piazza, e piace a tutti un po' vedere chi va e chi viene! ;-) Ricordiamo però una cosa - e spero non ce ne vogliate - ma siccome siamo in condivisione degli spazi con altre persone che vivono dietro il nostro locale, sarebbe opportuno che dopo una certa ora teneste il tono della voce leggermente più basso. Abbiamo la fortuna di avere un bel locale, senza controlli ma soprattutto senza segnalazioni, segno che siamo virtuosi nel rispettare norme e orari, quindi, per star bene tutti, vi preghiamo di attenervi a pochissime semplici regole. Noi d'altro canto cerchiamo di offrirvi la musica che vi fa star bene chiedendo al dj, e al venerdì a Luca del karaoke, di mantenere un volume accettabile proprio per venire incontro alle esigenze di tutti, sia di chi vuol tirare le 04 sia di chi vuol giustamente dormire.
Un'altra cosa: cortesemente, sempre per il rispetto dell'ambiente che ci appartiene, evitate di lanciare i mozziconi di sigaretta dalla balconata o di gettarli a terra nel plateatico: vi ricordo che nella porta sul plateatico di fianco all'ingresso del Gallo c'è uno studio di avvocati, e mi pare logico non insozzare la loro zona. Noi cerchiamo tempestivamente di ripulire tutto la sera prima, durante e dopo l'orario di apertura, ma se ci date una mano anche voi è meglio: ci accontentiamo delle regole elementari della buona educazione, ovverosia servitevi dei posacenere. Ce ne sono ovunque.
Un'altra brief: il venerdì sera, complice il karaoke, si richiede alla clientela che fruisce del servizio di entertainment fornito da Luca e sovvenzionato dallo staff del Gallo una consumazione a testa di almeno 5 euro: una cosa irrisoria, se pensate che un film al cinema costa almeno 7 euro, una pizza con bibita e caffè sfiora gli 11-12, per non parlare di ristoranti o posti in della città. Noi abbiamo una bellissima e suggestiva location, ammettiamolo serenamente, siamo fuori dalle balle da parcheggi, caos, traffico, etc. etc., diamo un servizio valido sia dal punto di vista enologico che alimentare a prezzi ragionevoli, in più c'è pure l'evento karaoke, 5 euro mi pare una bazzecola. Da notare che altrove, garantendo molto meno, il prezzo è uguale se non superiore. Questa quota, che uno è liberissimo di integrare con altre consumazioni a piacere, serve a garantire la serata karaoke in tutto il suo splendore e coinvolgimento, perchè ovviamente è un servizio a pagamento di cui tutti noi fruiamo. Anche perchè nessuno vi dirà mai che siete lì da sei ore a cantare, anzi, ci fa più che piacere sentire che le liste di attesa di Luca scoppiano, quindi, tornando a bomba sull'esempio del cinema, per due ore si paga di norma 7 euro, per starne sei in lieta compagnia canterina 5 è il minimo dovuto. Direi che è ragionevolissimo, anche in questi tempi di crisi. Quindi non arrabbiate, sorridete e pensate che tutto ciò è in vista del mantenimento e miglioramente di uno splendido servizio.
Con quello sguardo un po' così, quegli occhioni da cerbiatta che spiccato sul suo viso siciliano, un corpicino niente male, una voce che ti stende, quel sorriso che ammicca e diverte! Saby è ormai più di un mese che bazzica il bancone del Gallo: una ragazza che piace e si fa piacere, col quel suo modo dolce ma deciso, gentile ma civettuolo. Saby sa intridere di lieve malizia anche il più ingenuo discorso, quando porta le bevande ai tavoli a ritmo hip-hop o r'n'b, ma è dotata di un'intelligenza e arguzia spaventose. E' bello discutere con lei, sa spaziare su ogni argomento, e non esita a dirti la sua, anche se contrasta col tuo modo di vedere. Per questo ci piace, per la sua sincerità, per il suo saper esser umana, concreta, incasinata, non artefatta. E' una ragazza inevitabilmente d'impatto, dall'appeal commerciale, un po' come la Manu, sa vivere il mondo perchè lo conosce. Ma lo sapevate che ha partecipato alle selezioni di X-Factor pochi giorni fa? Facciamole un enorme in bocca al lupo!!! Anche se questo vorrà significare perdere la sua freschezza dietro il banco e le sue cantate al nostro meraviglioso karaoke il venerdì.
Ora, visto e considerato che abbiamo dedicato una poesia a tutte le nostre donne del locale, a lei che è una cantante dedicheremo la canzone che canta in maniera sublime quasi ogni venerdì, e che racconta nelle sue note quello che è il sentire di quest'amabile ragazzuola:
That's what friends are for, di Elton John e Dionne Warwick.
And I never thought I'd feel this way And as far as I'm concerned I'm glad I got the chance to say that I do believe I love you
And if I should ever go away well then close your eyes and try to feel the way we do today and then if you can remember
Keep smiling, keep shining Knowing you can always count on me, for sure That's what friends are for For good times and bad times I'll be on your side forever more That's what friends are for
Well you came in loving me and now there's so much more I see and so by the way I thank you
Oh and then for the times when we're apart Well then close your eyes and know the words are coming from my heart and then if you can remember.
Ho assaggiato, sebbene la conoscessi già da parecchio tempo, la torta sbrisolona, che Verona e Mantova si disputano da secoli, anche se a mio parere è più mantovana che nostra. In Lessinia, a pochi chilometri da casa mia, sostengono però il contrario... Va' a capire tu profano! In ogni caso, per dovere di sintesi, è una torta secca, quindi non aspettatevi creme e marmellate, ma molto molto calorica, saporita quasi quanto una pastiera napoletana, e credetemi sulla fiducia, una volta iniziata ad addentare o la mettete via o, se la accompagnate a un'ottima grappa, finisce in un battibaleno, con buona pace della pancia!
Ingredienti:
200 g di zucchero; 150 g di farina; 50 g di farina di mais, o polenta; 110 g di burro; 100 g di strutto; 2 uova; la buccia grattugiata di un limone; 150 g di mandorle pelate intere; 50 g di mandorle non pelate, di cui tutte meno una decina tritate grossolanamente, anche col mixer; una fialetta di vaniglia.
In una terrina disponete lo tutti gli ingredienti, eccetto la manciata di mandorle non pelate che avete conservato a latere per la decorazione finale. Impastate frettolosamente il tutto, senza compattarlo nè omogeneizzarlo. Prendete una terrina in alluminio tipo usa e getta, o una teglia bassa con diametro 26 o 28 cm, disponete il composto senza compattarlo, sbriciolandolo letteralmente, e decorate infine con le mandorle rimaste. Infornare a 180° per una buona mezz'ora, tre quarti d'ora - col forno, che è una cosa personale, regolatevi voi -, sfornate quando la sbrisolona sopra si è ben dorata, lasciar sfreddare, cospargere al momento di servirla di un tenue strato di zucchero a velo e bagnare a piacere di un filo di grappa, di genziana per esempio: il contrasto tra lo zuccheroso del dolce e l'amarognolo della grappa è fenomenale! Occhio a non divorarla tutta, ne va del vostro girovita!!! :-)
O per dirla come in teatro... MERDA MERDA MERDA!!!! A chi questo grande augurio di tanta fortuna??? Alla nostra Saby, alias Bridget Jons, che oggi parteciperà alle selezioni per la prossima stagione di X-Factor! Una voce calda e potentissima, avvolgente e sensuale, per scalare le classifiche italiane e mondiali, almeno questo le auguriamo con tutto il cuore! Che una futura stella sia passata anche al Gallo tutto questo tempo e non ce n'eravamo mai accorti? ;-) Speriamo, e intanto incrociamo le dita, augurandoci che la prendano, perchè lo meriterebbe davvero, per tenacia e soprattutto bravura! VAI SABYYYYYYYY!!!!! SEI TUTTI NOIIIIIIIIIIII!!!!!
Avvisiamo la gentile clientela che occasionalmente martedì 16 giugno il Gallo chiuderà i battenti perchè lo staff si prende un giorno di ferie, direi meritato! :-) Riaprirà come di consueto mercoledì 17 alla solita ora - 17:00 per chi non lo sapesse - per un'estate bollente di divertimento!! Vi aspettiamo!
Che non si pensi subito male! Non stiamo diventando un locale da strip-tease femminile, anche se a qualcuno la cosa garberebbe assai...! ;-) La Fi-Ga è una bevanda a base di guaranà che ultimamente spopola al Gallo, e che sarà la regina di una festa tutta estiva proprio questo sabato, a partire dalle 22 circa, quando assieme alla bibita lo staff del Gallo vi offrirà frutta fresca a volontà, per affrontare le prime calure di giugno! Cosa aspettate??? Passate la serata di sabato con noi!! Verranno anche distribuiti gadget a tema! Siete ancora lì?????
Per le occasioni speciali abbiamo già visto lo strudel salato. Ma perchè non provare anche a cimentarsi in qualcos'altro di sfizioso come una torta salata? ;-) Non è difficile, anzi, è semplicissimo, solo bisogna spadellare delle verdure miste, e questa può risultare la parte noiosa. Partiamo con gli ingredienti. Ci servono quindi:
2 fogli di pasta sfoglia, già pronta va benissimo; 8-10 pomodori cirietto; 2-3 carote grattugiate; una zucchina grattugiata; 6-7 carciofi sott'olio; una scatolettina di piselli; una melanzana a dadini; mezzo peperone; 4 uova; 200 g di scamorza a dadini; un pizzico di sale e pepe.
Soffriggete con un po' d'aglio, olio, burro, aromi a piacere ma senza esagerare tutta la verdura, avendo cura per quanto riguarda la melanzana di togliere l'amaro tagliandola precedentemente fette, disponendole su un piatto con del sale in grani, lasciando pressato per un'oretta il piatto con un altro piatto posto sopra e scolando l'acqua che ne deriva. All'inizio del soffritto la verdura rilascerà dell'acqua che via via andrà evaporando, per cui consiglio di aggiungere, quando rimestando col cucchiaio vedete che non ve n'è più, dell'acqua per non far attaccare alla padella il preparato. Assaggiate le verdure, è l'unico modo per capire se sono abbastanza salate di loro o se è necessario aggiungere una presa di sale o altre spezie per correggere il sapore secondo il nostro gusto personale. Nel frattempo stendete la pasta sfoglia abbastanza sottile - 3 o 4 mm - e foderate una tortiera. Tenendo sempre d'occhio il soffritto che non attacchi - potete aromatizzare con una sfumata di vino bianco se desiderate - sbattete le uova con un pizzico di sale e di pepe in una ciotola, cui aggiungerete la scamorza tagliata a dadini. Tirate via le verdure dal fuoco una volta che si sarà ben asciugata la parte acquosa, e attendere che si freddi un poco prima di versarne il contenuto nella teglia foderata. Una volta posta la verdura nella teglia, versare il composto di uova e scamorza che fungerà in cottura da collante fra le verdure. Ricoprire il tutto con una seconda sfoglia e decorare con l'eventuale sfoglia avanzatavi la parte superiore stile crostata di frutta. Spennellate con un uovo la parte superiore e infine ponete in forno preriscaldato a 150° e lasciate cuocere fino a quando la sfoglia non si colori di un bel tono aranciato. Quindi sfornare, lasciar freddare e servire.
http://digilander.libero.it/naturalmenteit è un sito straordinario, zeppo di consigli riguardanti la vita quotidiana, a partire dal cibo nelle sue forme più sane ai metodi vecchi - della nonna per intenderci - che spaziano dalla disinfezione di casa ai rimedi per la salute, tutto costruito sui principi della natura (che ci offre più di quanto immaginiamo per sopravvivere su questo pianeta), esulando la chimica e i preparati farmaceutici o industriali, che alla lunga nuocciono alla salute di noi e di chi amiamo. Una guida agevole da leggere, utile per districarsi tra i mille componenti di un dentifricio o di un ammorbidente, per saperne di più di cibi confezionati e di conservanti dai nomi astrusi, per comprendere meglio cosa fare di ciò che la natura ci pone a disposizione e per salvarci dall'avanzata dell'industria, comoda per carità, ma che oltre a impigrirci ci reca sovente danni silenti che s'accumulano negli anni, ma noi non ce ne accorgiamo: e parlo dell'inquinamento a monte della produzione di un dato bene alla commercializzazione del medesimo, per arrivare infine sulle nostre tavole, nei nostri armadi, nel nostro habitat, contaminandolo con sostanze inutili il più delle volte, "sostituibili" tranquillamente con i doni della Terra. Un prontuario insomma sull'alimentazione, sui mali di stagione, sui bambini, sulle malattie, anche sulla cosmetica, per venire incontro a tutte le domande che magari v'eravate posti ma alle quali non avevate mai potuto - o voluto - dare risposte chiare e precise.
Buona lettura. Un grande cambiamento non può prescindere da uno piccolo, e un piccolo cambiamento non può prescindere da un primo sforzo per cambiare.
Auguri a tutte la mamme del mondo, alla mia, a quelle che hanno speso l'intera loro vita per i figli e la famiglia, a quelle che non ci sono più e lasciano i figli nel rammarico di non poter portar più loro anche una sola rosa, alle nonne, che sono state nostre madri allevandoci da piccoli. Perchè la mamma è la mamma: si vuol bene a tutti, al papà, ai fratelli, alle sorelle, ma la mamma lascia ancora una piccola traccia di cordone ombelicale anche quando l'ostetrica lo recide. E' un legame unico in natura, anche nel mondo degli animali. Alla madre si fa sempre riferimento, quando va male a scuola, quando al lavoro sei stressato, quando hai bisogno di 10 euro, quando hai bisogno di un piatto caldo, quando è notte e fai un brutto sogno, quando sei giù di corda e lei lo capirebbe comunque al volo, anche sentendoti per telefono. Una poesia perciò è doveroso dedicarla a tutte le mamme:
Le Mani della Madre
Tu non sei più vicina a Dio di noi; siamo lontani tutti. Ma tu hai stupende benedette le mani. Nascono chiare in te dal manto, luminoso contorno: io sono la rugiada, il giorno, ma tu, tu sei la pianta.
Rainer Maria Rilke
Supplica a Mia Madre
E' difficile dire con parole di figlio ciò a cui nel cuore ben poco assomiglio. Tu sei la sola al mondo che sa, del mio cuore, ciò che è stato sempre, prima d'ogni altro amore. Per questo devo dirti ciò ch'è orrendo conoscere: è dentro la tua grazia che nasce la mia angoscia. Sei insostituibile. Per questo è dannata alla solitudine la vita che mi hai data. E non voglio esser solo. Ho un'infinita fame d'amore, dell'amore di corpi senza anima. Perché l'anima è in te, sei tu, ma tu sei mia madre e il tuo amore è la mia schiavitù: ho passato l'infanzia schiavo di questo senso alto, irrimediabile, di un impegno immenso. Era l'unico modo per sentire la vita, l'unica tinta, l'unica forma: ora è finita. Sopravviviamo: ed è la confusione di una vita rinata fuori dalla ragione. Ti supplico, ah, ti supplico: non voler morire. Sono qui, solo, con te, in un futuro aprile…
Gustoso evento a Verona, come ogni volta a maggio: le regioni d'Italia e le loro specialità si radunano nella famosa Piazza Bra, nel cuore pulsante della città scaligera, per proporre il meglio delle loro prelibatezze culinarie. Dalle Alpi alla Sicilia, dal Friuli alla Sardegna è un tripudio di colori, sapori e rumori, come avviene in quei mercati rionali del centro-sud, dove si spandono le voci sonanti dei venditori dagli stand che offrono ogni ben di Dio ai curiosi passanti, gli aromi golosi del pane e delle focacce appena usciti dal forno, della porchetta tagliata in punta di coltello al momento, dei formaggi odorosi, dei salumi speziati, del riso che cuoce, dell'olio dei frantoi e dei fritti che gorgogliano... Tanto che l'evento ha preso appunto il nome de Le piazze dei sapori. Quest'anno ben 87 stand fanno a gara per accaparrarsi le grazie dei passanti, e va detto che svariate bancarelle mettono in mostra prodotti d'alta qualità, e spesso i potenziali clienti si sentono spaesati da tanta ricchezza e varietà di cibi. Il lato positivo è che vengono presentati prodotti per tutti i gusti, nessuno può lamentare d'esser stato trascurato, eheh! Unici punti a sfavore, a mio avviso, sono i prezzi, un po' come negli anni passati troppo gonfiati, il che ovviamente, in tempi di crisi come questo, non inducono la gente a spendere. Comprendo i costi e le spese degli standisti nel sostenere questo genere di manifestazione - spesso se vanno in pari fanno i salti di gioia - ma se si vuole far breccia oltrechè nel cuore anche nel portafogli delle persone bisogna abbassare un filo i prezzi a mio modo di vedere. Il secondo punto è che certi stand secondo me poco c'azzeccavano con la fiera alimentare, tipo la Vodafone. Va inoltre detto che per esempio, in una manifestazione di cibo d'alta qualità come questo, alcuni gazebo tipo quello milanese dei dolci e dei panificati di un dato forno o quello siciliano di cannoli ed arancini mi sembravano - e qui mi voglio riservare il beneficio del dubbio - pieni zeppi di prodotti non artigianali, bensì seriali, quasi industriali oserei dire. Il che stona collo spirito dell'evento. In ogni caso i gazebo delle regioni, a Verona da giovedì, rimarranno fino ad oggi, per darci l'arrivederci a maggio 2010, speriamo in un anno migliore dal punto di vista economico di questo. Da segnalare lo stand dei formaggi piemontesi, quelli dei salumi toscani e umbri, quelli delle olive siciliane e pugliesi, quello del pane e delle focacce sempre pugliesi, quello del pesto ligure (eccezionale anche il pesto rosso), quello delle marmellate e della frutta sotto sciroppo dell'Emilia, quello dei tartufi del montefeltrino che già avevo incontrato alla fiera alimentare di Saludecio, quello dei caseifici della Sardegna, e poi ancora quello delle delizie calabre, trentine, altoatesine o friulane... Un tripudio di würst, brezen, canederli, strudel, salsicce piccanti, formaggi aromatizzati... Da provare, insomma, per cui affrettatevi, mancano poche ore alla chiusura degli stand! Buoni assaggi e... occhio alla spesa!!! ;-)
Noi si gira spesso per locali, alla ricerca di particolarità da importare al Gallo, ma spesso e semplicemente per gustare qualcosa di diverso dal solito, per non dover magari spignattare in casa dopo una settimana di cucina al bar. Ogni tanto ci vuole uno stacco dal solito tran-tran di tutti i giorni e, se si può, che male c'è abbandonarsi al sottile piacere di esser serviti nel ristorante o nella pizzeria preferiti, coccolati da sapori nuovi o tradizionali, rilassandosi un paio d'ore a dispetto della frenesia del quotidiano? Di locali ne ho personalmente girati diversi, di pietanze ne ho gustate altrettante, di tutte le latitudini, e ho affinato così i miei gusti, concedendomi il lusso di conoscere sfumature della cucina fino a quel momento a me ignote. Ma come per tutte le cose, sovente il meglio l'abbiamo sotto portata di mano, a poche centinaia di metri da casa, e nulla varrebbero i chilometri che saremmo pronti a percorrere per raggiungere quel tal posto dalla nomèa particolare o quell'altro locale di grido se raffrontati con quell'apparente e insignificante locandina sotto casa. Non so voi - ma non credo mi possiate smentire -, ma in questo genere di locali si mangia da Dio, spesso gratis, e si sta da Dio. Parlo del notissimo ristorante "della nonna"!
Oggi son due anni che la mia nonna non c'è più, e stasera, passeggiando solo soletto per strada, mi son ritrovato a riflettere sul peso di quest'assenza irreparabile: tanti sono i ricordi, certamente, ma quando si ha a che fare con la morte, chi l'ha sperimentato, sa che certe cose non tornano più, e che i ricordi da soli il più delle volte, se non sempre, non bastano... Sembra retorica, ma è così. Beh, dicevo, passeggiavo e pensavo a episodi della mia infanzia, fino a pochi anni fa: mi sono accorto che da quando ero piccino io ho spesso pranzato o cenato in questo "ristorante", aperto ad ogni ora, per me, per le mie esigenze di nipote, dalle più serie e indispensabili alle più frivole e vezzose. Da piccino ricordo che tornavo dalle elementari e aspettavo che tornasse il nonno, e mi nascondevo sotto la tavola già apparecchiata per fargli uno scherzo, mentre mamma e nonna cucinanavano, una pasta con uno sugo di pomodoro o un ragù di carne che non ho più assaggiato in giro, ma che riconoscerei fra mille se avessi modo di gustarne un'altra sola forchettata... E poi mi vengono in mente i giorni delle medie e le superiori, quando rientrando da scuola mi ritrovavo il menu concordato il giorno dopo: salsicce, patatine fritte, i sofficini, la pasta, il riso col tastasàl, l'insalata... Il tutto condito con un dolce sorriso, con le premurosità uniche di una nonna, che sapeva perfettamente che olio usare, quanto sale mettere, quando condimento nella pasta dosare, quante patatine friggere, cosa comperarti al super... Io sono stato viziato, viziato all'amore, e ora che mi manca quest'importante tassello sono arrabbiato e rattristato, perchè vorrei poter godere ancora di certi privilegi, di quelle coccole mai finite, di quel sogno da cui mi son dovuto svegliare... E immaginare che, dopotutto, forse è solo un incubo durato il battito di ciglia di due lunghi anni, che la sveglia sta per suonare, e che arriverà Carmelo dell'Eismann e la nonna mi comprerà i fagottini agli spinaci, o le mini viennette alla panna, o quel gelato particolare che mi mandava in visibilio... Non ho smesso nemmeno all'uny di andare a mangiare dalla nonna, anche quando non stava bene, anche quando aveva la badante che pur faceva bene da mangiare, alla moldava qualche volta. E nonna e nonno mangiavano di gusto, e io pure, perchè loro li sentivo vicini, facevamo comunella con i nostri battibecchi, le chiacchiere, i silenzi: eravamo una splendida famiglia. Ora mi rimangono un pugno di foto, ricordi bellissimi che se potessi trasformerei in pellicola - adoro i film di famiglia - e quei sapori così precisi da non riuscire nemmeno a riprodurli, ma proverò, qualcosa già si è svelato dei segreti di nonna, e forse, tra qualche anno, potrò sentire le sue mani sulle mie quando cucinerò: solo allora saprò che potrò eguagliarla in tutto, nei gesti come nella pazienza, nella bontà come nella conoscenza propria degli anziani. Nonna, nonno, vi voglio bene, tantissimo!
Spesso giorni come il 25 aprile, o il primo maggio, hanno un sapore di festa profana, di semplice possibilità di attaccare a un weekend un giorno di riposo per permettersi una gita fuori porta o al più una sospirata pausa a mezzo vacanza. Niente di male ovviamente, ci si passa tutti prima o poi in questo genere di visuale, ma non bisogna scordare il significato più profondo di tale giorno, assunto in tutta Italia come il giorno in cui la Nazione s'è risollevata dalla piaga del nazifascismo che la lasciato un Paese distrutto, dilaniato, da ricostruire dalle fondamenta, prima di tutto ideologiche e culturali. Migliaia di individui sono morti per gli ideali di libertà e per i diritti inviolabili dell'uomo, ed è giusto che noi e i nostri figli cresciamo/crescano con la certezza che, grazie al sangue di quei martiri, oggi possiamo/possono esprimersi liberamente, manifestare il dissenso, agire secondo coscienza, votare, godere in sostanza di una piena democrazia. Senza troppe rivisitazioni e travisamenti storici, la verità, e con essa la giustizia - per quanto scomoda e per quanto in uno stato di guerra esista giustizia... - sta da una parte sola, la tragedia umana purtroppo da ambedue, sia da chi ha sposato in quei dolorosi anni la causa giusta sia presso chi ha aderito alla causa sbagliata, coscientemente o meno. W la libertà, una e una sola. Costruita con fatica e sangue sulle ossa di chi ha saputo combattere per essa, veri eroi del millennio che fu, eredità imperdibile fino ai giorni nostri.
Lasciamo passare tutte le feste e i ponti, e quando il sole sarà ancora più caldo, quando la sera sarà più piacevole restare all'aperto, prenderà il via al Gallo la serata in onore di Miss Primavera! Eh sì, perchè la stagione dei fiori e della vita che si risveglia in un profluvio di colori, suoni e odori, passa anche qui da noi, al Gallo, in una magnifica festa inneggiante allo splendore della stagione che apre al bel tempo e alle vacanze. Il tema è la primavera in tutte le sue vesti: pensate voi a colorarla con la vostra presenza e la vostra fantasia!!!
Appuntamento sabato 09 maggio, in un Gallo che per l'occasione vestirà tutti i colori dell'iride!!!
Aprile è voglia di una carezza, di un sole più amico, che riempia l’aria degli odori dei boschi, dei muschi, dei pollini, giacchè i fiori son sbocciati o timidamente fanno capolino tra le macchie di neve sui monti. Aprile è la considerazione che hai di me, di un bacio che mi ha sfiorato quando a occhi chiusi tendevo le labbra ai raggi del sole che s’inframezzavano coi rami imperlati di gemme.
Aprile è freschezza il mattino, che quasi non vorresti uscire, e senza maniche ti corre un brivido sulle spalle, ma è placido tepore allo zenith, che la vista s’abbaglia e il cielo sgombro di nubi si tinge di un blu oceanico. Aprile è la pioggia che arriva improvvisa come l’ombra di un ladro, ratto e furtivo, coperto dalla luce che inganna e distoglie; è una cascata di petali d’acqua, che generano altri petali, in un ritmo sfrenato di colori e odori. Aprile è la notte che scende lieve, come un manto che da azzurro si tinge di tinte via via più rosate, fino al rosso e al violaceo, culminando nel nero di stelle. Tardano a venire le notti d’aprile, che pare tu debba aspettarle ogni giorno sempre di più, tanto si fanno desiderare.
Aprile è un viaggio che vorresti cominciare per finire solo quando la terra diviene brulla e inospitale, un volo d’uccello planare per godere di onde spumose e tiepide correnti. E’ una corsa a perdifiato in campi di sole e grano che fiorisce, tra terre umide di notte, trapunte di ciuffi d’erba ridente, che ad ogni passo sbuffano di lieti soffioni.
Aprile è quel lieve sonno giocoso e colmo di sogni che ti prende in ogni momento, e dormiresti su di un dirupo con le gambe pencolanti, certo che l’aria e le nuvole ti sosterrebbero in volo se cadessi.
Aprile è la risata argentina di una bambina con le trecce e gli occhi gonfi di gioia, che intreccia collanine di fiori e margherite, adornando statue inventate di divinità agresti.
Aprile è Dio che ha toccato col proprio tallone una terra addormentata, destata con cristiana solerzia, è una fronte febbricitante quietata di spasmi e sofferenze, è rinascita e pietà.
Aprile sei tu, che mi ami e lo dici quasi sbeffeggiandomi, celandoti dietro alberi o sogni, che quasi mi perdo e ti perdo, che forse non ci sei o non ti ho sentito bene, o sei dentro me e sento solo l’eco delle tue parole fedeli e continue.
Aprile sono io, che chiedo e do per scherzo, che gioco con specchi lucidi di pioggia, che ti cerco e ti guardo, sempre presente nelle foglie e nelle gemme smeraldine dei tuoi occhi curiosi, che gioco nel vento e osservo i giorni che passano, e passiamo anche noi.
Musica tutta da ballare in questa fine inverno-inizio primavera, sui cubi come sui tavoli, sui bus come in mezzo alla strada, cuffiette a palla, che la sentiamo solo noi 'sta musica rombante!
Tracklist:
1) Poker face, Lady Gagà; 2) Hot stuff (let's dance) vs World hold on, Craig David feat. Bob Sinclair; 3) Inside all the people, Planet funk; 4) Part of me, Chris Cornell; 5) Disturbia, Rihanna; 6) Infinity 2008, Guru Josh project; 7) Let it rock, Yves La Rock; 8) Alive, Mondotec; 9) Only you, Aaliyah; 10) Shining star (extended version), Get fr; 11) Milkshake, Kelis; 12) All about us, T.a.T.u.; 13) Can't get you out of my head, Kylie Minogue; 14) Sexy back, Justin Timberlake; 15) Die another day (real version), Madonna; 16) Love is gone, David Guetta; 17) Me against the music, Madonna feat. Britney Spears; 18) Baby boy, Beyoncè feat. Sean Paul; 19) Sadness, G-Spott; 20) Scandalous, Mis-teeq; 21) Because the night, Co.Ro. feat. Talessa.
Ci son giunte voci che i prezzi di vini e vivande a detta di alcuni siano alti rispetto alla gestione precedente: in pratica si vocifera del fatto che siamo cari. Mi piacerebbe sapere chi ha messo in giro queste voci perchè, senz'alcuna polemica, vorrei sottoporre a queste persone due listini, il nostro e quello del precedente titolare, per raffrontare un bel po' di cose. Innanzitutto partiamo dagli alcolici: i vini sono rimasti ai prezzi della vecchia gestione, mentre i miscelati, i cocktail e altre mix di alcolici con succhi di frutta sono addirittura diminuiti, da 0,50 centesimi a un euro pieno. Sottolineo inoltre che il Gallo è l'unico posto in Vicenza e dintorni che può vantare il costo di un bicchiere di prosecco vincitore della medaglia d'oro al Vinitaly (Marsuret per i profani) a solo 1,50 euro, quando altrove il costo oscilla dai 2 ai 2,50 euro, in presenza di vini non propriamente pari in qualità. Capitolo vivande: le bruschette che sono state mutuate dalla precedente gestione - molte sono state aggiunte o variate - sono tutte diminuite nel costo del prodotto finito, numeri alla mano: la Aglio e olio, diventata Classica, è passata da 4,30 euro a 3,50. La Maialina da 5,80 a 5,50. La Diavola da 5,80 a 5,00. La Pugliese, diventata Marinara, da 4,50 a 4. E dove i prezzi sono uguali o aumentati magari di 20 centesimi si tratta di bruschette che possono vantare un bel po' di roba sopra, da lasciare soddisfatto il commensale. E mi sono soffermato solo sul capitolo bruschette. Vorrei in ogni caso sottolineare un paio di cose: i nostri prodotti non sono prodotti qualunque. Se bibite in vetro o lattina sono lo standard, birre e vini sono ottimi, sia rossi che bianchi, sia fermi che frizzanti. Il cibo è di una qualità che solo chi lo prova può capire a fondo: lo speck proviene direttamente dall'Alto Adige, i prosciutti sono di qualità, i formaggi sono scelti, l'Edamer - dapprima abusato in ogni dove, tra panini, toast e bruschette - è limitato solo a quelle pietanze dove si sposa bene e giustamente con altri determinati prodotti; la bresaola proviene dalla Valtellina, la carne è selezionata. Anche lo scatolame e i prodotti sottovuoto sono scelti tra le migliori aziende fornitrici, provati prima da noi stessi, perchè la regola è che non puoi sperimentarli direttamente con il cliente, ma bisogna prima provarli sulla propria pelle., per comprendere se può incontrare il gusto delle persone. Ecco perchè ci avvaliamo di aziende serie nel settore alimentare da anni che hanno costruito duramente una serie di prodotti validi. Inoltre, grazie a nostri contatti sparsi sul territorio, importiamo le bontà della penisola direttamente dalle loro zone di produzione. Questo forse in alcuni casi può comportare quell'aumento di 20 o 50 centesimi di cui sopra, ma credo giustificato se confrontiamo i valori in campo, ovvero prodotti scadenti o comunque mediocri prima e di prima scelta ora. Se poi si vogliono accampare le solite scuse della crisi o le polemiche sterili del fatto che comunque di aumento si tratta, seppur di un nonnulla, allora non mi resta che rispondere a queste persone che criticano i 50 centesimi di aumento di andare a mangiare dove la qualità è di molto inferiore ma a un prezzo più modico o di spiegarmi come mai sono disposti ad andare a cenare al ristorante a spendere 40 euro a testa, facendo la questua a noi.
Le ultime due settimane di marzo è consuetudine in molte magioni e ristoranti sulle rive dell'Isarco, nel cuore dell'Alto Adige, proporre la bontà della vallata secondo le tradizioni in uso secoli or sono mescolate agli innesti culinari della modernità. L'Eisacktaler Kost è un evento sentito in tutta la zona, tant'è che le stesse famiglie sudtirolesi si recano in questi luoghi della gola a riprovare i sapori della tradizione, tant'è che lo slogan della manifestazione è "Gerichte mit Geschichte", che tradotto all'italiana significa "Storicamente mangiando". Personalmente il 29 marzo, l'ultimo giorno della manifestazione che era iniziata il 13 del mese, mi sono recato nel rinomato locale brissinese Fink, arcinoto a tutti gli avventori della alta Val d'Isarco e, complice il mio compleanno, ho portato con me la mia famiglia. Il menu era ricco e goloso, per ogni palato, perchè mescolava piatti casalinghi a sapori molto forti come il cervo, i salumi affumicati, il capriolo. Gustosissimi gli antipasti di manzo affumicato, prosciutto di cervo e ricotta alle erbe, per continuare coi primi sfiziosi: Schlutzkrapfen alla ricotta e spinaci in salsa di burro e grana grattugiato, tortelli della casa allo speck, tagliatelle alla selvaggina. Che dire dei secondi? Eccezionali, semplicemente: capriolo con purea e cavolo rosso, punta di vitello con patate al forno, sella d'agnello. E poi il trionfo dei dolci, al cucchiaio o le classiche torte multipiano... Un'esperienza da provare, il prossimo anno, per salutare l'inverno e accogliere la nuova stagione.
Che pace, gioia, serenità e prosperità alberghino d'ora in avanti nelle vostre case e nelle vostre famiglie. E' un momento difficile per molti, occorre forse stringersi di più e collaborare per mandare avanti lavoro e rapporti umani, perchè prima o poi una nuova alba di benessere diffuso tornerà, e i sacrifici di oggi saranno ripagati. Bisogna avere costanza e pazienza, e dove si può è necessario porgere la mano a chi non ha i mezzi per andare avanti da solo. Un pensiero va agli sfollati e alle famiglie dell'Abruzzo, che forse hanno perso la speranza, confidando che lo Stato e il popolo italiano non li lascino mai soli, ma che li facciano sentire parte di un progetto - speriamo realmente concretizzabile in poco tempo - di rinascita e ricostruzione. Un altro pensiero va a quanti vivono costantemente nell'indigenza e nella solitudine, perchè la Pasqua, prima che una festa di mangiate, di ponti e di ferie, costituisce un momento di condivisione che, al di là dei significati religiosi, è indice di civiltà in coloro che ancora sperano nell'essere umano e nelle sue qualità. Tutto è da dimostrare, ma il tempo è dalla nostra, e diventare individui migliori non è un reato, e ogni giorno è buono per cominciare, ma è meglio iniziare fin da subito.
Ottima variante dello strudel dolce classico con mele, pinoli e uvette, o Apfelstrudel alla tedesca, lo strudel salato ben si sposa con un pranzo da occasione, tipo antipasto nelle festività natalizie o pasquali, ma anche come intermezzo in un pic-nic primaverile. L'esecuzione è semplice, bastano pochi accorgimenti.
Ingredienti per uno strudel:
una porzione di pasta sfoglia, già pronta e debitamente scongelata; mozzarella tagliata a dadini; passata di pomodoro; qualche fetta di prosciutto cotto; funghi e carciofini sott'olio a piacere.
Stendere con l'aiuto di un mattarello la pasta sfoglia fino a quando non diventa sottile pochi millimetri. Munirsi di farina per evitare che attacchi sul ripiano di lavoro. Passare un cucchiaio grande di passata di pomodoro al centro della pasta sfoglia stesa. Personalmente preferisco la salsa di pomodoro non cruda, ovvero cucinata su fuoco lento un'ora e mezza con olio, burro, sale, pepe, origano, basilico e un pizzico d'aglio in polvere finchè non rapprende un po'. Quindi consiglio di prepararla prima, e vi potrà essere poi utile per condire una pasta o una pizza fatta in casa. Cuocendola inoltre avrete modo di eliminare la parte acquosa del pomodoro che potrebbe impedire il rigonfiarsi dello strudel in cottura. Dopo la passata di pomodoro, aggiungere la mozzarella (se utilizzate quella fresca, scolate la parte lattea per lo stesso motivo della passata di pomodoro), sparpagliandola sulla striscia di passata, stendere il prosciutto cotto, i funghi e i carciofini (a loro volta scolati della parte oleosa), quindi un altro paio di fette di prosciutto, un'altra cucchiaiata di pomodoro e dell'altra mozzarella.
Afferrare i due lembi di pasta sfoglia e chiudere il tutto, avendo cura di sigillare bene i bordi, di modo che lo strudel, gonfiandosi con la cottura, non perda "pezzi" o sugo. Potete anche decidere di arrotolarlo, per creare il classico effetto torsione.
Infornate in forno preriscaldato a 150° o poco più per una mezz'oretta minimo, tenendo presente che lo strudel si potrà definire pronto una volta che la pasta sfoglia vi risulterà dorata. Dopo di che sfornate e lasciate intiepidire, dopo di che servite.
Non si dovrebbero mai vedere scene del genere: case distrutte, famiglie spezzate, paesi cancellati dalle cartine, orrore e morte, distruzione e miseria. Eppure la natura può anche questo, ma con l'immancabile zampino dell'uomo, che in Abruzzo e chissà ancora dove, ha costruito intelligentemente senza precauzioni antisismiche interi villaggi, complessi abitativi, che ora risultano a rischio. Ora!!! Dopo che quasi 300 morti sono stati contati sotto le macerie delle città della provincia dell'Aquila. Agghiacciante...
Questa gente va trovata e punita, perchè è responsabile di tutte queste assurde morti. Bisognava riflettere prima sulle conseguenze di tale dabbenaggine, ma come sempre si tira a campare, sperando non succeda nulla, confidando nella buona sorte, o peggio che altri non si accorgano delle proprio lacune o malefatte. Aggiungiamo a ciò la solita già citata miopia della mediocre classe politica italiana che, dopo il disastro in Umbria e a San Giuliano di Puglia avrebbe dovuto emanare diversi decreti migliorativi della legislazione edilizia in tema di terremoti ma che, per il solito puttanaio di elezioni e bagarre pre e post-insediamento (ovvero ogni due mesi visti i continui cambi di colore e sfrondamenti di maggioranze) sistematicamente son saltati. E gli esiti sono sotto gli occhi di tutti. Subito si è gridato alla solidarietà degli italiani, che peraltro non è mai mancata, sebbene nutra io personalmente diverse perplessità sull'utilizzo ultimo della mole di denaro racimolata alla fine della fiera, considerato che oltre il 50% dei proventi derivati da offerte pro-Molise nel 2002 sono finite in tasche di persone tutt'altro che terremotate... Tuttavia voglio credere che qualcosa sarà fatto e che neanche un centesimo sarà disperso in clientele e tangentine, mazzette e appalti in odore di mafie o aumma aumma degni dei nostri politicanti da operetta, così ho fatto un'offertina, nulla di che, ma una fiamma nel buio illumina almeno un passo. Fatelo anche voi, mi viene da chiedervi un altro atto di fiducia: spendiamo un euro per salvare qualcuno del Grande fratello o di Amici o per televotare questo idiota o quell'altro: non so se qualche sciacallo avrà il coraggio di rubare il sogno di ricostruzione del popolo abruzzese, ma noi quel sogno dobbiamo tenerlo vivo, sperando che qualcosa nelle coscienze cambi, sia dei politici sia di coloro che gestiranno il patrimonio ingente frutto della solidarietà degli italiani.
I media impazzano, sembra che facciano a gara a chi dà la peggior notizia: crollo delle borse, ristagno economico, calo dei consumi, risparmiatori allo sbando, politica incapace di trovare soluzioni valide, tutti a confidare in Obama (ma chi è? Il Messia???), consigli per gli acquisti, crisi su crisi, non se ne uscirà mai, la peggiore dal '29, forse addirittura pari al '29! E giù speculazioni, cassa-integrati, licenziati, mobilitati, col culo a mollo in attesa di un rinnovo di contratto che la "crisi" tarda a far arrivare. Questa crisi, quanto se ne parla, quanto se ne straparla. In ogni angolo di strada vediamo la crisi: negozi in fallimento, gente disperata, debiti non voluti (per chi ancora li ha) impossibili da ripianare, debiti che chi li vorrebbe (un piccolo fido, niente di che, appena 2000 euro, per sconfinare sul conto e pagare la rata della macchina, sennò me la pignorano e ciao, chi glielo dice a mia moglie...?) se li può sognare e nulla più, tanto le banche si stanno impegnando a mantenere rigore e austerity, in barba ai proclami del governo: "Dovete spendere, dovete rimettere in moto l'economia!!", strepita il buffo barzellettiere Berlusconi! Niente fidi, niente conti scoperti, niente deroghe, o nei limiti imposti unilateralmente dalla banche o si è fuori: conti chiusi, conti a rientro, conti a sofferenza, e le piccole aziende che insorgono e piangono, ultima fiammata prima di scomparire nel libro nero dei fallimenti, degli operai lasciati a casa, delle famiglie che non vedono ormai più la terza settimana del mese e son costretti a sacrifici inumani o, peggio del peggio, a finire nelle reti degli usurai aguzzini. E s'innesta il solito circolo vizioso, all'anima dei buoni consigli dei "saggi" del Paese.
A fronte di questo crogiuolo di confortanti news, la gente però non si rende conto che gli stipendi - ovviamente per chi ancora li ha - sono i medesimi di 4-5 mesi fa, il costo della vita non è mutato, anzi, la benzina costa pochissimo rispetto ai record di fine 2008, e molti beni di consumo, soprattutto di prima necessità, vedono i prezzi stranamente congelati. Inoltre va detto , tanta gente i soldi li ha, e spende e spande nelle cazzate: viaggi, ai Tropici che le agenzie non hanno mai rilevato un afflusso del genere, auto di lusso, I-phone, ultimo modello cellulari che a momenti ti stirano anche le maniche della camicia e ti spazzano casa, il superfluo fondamentalmente: ed è la stessa gente che fatica invece a tenere in piedi coi propri soldi le piccole imprese, rinunciando a pizze, birre, uscite e quant'altro, come se fosse peccato investire anche nei piccoli piaceri della vita. Molti invece che non dispongono di liquidità tirano la cinghia un anno per poi tuttavia dilettarsi in spese del genere, per essere alla moda, per rispettare i ritmi del mercato delle novità, delle new entry che fanno tanto status.
Giuro, non capisco. Le strade alle 10 di sera sono vuote, la gente si chiude a casa davanti alle televisioni a bearsi della tragedia in diretta, a crogiolarsi in una patetica autocommiserazione, e il giorno dopo al mercato, nei bar, negli uffici pubblici, per strada, nei negozi, tutti a piangersi addosso che c'è crisi, che si fatica a tirare a fine mese: però ho il Suv! Però i ristoranti scoppiano di gente! Però son appena tornata da due giorni a Barcellona! Però ho già in mente che due settimane al mare non me le toglie nessuno ad agosto! Ma se chiedi a loro di andare, che so, al cinema, a bere una bibita al bar, a visitare un museo, a comprarsi un paio di mutande, allora i soldi non li hanno mai. I finti morti di fame, che infamano chi realmente non riesce a tirare a fine mese.
Crisi: deriva dal greco krìno, che significa mi piego, recedo, involvo, mi chiudo. Ci stiamo chiudendo, ma più che un concetto fisico il termine greco indica un qualcosa di mentale, un'involuzione psichica, una chiusura cerebrale, un elettroencefalogramma piatto che, a braccetto con l'accidia, l'indolenza, lascia i nostri corpi in un limbo di dolore dal quale non si riesce - o il più delle volte non si vuole - uscire: zero evoluzione, eterno ristagno. Io credo che ci sia la crisi, ma che se ne stia facendo un affare di stato, ingigantendo il problema. La sicurezza e la forza interiore sono virtù rare, l'ottusità invece dilaga come un fiume che ha rotto gli argini, e io, allo stadio attuale della follia, non credo più a una parola: una crisi voluta dalle banche, sempre pronte ad incassare denaro e mai ad elargirlo, finanziando così private e imprese, con la compiacenza delle alte sfere della politica che giocano a Risiko coi destini di quasi 60 milioni di individui (e parlo solo del mio Paese) e di una società che ha le lacrime in tasca, rinfocolata ogni piè sospinto dai media (muore qualcuno, colpa della crisi! Scoppia un incendio, colpa della crisi! Furto in una gioielleria, colpa della crisi! E via dicendo!), accettata passivamente da tutti con una volontà irrimediabile del fato... No, non l'accetto, sono stanco di sentire sempre lo stesso coro di voci, false e pretenziose soprattutto. La crisi è comoda, molti ci sguazzano e ci si adagiano, speculando sui guai altrui, inscenati ad arte ma avvertiti come reali. Noi non dobbiamo esser comodi. Dobbiamo sforzarci di vedere al di là dell'ostacolo, altrimenti non ne usciremo mai. E saremo sempre attori di un film già visto, orchestrato da altri, in cui le nostre personalità, le nostre dignità, saranno sempre schiacciate e avulse dal nostro reale sentire.
In attesa di cambiare proprio la veste dei menu, noterete comunque in questi giorni delle new entries, soprattutto nell'ambito delle proposte della cucina. Provate ad assaggiare i nostri nuovi tramezzini, tra cui spicca il gustoso Cucadòr al salmone, o perchè no, il Sorrento dal chiaro richiamo ai buoni sapori del sud. Imperdibile è la bruschetta Vomero, con succulente melanzane fritte che ricordano i profumi dei vicoli della Napoli vecchia, o ancora la ricca Graziella, adombrata di odorosissimo tartufo che rimanda agli aromi della Lessinia. E poi piadine, toast, e ancora panini, cambiati anche nella forma: infatti a breve il Gallo offrirà sandwich non più nel classico taglio a ciabatta, ma anche arabi, focacce salate e sfilatini, per dare quel tocco di gusto in più e variare la tavola.
E altre gustose e imperdibili novità sono in arrivo! Restate in ascolto! ;-)
Lo staff del Gallo desidera comunicarvi che il giorno di Pasqua a pranzo il locale rimarrà aperto per offrire uno splendido banchetto a chi volesse dare la sua conferma prenotandosi come predisposto nei flyer sui tavoli, ovvero telefonando al numero 0444-547272 o al cellulare 329-2013779, oppure ancora segnalando la prenotazione alla cassa da Bruno o Emiliano. La caparra è di 15 euro, mentre il pranzo completo verrà 45 euro, bevande incluse. Ecco il menu del pranzo pasquale:
Antipasti: Sinfonia di salumi italiani con giardiniera di verdure; Crostini mediterranei; Torta salata di primavera; Fagottini pasquali di melanzane.
Primi: Risotto all'Amarone; Ziti ai sapori del Mezzogiorno.
Secondi: Agnello con patate al forno; Arrosto aromatico alle arance; Contorni misti.
Dolce: Semifreddo al torroncino su letto di colomba.
Vi aspettiamo numerosi, e ricordate la prenotazione, entro il domenica 05 aprile.
...Christian!!!! Complimenti al giovane vicentino, che s'è aggiudicato la Coppa della Musica durante la manifestazione canora di San Romolo, alla sua prima edizione, tenutasi lo scorso venerdì nelle Grotte del Gallo! Dieci temibili concorrenti hanno lottato a suon di note e canzoni per aggiudicarsi l'ambito premio, e la nostra giuria d'eccezione si è ben districata tra le varie esibizioni scegliendo dopo non poca fatica il vincitore. Infatti, alla conclusione della gara, al momento della conta dei voti, la giuria si è trovata di fronte a un ex aequo tra Christian appunto e Andrea. Inutili i tentativi di trovare il vincitore e di mettere d'accordo i giurati, che hanno così concordato di far esibire una seconda volta i due concorrenti, ovviamente con una seconda canzone. Il bello è stato che, a differenza della canzone dell'esibizione, la seconda non era stata preventivata, quindi è stato un azzardo che ha messo alla prova i nostri due baldi giovanotti. Morale della favola, i giurati si son trovati di fronte a un secondo ex aequo: consultazioni ancora, e alla fine è stato preferita l'esibizione di Christian rispetto a quella di Andrea, a cui tuttavia riconosciamo una bravura non da tutti. Avrà da dire sicuramente la sua durante le prossime competizioni canore, al di là di tutte le solite e prevedibili discussioni del dopo-festival. Proteste e lamentele non son mancate, e questo è il marchio di un evento di successo! Lo prendiamo come un complimento! :-) Ci aspettiamo che alla prossima manifestazione canora partecipino più di dieci persone, perchè è stato divertentissimo e piacevole avvertire questo clima di gara nell'aria e vedere come una cosa semplice ma meravigliosa come il canto abbia saputo coinvolgere tante persone. Grazie a tutti! Grazie ai concorrenti, grazie a Luca che si è prestato al gioco calandosi nella parte del conduttore scanzonato, grazie alla giuria che si presa tutte le responsabilità nel decretare il vincitore della coppa, e infine il pubblico numerosissimo che, approvando o disapprovando le scelte della giuria o le esibizioni dei nostri cantanti, ha partecipato alla serata!
Poche maschere sabato sera alla festa di carnevale al Gallo: ma le poche che c'erano spiccavano per meraviglia, ognuna degna di un premio a mio avviso. Splendidi i coniugi Jons: lui, Davide, Lawrence d'Arabia in perfetto stile glamour-vintage, lei, Saby, radiosa principessa di Saba, con un abito nero con pendenti e gioielli di rara bellezza. E che dire della Raffy, una zingara ottocentesca, ti veniva voglia di farti fare le carte, tanto era ammaliante quel suo viso e sensuali le sue lieve movenze nel camminare. Sensazionale poi il costume originalissimo di Morris, un real terrorist con tanto di tritolo e congegni elettronici in vita, pronto a farsi saltare in aria! E io che dalla maschera che gli copriva il volto l'avevo accolto con un sonoro "Darth Vader"!!!! Poi Matteo, vestito da porco, con tanto di maglioncino rosa e maschera da maiale, per il quale è stata intonata la famosissima canzone Pop-porco! E che dire della splendida Ale, trasformata per l'occasione in un'infermiera poco rassicurante, un tipo da... terapia d'urto!!! Elena e Giovanni invece hanno preferito il ruolo di due picciotti: un'Elena androgina, con baffo d'ordinanza, imperversava col suo spiccato accento siculo per il locale, apostrofando mafiosamente ogni avventore, compresa la malcapitata Marisa! Però, anche voi che siete venuti in borghese, potevate per una sera travestirvi e mimetizzarvi sotto mentite spoglie! Sarebbe stato più divertente, no?
Un lampo di fulgido colore, un tourbillon di Chanel n.5, svolazzante come quel suo boa screziato di piume gialle di struzzo, avvolta in un timido vestito leopardato e una giacca corallo, i suoi brillanti occhi verdi incorniciati da una dimessa chioma rosso fuoco, trucco acqua e sapone, ninnoli e ammenicoli e bijoux vari, calze a rete d'ordinanza, bocchino alla Marlene Dietrich che fa molto anni Trenta, ed ecco comparire dal nulla la sorella disgraziata di Emiliano: Marisa! Quella squinternata, uscita dal manicomio di Vicenza, nascosta com'era nei recessi dei reparti, chissà come è riuscita a camuffarsi e a fuggire dalle maglie dei controlli, chissà sotto quali mentite spoglie ha celato i suoi lunghi crini ignei e quelle tette da paura. Un po' zoccola lo è sempre stata, ma l'altra sera, saputo quasi per caso da un cererino di passaggio allo psichiatrico, lo ha ammaliato con le sue arti amatorie dopo aver sentito notizia che suo fratello aveva rilevato uno storico locale in zona. Corrotto l'agente gli ha spento la sigaretta del bocchino nell'occhio e rifilato una ginocchiata nei paesi bassi, e con quelle quattro cose che aveva nella sua stanzina se n'è partita per la città, braccata da camionette antisommossa della polizia. E' approdata intorno alle 22 al locale del fratello, cercando di attirare fin da subito le attenzioni degli avventori, e a nulla è valso il tentativo da parte di Emiliano di farla ragionare. Dopo essersi fatta palpeggiare, pastrugnare e deridere tutta la sera, ha racimolato sufficienti numeri per riempire la rubrica di telefono di Vicenza dalla A alla L quantomeno, e più o meno sincere promesse di matrimonio o semplicemente di una botta e via. Marisa ha un pregio, che è spontanea: tu neanche te ne accorgi, ma ti ritrovi una mano piazzata sul pacco in mezzo alla calca dell'ingresso e non sai chi possa esser stato: spicca lei, con quel suo viso sbarazzino e i capelli di fuoco come le sue labbra carnali e quel neo che fa molto Cindy Crawford de note, ma non puoi esserne sicuro al 100%. Lei è così, una tempesta ormonale in piena regola, che fa e disfa a proprio piacimento, infedele per natura, fedele solo al suo insano e smodato desiderio. Eppure è di una dolcezza infinita, basta vederlo in quello sguardo da alcolizzata persa! Dopo mille suppliche e sotto la velata minaccia di chiamare i pulotti, la bella s'è volatilizzata, e preghiamo Iddio che non metta più piede al locale, dopo tutto quello che ha combinato. Già tremiamo al sol pensiero, ma avvertiamo una sensazione fastidiosa, che costei possa ritornare un giorno o l'altra, magari non troppo in là nel tempo. C'è di che aver paura...
Microfoni in mano, scaldate le ugole! Siete prontiiiiiii????? Il venerdì sanromolese è alle porte, gli iscritti sono già una decina, c'è ancora posto se qualcun altro volesse iscriversi. Per chi peccasse di un po' di timidezza e vivesse con troppa ansia la partecipazione al nostro festival, rimane comunque la possibilità di cantare regolarmente al karaoke col sempre disponibilissimo Luca negli intervalli tra una canzone in gara e l'altra. La giuria è già pronta a votare i nostri baldi concorrenti, che si contenderanno al termine della serata l'ambito Trofeo della Musica, la prima edizione del Gallo by Bruno & Emiliano! Un'altra serata di puro divertimento nelle Grotte del Gallo! Vi aspettiamo!
Poche lettere sono giunte alla redazione del Gallo per il concorso del pensiero d'amore più bello e originale: speravamo in qualcosa di più, in un'esplosione di sentimenti, ma probabilmente la timidezza - o la voglia di esser single!!! ;-) - ha prevalso. In ogni caso è stata premiata la lettera, o meglio, le riflessioni, di Sabina, una carissima cliente del locale, che in questo momento attraversa un po' di sconforto per alcune vicissitudini che la riguardano. La profondità del messaggio che ha imbucato nella nostra spiritosa cassettina delle lettere di Cupido ci ha colpito al cuore, e così all'unanimità noi dello staff abbiam deciso di premiarla. In bocca al lupo per tutto, cara Saby!
Tanti auguri di cuore a chi si ama e a chi ancora confida nell'amore, ma non solo oggi, che è una sola giornata, ma ogni attimo, da quando ci si sveglia il mattino a quando ci si addormenta la notte, tra le braccia di chi ci fa battere forte il cuore. Sembrano le solite frasi fatte, ma è unica al mondo la sensazione di avere al proprio fianco qualcuno da pensare e col quale condividere i momenti migliori come i peggiori.
Ecco perchè San Valentino dev'essere ogni giorno, non soltanto il 14 di febbraio, e a poco servono i regali, serve piuttosto tanta volontà e capacità di sacrificio, perchè l'amore non è semplice, non nasce così nè si sviluppa e cresce senza aiuto e desiderio di mettersi in gioco e di donare sè stessi a chi amiamo. L'amore cresce anche tra gli sterpi e nel deserto, al buio come tra i veleni, è la fiducia in esso che lo alimenta a dispetto delle convenzioni sociali, delle differenze, delle malelingue, delle difficoltà. Buon San Valentino a tutti, e che l'amore alberghi sempre nella vostra vita!
Tipica ricetta nordica, conosciuta in Alto Adige e dalla quale non mi separerò mai più, dato il grado di piacere che mi reca nel cibarmene...! Un concentrato di sapore che può accompagnare altri pietanze così come presentarsi da solo, con gran soddisfazione dei commensali più saggi, che ben ne conoscono la lunga preparazione e l'amore con cui è servito.
Ingredienti per 8 porzioni:
1 kg di carne di manzo; 3 cipolle; 4 spicchi di aglio; 3 patate; 2 peperoni; 650 g di pomodori; 3 cucchiaini di zucchero; alcuni cucchiai di farina; paprika; foglia di alloro; sale; pepe; vino rosso; brodo.
Scaldare in una pentola l'olio e mettere a scaldare le cipolle tagliate a pezzettini. Nel frattempo tagliare la carne di manzo a cubetti larghi non meno di un centimetro. Disponete la carne tagliata su di un piatto ed spolveratela con la farina. Nel frattempo preparate del brodo in un pentolino, o acquistatene già pronto se volete risparmiarvi un passaggio. Quando la pentola è ben calda introducetevi la carne di manzo, mescolare con un mestolo di legno e farla dorare da tutte le parti. Irrorare un po' di vino rosso ed attendere che l'alcool evapori. E' il momento di aggiungere le spezie: sale, pepe, aglio, un po' di zucchero, una foglia di alloro e la paprika. Versare nella pentola un po' di brodo ancora, giusto da coprire la carne. Durante la cottura aggiungere di tanto in tanto un po' di brodo e coprire con un coperchio. Lasciare bollire a fuoco lento ed ogni tanto mescolare. Nel frattempo prendete le verdure, tagliate a dadini i peperoni, i pomodori, le carote e le patate e aggiungetela alla carne dopo circa 40 minuti di cottura, lasciandoa cuocere il tutto per altri 30-40 minuti. La carne che ne risulterà sarà tenera e sugosa, e va servita con quel suo brodo denso color marrone, che è la morte di pane, patate e polenta, i cibi poveri di una volta lungo le vallate tirolesi. Ma il gulasch si può accompagnare anche ai canederli, classici o di castagne, lievemente meno saporiti di quelli allo speck, ma che ben s'amalgamano con il gusto forte della carne.
Come ben potete notare, spazio dalla cultura gastronomica mediterranea a quella più prettamente mitteleuropea, proprio per il gusto di mescolare sapori nuovi e nutrienti, che rechino soddisfazione a tutti i commensali, o almeno ci si prova, eheh!
La salsa tzatziki è una crema tipicamente del bacino mediterraneo, precisamente greca, abbastanza semplice da preparare. Basta dotarsi dei seguenti ingredienti:
Ingredienti:
un vasetto di yogurt magro; 1/2 cetriolo tritato; uno spicchio d'aglio anch'esso tritato; olio; sale.
La preparazione è semplice: tutte le componenti vanno unite fino a formare un composto omogeneo che non deve risultare però uniforme, in quanto la tzatziki mostra al termine della preparazione la caratteristica grumosità, che non dev'essere eccessiva in quanto aglio e cetriolo vanno tritati finemente, ma nemmeno di consistenza cremosa come lo yogurt. Questa delizia si presenta al gusto lievemente acidula, abbinabile perciò a carni dal sapore grasso e corposo, come maiale e agnello, che ovviamente costituiscono le specie principali d'allevameno nella penisola greca. Ottima anche come salsa per accompagnare salumi e sandwich vari, in quanto facilmente spalmabile e abilmente sostituita ai soliti formaggi freschi come stracchino, robiola o philadelphia, decisamente più saporita in virtù dei forti sapori contrastanti che la animano.
Settimana scorsa parlavamo della nostra new entry al Gallo, la Ale, che si cimenta da un mesetto circa dietro al bancone con caffè, drink e beveraggi vari. E' giusto quindi che dopo la Pina, la Micky e la Manu anche lei abbia il suo momento di gloria qui sul blog.
La Ale nasce come cliente in primis, ma da sempre ha aspirato a un posticino al Gallo. L'occasione è nata in seguito alla partenza della Micky di metà dicembre, e io e Bruno, che di cambiamenti ce ne intendiamo, eheh, ci siamo domandati se lei fosse la ragazza giusta per supplire quel posto vacante. Beh, riteniamo sia stata una scelta più che azzeccata: Alessia è una ragazza alla mano, dolce, sensibile, capace, instancabile, che dopo essersi smazzata 10 ore al supermercato dove fa la factotum, viene diretta qui da noi il venerdì e il sabato: trovarne... Lo dico sinceramente.
Di lei mi son rimasti impressi due episodi: il primo è stato quando, buttata nel bel mezzo della prima serata in veste di cameriera, gestiva il bancone con una destrezza di cui io stesso a volte non sono capace; in secondo luogo, e questo me l'ha riferito Bruno, quando martedì scorso, complice l'assenza di Pina, si è verificata una mezz'oretta abbondante di caos, con ordini che spuntavano da ogni dove: lei era seduta da cliente al suo tavolo, senza dire niente è salita sulla pedana, s'è infilata un grembiule e ha dato una mano quella mezz'ora a Bruno e Manuela. Lodevole, anche perchè non le è stato detto niente, e non era minimamente tenuta. Queste son le cose che lavorativamente parlando ti fan dir bene di chi opera al tuo fianco, e su Alessia queste parole di complimento e di ringraziamento non stonano per niente. Se a ciò aggiungiamo una dolcezza e un'umanità enormi, il quadro è più che completo, in quanto la stima mia e del resto del personale per la ragazza è alto, e pure la clientela ne è soddisfatta.
Come per le altre donne del locale, io dedicherei una poesia anche a questa giovane ragazza, che dite? E scelgo...
...Bambino, di Alda Merini.
Bambino, se trovi l'aquilone della tua fantasia legalo con l'intelligenza del cuore. Vedrai sorgere giardini incantati e tua madre diventerà una pianta che ti coprirà con le sue foglie. Fa delle tue mani due bianche colombe che portino la pace ovunque e l'ordine delle cose. Ma prima di imparare a scrivere guardati nell'acqua del sentimento.
Non sarà Rio, ma sarà pur sempre un bel vedere il Carnevale che sabato 21 febbraio prenderà vita al Gallo! Però è necessaria anche la tua presenza, in maschera obviously: Arlecchini, Pulcinelle, Colombine, zombie, animali, vampiri, pagliacci, attori famosi, infermieri, cuochi, pescivendoli, cantanti...! Tirate fuori da armadi, bauli e scatole quanto di più divertente e stravagante potete indossare, per colorare la nostra, la vostra serata! Non importa chi tu sia, l'importante è che ti presenti costumato, per rendere onore alla serata più divertente dell'anno! Siamo seri ed inquadrati tutto un anno, ce lo vogliamo concedere un momento fuori dalle righe???? Direi che ce lo meritiamo!
Ovviamente a colorare la serata un ambient ad hoc e musica dabbasso col nostro Dj David e il suo revival anni 70, 80 e 90 più musica dance e commerciale, e un ricco buffet goloso dolce e salato per rendere più sfiziosa la serata.
Prende il via la prima manifestazione canora della Riviera Berica, che vuole fare il verso a Sanremo, ponendosi decisamente agli antipodi della kermesse ligure. Innanzitutto una sola serata, per decretare il vincitore della Coppa della Musica, ambìto premio consegnato al miglior cantante del Gallo. Inoltre nessuna pressione da parte delle case discografie (eheh! Avercele!), giuria popolare selezionata tra le clientela, pochi formalismi. Ma sarà puro divertimento, garantito! Se hai una bella voce - basta anche discreta, unita a una bella faccia tosta -, ti va di divertirti e di metterti in gioco e non temi il palco, ecco la serata che fa per te! Che aspetti? Iscriviti da Bruno o Emiliano alla cassa, indicando il tuo nominativo o del tuo gruppo; porta la canzone che preferisci, o nella quale ti senti più sicuro di giocare le tue chances di vittoria, proponila nella speciale e unica cornice delle Grotte del Gallo sabato 21 febbraio a partire dalle 21:30, sotto la direzione del maestro Luca, che per l'occasione sfoggerà, oltre alle sue doti canore, brillanti qualità di conduttore! Una giuria mista vaglierà i cantanti che approderanno coraggiosamente al palco di San Romolo in base all'interpretazione ovviamente, ma anche alla simpatia e alla presenza. Quindi scatenatevi.
Nessuna quota partecipativa, solo voi, le vostre canzoni e il pubblico! Siete pronti? Bando alla timidezza, tirate fuori la voce e accorrete a popolare di note questa nostra prima edizione del Festival di San Romolo!!!
Vi sarete sicuramente accorti, quantomeno coloro che bazzicano regolarmente il locale, che da qualche settimana al nostro staff s'è aggiunta una certa Alessia, volto noto della clientela, che in maniera solerte e più che disponibile ha raccolto l'eredità lasciata dalla Micky. Lei dice che è stato sempre il suo sogno lavorare al Gallo, e noi abbiam pensato di premiare la sua buona volontà, dato che la ragazza ce ne mette parecchia. Invidiabile il suo stakanovismo, ma al di là del discorso prettamente lavorativo, Alessia è una ragazza sveglissima, capacissima, dotata di un'intelligenza e di un intuito straordinari, sensibile e abile dietro il bancone. Io sto ancora all'abc del computerino per raccogliere gli ordini, lei smanetta che è una bellezza. Ci sbilanciamo a dire che è brava? Che dimostra di saper fare tante cose e che là dietro se la cava divinamente? Tra l'altro, mi scuso per il ritardo, ma il blog e i lettori del blog - visto che lo staff glieli ha già fatti il giorno stesso - rivolgono i migliori auguri di buon compleanno a lei, che ha fatto 28 anni il 25 gennaio, e al fidanzato Francesco che ne ha compiuti 34 il giorno prima! Un abbraccio a tutti e due!!!
Gli anni passano che neanche ce ne accorgiamo, e se ci volgiamo indietro una storia lunga millenni si dipana: il genere umano ha saputo compiere un cammino lunghissimo, accidentato il più delle volte, puntellato di grandiosi eventi che hanno saputo elevare l'uomo a rango di essere intelligente, capace di plasmare la natura in armonia con essa, a disastri e sfaceli inauditi, dove crudeltà ed efferatezza sono andati a braccetto, a discapito di milioni di vite e di equilibri ancestrali.
Una vita ci separa dal lontano 27 gennaio 1945, quando le truppe sovietiche entrarono nel campo di concentramento di Auschwitz e trovarono l'inferno in terra. 64 anni, tanti a dire il vero, che hanno lasciato tuttavia un traccia che lentamente sta sbiadendo, tra revisionismi e mistificazioni, tra infamie e oblio. Certe pagine di storia, secondo i dettami dei detrattori della verità, andrebbero censurate, ridimensionate, ma come si può, mi chiedo, ridimensionare un eccidio senza pari, che ha coinvolto nella migliore delle ipotesi 13 milioni di individui, brutalmente e metodicamente assassinati per le loro convinzioni politiche avverse al nazifascismo (oppositori, comunisti, democratici), per la loro appartenenza etnica (slavi, rom, zingari), per il credo religioso (cristiani, testimoni di Geova), per il loro orientamento sessuale (gay e lesbiche), per il fatto di essere dei prigionieri di guerra o persone diversamente abili. Nel peggiore dei casi la cifra raggiunge i 19 milioni di morti, cui vanno aggiunti una trentina di milioni di uomini, donne, bambini e anziani uccisi durante la guerra nelle loro città, nei loro letti, durante gli assedi o i bombardamenti. Un olocausto senza precedenti, se si pensa che il responsabile è stato l'uomo, o la sua forma più aberrante.
Io provo vergogna, una vergogna indecifrabile, per un decennio che il genere umano non avrebbe dovuto conoscere, ma che purtroppo ha fatto proprio nel peggiore dei modi. La Giornata della memoria, istituita il 27 gennaio, serve proprio per ricordare quanto avvenuto nei famigerati campi di sterminio a coloro che si ostinano a negarne l'esistenza, a coloro che inneggiano a Mussolini o a Hitler come ideologi di una nuova era: bugie, infamie, disgraziate e aberranti affermazioni, indegne di che è nato in una democrazia, imperfetta, ma pur sempre una democrazia. Pochi sono i reduci da quell'assurda esperienza, pochi possono dirsi salvi dal braccio letale di Auschwitz-Birkenau, Treblinka, Mauthausen, Chelmno, Buchenwald, Bergen-Belsen, nomi dal suono cupo e mortifero. Pochi possono dirsi salvi dal tempo che li ha lentamente uccisi, pochi hanno avuto la forza di far riaffiorare gli orrori di quei giorni, le sevizie, i lavori forzati al gelo, il cibo scarso, lo svuotamento psichico, le barbare uccisioni dei compagni di prigionia. Pochi purtroppo sono stati disposti ad ascoltare le flebili voci che la terra e l'aria di quelle zone maledette esalavano. Molti purtroppo coloro che ignorano tutto, che ironizzano quelle sorti disperate, che esaltano le stragi e i genocidi, che non sanno parlare ma solo dar fiato alla bocca, per un semplice sentito dire. Molti devono ancora imparare, a così breve distanza di anni, cosa significano i valori di umanità, libertà e diversità. Soprattutto tra i più giovani, che tendono a sminuire e a far propri atteggiamenti degni di quell'età infausta. Perchè ricordare fa male, ma sostiene il valore del genere umano per gli alti scopi per cui è su questa Terra, tra i quali non figura l'uccidere.
Qualche titolo di film da vedere e qualche libro da leggere, perchè il sapere a riguardo non basta mai a quanto pare: tra le pellicole come non citare Schindler's list di Steven Spielberg, Paragraph 175 di Rob Epstein, La vita è bella di Roberto Benigni, Jona che visse nella balena di Roberto Faenza e La settima stanza di Marta Meszaros. Tra i libri cito L'amico ritrovato di Fred Uhlman, La variante di Lüneburg di Paolo Maurensig, ovviamente il Diario di Anna Frank, La tregua e Se questo è un uomo, entrambi di Primo Levi, Il giardino dei Finzi-Contini di Giorgio Bassani e Homocaust di Massimo Consoli.
Calendario Arcaico Romano e Calendario della Repubblica Romana: Decembris era il decimo mese del calendario e contava 29 giorni;
Calendario Giuliano: Decembris era il dodicesimo mese del calendario e contava 30 giorni;
Calendario Augusteo: Decembris era l'undicesimo mese del calendario e contava 31 giorni.
Il mondo romano consacrava questo mese a Saturno, dio della semina e, successivamente, dio della terra dei morti.
Il trionfo del Sole sulle tenebre veniva anticamente festeggiato da tutti i popoli: presso i Romani si celebravano i Saturnalia, in onore di Saturno, che andavano dal 17 al 23 ed erano giorni di festa e di allegria perfino per gli schiavi.
Per gli ebrei Kislèv (parola di origine incerta, forse si riferisce a K'sil, il nome biblico per Orione, l'arciere, dato che il segno zodiacale legato a questo mese è il Sagittario), terzo mese, era formato da 29 o 30 giorni e va da Novembre a Dicembre. In questo mese cade la festa di Chanukkà, la festa delle luci, così come molte popolazioni che si rifanno al Calendario Gregoriano, nello stesso periodo festeggiano Santa Lucia, portatrice di luce (il nome babilonese era Kislimu); Tevet (dal babilonese Tebitum), quarto mesedell'anno, ha una durata di 29 giorni e va da Dicembre a Gennaio.
Per i musulmani Shavval, decimo mese, conta 29 giorni e va da Novembre a Dicembre, mentre Thol Qi'deh, undicesimo mese dell'anno, è il periodo che va da Dicembre a Gennaio.
Per i persiani Azar, nono mese, contava 30 giorni e andava da Novembre a Dicembre; Day era il decimo mese, durava 30 giorni e andava da Dicembre a Gennaio.
Come molti altri popoli anche i persiani festeggiavano il dio dell'oscurità che per questo popolo era Mitrah.
Per i celti con Dumannios (tempo dell'oscurità più profonda), secondo mese del calendario, cominciava il periodo invernale, questo mese contava 29 giorni e andava da Novembre a Dicembre, mentre Riuros (tempo freddo) era il terzo mese del calendario, durava 30 giorni e andava da Dicembre a Gennaio.
Durante il periodo di Dumannios i celti celebravano il loro Natale.
Anche i pellerossa d'America adattarono il computo dei mesi al sistema importato dai pionieri, ma i loro mesi erano legati alla vita della luna e, naturalmente, ogni popolo aveva nomi propri per i mesi dell'anno:
secondo la testimonianza di Alce Nero, del popolo Lakota, era: Luna morta che si attarda;
per gli indiani Chippewa e Ojibwa era: Luna del Piccolo Spirito.
Durante la Rivoluzione Francese il mese che andava dal 21 Novembre al 20 Dicembre prese il nome di Frimaire (Frimaio), mentre il periodo che andava dal 21 Dicembre al 19 Gennaio prendeva il nome Nivôse (Nevoso).
Nel Medioevo il mese di Dicembre era raffigurato come un contadino che uccide un maiale.
Con il solstizio d'inverno Dicembre dà il "bentornato" alla luce: infatti in questo mese le giornate cominciano ad allungarsi, a discapito delle nottate che diventano più corte.
Molti sono i popoli che in questo periodo festeggiano, o festeggiavano, una divinità: li Aztechi celebravano il dio Tlaloques, il sole, con veglie e offerte agli dei della casa. gli Egizi il dio Osiride, dio del mondo dei morti, ma anche della rinascita, i greci festeggiavano il dio Kronos, il tempo.
Poesia del mese: La Notte Santa, di Guido Gozzano.
Consolati, Maria, del tuo pellegrinare!
Siam giunti. Ecco Betlemme ornata di trofei.
Presso quell'osteria potremo riposare,
ché troppo stanco sono e troppo stanca sei.
Il campanile scocca
lentamente le sei.
Avete un po' di posto, o voi del Caval grigio,
un po' di posto per me e per Giuseppe?
Signori, ce ne duole: è notte di prodigio;
son troppi i forestieri; le stanze ho piene zeppe.
Il campanile scocca
lentamente le sette.
Oste del Moro, avete un rifugio per noi?
Mia moglie più non regge ed io son così rotto!
Tutto l'albergo ho pieno, soppalchi e ballatoi:
Tentate al Cervo Bianco, quell'osteria più sotto.
Il campanile scocca
lentamente le otto.
O voi del Cervo Bianco, un sottoscala almeno
avete per dormire? Non ci mandate altrove!
S'attende la cometa. Tutto l'albergo ho pieno
d'astronomi e di dotti, qui giunti d'ogni dove.
Il campanile scocca
lentamente le nove.
Ostessa dei Tre Merli, pietà d'una sorella!
Pensate in quale stato e quanta strada feci!
Ma fin sui tetti ho gente: attendono la stella.
Son negromanti, magi persiani, egizi, greci...
Il campanile scocca
lentamente le dieci.
Oste di Cesarea... - Un vecchio falegname?
Albergarlo? Sua moglie? Albergarli per niente?
L'albergo è tutto pieno di cavalieri e dame
non amo la miscela dell'alta e bassa gente.
Il campanile scocca
le undici lentamente.
La neve! - ecco una stalla! - Avrà posto per due?
Che freddo! - Siamo a sosta - Ma quanta neve, quanta!
Un po' ci scalderanno quell'asino e quel bue...
Maria già trascolora, divinamente affranta...
Il campanile scocca
La Mezzanotte Santa.
E' nato il Sovrano Bambino.La notte, che già fu sì buia,
risplende d'un astro divino.Orsù, cornamuse, più gaie
sonate, squillate, campane!Venite, pastori e massaie,
o genti vicine e lontane!
Non sete, non molli tappeti, ma come nei libri hanno detto
da quattro mill'anni i Profeti, un poco di paglia ha per letto.
Per quattro mill'anni s’attese
quest’ora su tutte le ore.
E’ nato, E' nato il Signore!
E’ nato nel nostro paese!
Risplende d’un astro divino
la notte che già fu sì buia.
E’ nato il Sovrano Bambino,
E' nato!
Alleluia! Alleluia!
Proverbi del mese:
Dicembre gelato non va disprezzato
Dicembre imbacuccato grano assicurato
Dicembre mese di bruma: davanti mi scalda e dietro mi consuma
Se piove per Santa Bibiana, piove per quaranta dì e una settimana;
Se avanti Natale fa la brina riempi la madia di farina
La neve prima di Natale è madre, dopo è matrigna;
Da Natale in là il freddo se ne va;
Seminare decembrino vale meno d'un quattrino;
Chi fa Natale al sole fa Pasqua al fuoco;
Per i Santi Innocentini son finite le feste ed in quattrini